Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: inquadramento dell’istituto

accettazione dell'eredità con beneficio di inventarioL’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario consente di limitare la responsabilità dell’erede per i debiti del de cuius al valore del patrimonio ereditario.

 

In questo modo, infatti, si crea uno schermo che divide il patrimonio ereditario ed il patrimonio dell’erede. I due patrimoni non si confondono e non si fondono in un unico patrimonio.

 

Quindi, i creditori del de cuius potranno far valere i loro crediti nei limiti del valore e della sostanza del patrimonio ereditato.

 

Diverso è il caso dell’accettazione dell’eredità pura e semplice. In questo caso, non si crea alcuna scissione tra patrimonio ereditario e patrimonio dell’erede che si fondo.

 

Con la conseguenza che i creditori del de cuius potranno far valere i loro crediti anche oltre il valore del patrimonio ereditario.

 

Questo significa che potranno intaccare il patrimonio personale dell’erede.

 

I debiti dell’asse ereditario

Spesso l’erede non si preoccupare di verificare la reale sostanza dell’asse ereditario. Una delle cose più sottovalutate è l’accertamento di debiti verso l’erario.

 

Quando l’asse ereditario presenta debiti che hanno un valore superiore ai crediti, non c’è alcuna convenienza nell’accettazione con beneficio di inventario.

 

In questo caso, poiché i creditori eroderanno l’intero patrimonio ereditario, sarà opportuno rinunciare all’eredità. Il motivo? Semplice, dopo che i creditori avranno soddisfatto i loro crediti, del patrimonio accettato non resterà nulla. Tanto vale rinunciare all’eredità.

 

Quando, invece, i debiti del de cuius hanno un valore inferiore all’attivo del patrimonio ereditario, conviene procedere con l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. Motivo? Semplice, il proprio patrimonio personale viene, così, messo al sicuro. I creditori del de cuius potranno agire solo sul patrimonio ereditario, che però non verrà eroso del tutto.

 

QUANDO LA LEGGE IMPONE L’ACCETTAZIONE DELL’EREDITA CON BENEFICIO DI INVENTARIO

In alcuni casi, la legge impone di accettare con beneficio di inventario. L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario è obbligatoria quando assumono la qualità di eredi i seguenti soggetti:

 

  • minori
  • minori emancipati
  • interdetti
  • inabilitati

 

Termini e modalità dell’accettazione beneficiata: la redazione dell’inventario

Termini e modalità sono di fondamentale importanza. L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario si configura con un negozio giuridico a formazione progressiva.

 

Presenta due momenti centrali per la sua definitiva formazione:

 

  • l’accettazione
  • la redazione dell’inventario. Si tratta di un atto contabile nel quale vengono elencate le voci attive e passive del patrimonio ereditario.

I termini sono diversi a seconda che l’erede sia o meno in possesso dei beni ereditari.

Cosa accade quando l’erede nel possesso dei beni ereditari

Se l’erede è in possesso dei beni ereditari, dovrà redigere l’inventario entro tre mesi dal decesso del de cuius, ovvero tre mesi da quando è venuto a conoscenza di tale evento.

 

L’inventario può essere redatto rivolgendosi ad un notaio oppure al Tribunale del luogo in cui è avvenuto il decesso del de cuius.

 

Eseguito l’inventario, l’erede ha 40 giorni di tempo per decidere se accettare o meno l’eredità.

 

Se non rende la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, la legge presume che abbia accettato l’eredità nella sua interezza puramente e semplicemente.

 

La dichiarazione di accettare l’eredità con beneficio di inventario va resa dinanzi al notaio ovvero all’ufficio del Tribunale competente.

 

Il Cancelliere del Tribunale iscrive la dichiarazione nel pubblico registro delle successioni che è conservato nello stesso tribunale.

 

Inoltre, entro un mese, la dichiarazione viene trascritta nei pubblici registri immobiliari del luogo in cui si trova il tribunale.

Resa la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, l’erede non è libero di disporre (ad esempio vendere) i beni ereditati. Dovranno prima essere soddisfatte le ragioni dei creditori e dei legatari.

Cosa accade quando l’erede non è nel possesso dei beni ereditari

Se l’erede non è in possesso dei beni ereditari, ha 10 anni di tempo per rendere la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario.

 

Questo perché, non avendo il possesso dei suddetti beni, è praticamente impossibile che egli possa redigere l’inventario.

 

Resa la dichiarazione, ha tre mesi di tempo per redigere l’inventario, salvo proroghe. E una volta redatto l’inventario, vi sono i canonici 40 giorni per decidere se accettare o rinunciare all’eredità.