L’addebito della separazione costituisce un antecedente causale specifico della sopravvenuta intollerabilità della convivenza.

DOMANDA
Mio marito è solito spendere tutto il suo stipendio alle slot machine. Ultimamente, ho, inoltre, notato che è arrivato al punto di prendere, a mia insaputa, anche i soldi contanti che tengo per le spese della famiglia. Vivo, ormai, una situazione intollerabile. Posso chiedere la separazione con addebito a mio marito?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo, innanzitutto, capire cos'è, in realtà, l'addebito. In termini generali, possiamo dire che esso si configura come la causa, specifica, della sopravvenuta intollerabilità della convivenza. Vediamo, più in dettaglio, quando può essere chiesto l'addebito.

Quali elementi di fatto, dunque, debbono sussistere, ed essere provati, affinché vi sia l’addebito della separazione?

Cerchiamo di capire le conseguenze cui deve dare luogo la condotta del coniuge nei cui confronti si chiede l’addebito della separazione.

  • 1

    Violazione dei doveri derivanti dal matrimonio

E’ necessario, in primo luogo, che la condotta incriminata abbia determinato una reale violazione dei doveri nascenti dal matrimonio.

  • 2

    Intollerabilità della convivenza

La violazione dei doveri derivanti dal matrimonio deve essere stata tale da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza. In altri termini, è necessario che le condotte incriminate siano stata la causa determinante della sopravvenuta intollerabilità della convivenza. In assenza di questo legame causale, non è possibile giungere ad un addebito della separazione.

  • 3

    Capacità di intendere e volere

E’, inoltre, necessario che il coniuge, nel momento in cui ha posto in essere le condotte incriminate, fosse in stato di capacità di intendere o di volere. Se il coniuge ha agito in una condizione di incapacità di comprendere il significato delle proprie condotte o di volerle, viene, infatti, meno la possibilità di considerarlo responsabile per le condotte stesse. Quindi, diventa impossibile procedere all’addebito della separazione. 

In diversi casi, l'addebito della separazione è stato escluso per l'accertata incapacità di intendere o di volere. In tal senso, si è affermato che la separazione non può essere addebitata al coniuge, affetto da una seria patologia psichica. Seppure la condotta posta in essere era grave, in alcuni casi integrante fatti illeciti, tuttavia non gli poteva essere imputata per la sua incapacità di controllare le proprie azioni.

L’AVARIZIA PATOLOGICA

In un altro caso, l'addebito della separazione è stato pronunciata nei confronti del coniuge affetto da avarizia patologica.

Il marito impediva alla moglie, addirittura, di andare dal parrucchiere. La sua avarizia era tale che pretendeva di tagliarle lui stesso i capelli sia alla moglie che ai figli, evitando in tal modo la spesa aggiuntiva.

RISPOSTA
addebito della separazionePer rispondere alla domanda iniziale, appare chiaro che la condotta descritta costituisce non solo grave violazione dei doversi di collaborazione economica e morale. Essa è tale da giustificare, appieno, la percezione della moglie che vive la convivenza come una condizione intollerabile.

Anche la giurisprudenza, in casi simili,  ha concluso per l’addebito della separazione a carico del coniuge affetto da shopping compulsivo. Quindi, a meno che non vi sia un disturbo psichico che esclude la capacità di intendere o volere del coniuge, la domanda di addebito della separazione appare fondata.