Conosciamo l’anatocismo bancario

anatocismo bancarioL’ anatocismo bancario è un operazione contabile che si traduce in un vero e proprio moltiplicatore del debito. Gli interessi maturati vengono sommati al capitale e la risultante di tale operazione viene posta a base della produzione di altri interessi.

 

Le banche utilizzano sovente questo sistema con la capitalizzazione trimestrale degli interessi, pratica fonte di grave pregiudizio a danno dei correntisti. Il contenzioso legato all’anatocismo bancario è stato nel corso degli ultimi trent’anni impressionante. 

Con la capitalizzazione trimestrale degli interessi, vengono liquidati gli interessi a debito del correntista con frequenza trimestrale,. Invece, gli interessi a credito vengono liquidati con cadenza annuale. Inoltre, in tal modo, gli interessi passivi anatocistici vanno a gravare subito, e non a fine anno, sul correntista.

Un meccanismo matematico contabile che noi poveri correntisti possiamo comprendere solo superficialmente. Ma, una cosa è certa: quando siamo colpiti dagli effetti dell’anatocismo, allora capiamo appieno i danni che procura.

 

Quanto può incidere l’anatocismo bancario in un contratto di conto corrente bancario?

Basterebbe chiederlo alla miriade di imprenditori che nel corso degli anni hanno subito le nefaste conseguenze dell’anatocismo bancario.

In assenza di anatocismo, si avrebbe infatti una capitalizzazione semplice degli interessi con un aumento del debito in progressione puramente matematica. Il che vuole dire che, supponendo uno scoperto medio di €. 100.000,00 con un tasso nominale annuo del 20%, a fine anno ci troveremmo con un debito di €. 120.000,00.

Di converso, per effetto dell’anatocismo bancario, ipotizzando la capitalizzazione trimestrale degli interessi, la somma dovuta alla banca ammonterà ad €. 121.550,00.

QUINDI: SOLO €. 1.550,00 DI DIFFERENZA? IL MOLTIPLICATORE GENERATO DALL’ANATOCISMO BANCARIO SI PERCEPISCE CON LASSI TEMPORALI PIU’ LUNGHI.

 

Esempio su dieci anni di scoperto di conto

Se ipotizziamo, come sovente accaduto, il medesimo scoperto di conto al medesimo tasso nominale annuo, per la durata di dieci anni, la differenza tra capitalizzazione semplice e capitalizzazione composta sarebbe ben più evidente.

  • Anatocismo bancario: al decimo anno il correntista avrebbe maturato un debito pari ad €. 703.999,00;
  • In assenza di anatocismo: con la capitalizzazione semplice il debito ammonterebbe ad €. 300.000,00.

QUINDI, A BEN VEDERE, UNA DIFFERENZA DI OLTRE €. 400.000,00 PERCEPITI INDEBITAMENTE DALLA BANCA AI DANNI DEL CLIENTE