anatocismo bancarioIn questa Guida parliamo dell’anatocismo bancario. Si tratta di un fenomeno estremamente diffuso, ma anche poco conosciuto a tanti correntisti. La giurisprudenza, nel corso degli anni, ha spesso affrontato le problematiche conseguenti all’anatocismo. Ma di cosa si tratta? In soldoni, cos’è l’anatocismo bancario. 

Semplificando, possiamo dire che è un operazione contabile che si traduce in un vero e proprio moltiplicatore del debito. Gli interessi maturati vengono sommati al capitale e la risultante di tale operazione viene posta a base della produzione di altri interessi.

L’anatocismo bancario la capitalizzazione trimestrale degli interessi

Le banche hanno sempre fatto largo uso di questa, illegittima, operazione contabile, attuata con la con la capitalizzazione trimestrale degli interessi. Parlare di questa pratica bancaria illegittima significa parlare di famiglie mandate sul lastrico, di imprenditori distrutti economicamente, di persone che sono giunte a gesti estremi.

I danni prodotti dall'anatocismo bancario possono essere veramente ingenti. Questo è il motivo per cui, partendo dai primi coraggiosi pionieri che hanno denunciato l'illegittimità di questo sistema, la giurisprudenza si è dimostrata sempre più sensibile al tema ed il contenzioso è aumentato vertiginosamente. 

Cos’è la capitalizzazione trimestrale degli interessi?

Abbiamo accennato alla capitalizzazione trimestrale degli interessi. Cerchiamo di capire come funziona.  Per prima cosa dobbiamo distinguere tra interessi a debito, cioè quelli che il correntista paga sul conto, e gli interessi a credito, ovvero quelli che la banca riconosce in favore del correntista.

Con la capitalizzazione trimestrale degli interessi, la banca liquida gli interessi a debito del correntista con frequenza trimestralee gli interessi a credito con cadenza annuale

Capite bene che c'è una differenza non da poco che riguarda il tempo di liquidazione degli interessi a debito e a credito. Qual è la ragione della cadenza trimestrale per gli interessi a debito, e della cadenza annuale per quelli a credito?

Una prima, ovvia ragione, risiede nella possibilità per la banca di incamerare, quattro volte l'anno, gli interessi a debito del correntista. Insomma, la banca aspetta la fine dell'anno per riconoscervi quel poco di interessi a credito che avete maturato, mentre vi fa pagare subito quelli a debito.

Ma la capitalizzazione trimestrale degli interessi a debito non avrebbe ripercussioni così pesanti sui correntisti se non fosse accompagnata dall'anatocismo bancario. Ogni tre mesi, la banca calcola gli interessi a debito.

Ma non si limita a questo. La banca somma i detti interessi a debito al capitale. Alla fine del trimestre successivo, la banca calcolerà gli interessi a debito sulla risultante della somma operata nel trimestre precedente. Il che significa che calcola interessi su interessi, generando quell'effetto di moltiplicatore del debito.

QUANTO PUO’ INCIDERE L’ANATOCISMO IN UN CONTRATTO DI CONTO CORRENTE?

Per capire quanto può, realmente, incidere l'anatocismo bancario sulla posizione economica del correntista ci sono due modi. Da un lato, basterebbe chiedere a quella miriade di imprenditori che, anche per piccoli scoperti di conto, hanno subito le più nefaste conseguenze di questo fenomeno.

Sottolineo la parola fenomeno, perché "fenomeni" sono gli istituti di credito che riescono a spolpare anche i limoni più spremuti. E, fenomeno, è stato per tantissimi anni il legislatore e la giurisprudenza che hanno fatto orecchie da mercanti dinanzi a questa odiosa e illegittima pratica bancaria.

In fondo, c'è poco da meravigliarsi. Le banche costituiscono uno dei più importanti poteri forti della società. Il legislatore, storicamente, si è sempre piegato alle istanze del mondo bancario. Mentre la giurisprudenza, dopo un iniziale approccio soft al problema dell'anatocismo bancario, ha cambiato rotta e ha usato la mano pesante. Non sempre, ma spesso.

In assenza di anatocismo bancario, si avrebbe infatti una capitalizzazione semplice degli interessi con un aumento del debito in progressione puramente matematica. Il che vuole dire che, supponendo uno scoperto medio di €. 100.000,00 con un tasso nominale annuo del 20%, a fine anno ci troveremmo con un debito di €. 120.000,00.

Di converso, per effetto dell'anatocismo bancario, ipotizzando la capitalizzazione trimestrale degli interessi, la somma dovuta alla banca ammonterà ad €. 121.550,00.

QUINDI: SOLO €. 1.550,00 DI DIFFERENZA? IL MOLTIPLICATORE GENERATO DALL'ANATOCISMO BANCARIO SI PERCEPISCE CON LASSI TEMPORALI PIU' LUNGHI.

ESEMPIO SU DIECI ANNI DI SCOPERTO DI CONTO

 

Se ipotizziamo, come sovente accaduto, il medesimo scoperto di conto al medesimo tasso nominale annuo, per la durata di dieci anni, la differenza tra capitalizzazione semplice e capitalizzazione composta sarebbe ben più evidente.

  • Anatocismo bancario: al decimo anno il correntista avrebbe maturato un debito pari ad €. 703.999,00.
  • In assenza di anatocismo: con la capitalizzazione semplice il debito ammonterebbe ad €. 300.000,00.

QUINDI, A BEN VEDERE, UNA DIFFERENZA DI OLTRE €. 400.000,00 PERCEPITI INDEBITAMENTE DALLA BANCA AI DANNI DEL CLIENTE