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Cani e gatti randagi: quale tutela per i nostri amici a quattro zampe?

cani e gatti randagiQuella che esaminiamo è un interessante decisione del TAR Puglia – sezione Lecce I, adottata con la sentenza, n. 525 del 22.03.2012,  ed avente ad oggetto la tematica della tutela degli animali, cani e gatti randagi

La vicenda trae spunto da un ordinanza con la quale il Comune di San Vito dei Normanni disponeva:<<è fatto divieto nel perimetro urbano di somministrare cibo ad animali vaganti sul territorio>>. 

In altri termini, il citato Comune era evidentemente infastidito dalla presenza degli amici a quattro zampe nella cittadina. Per questo motivo, ordinava alla cittadinanza, sotto minaccia di sanzione pecuniaria, di astenersi dal somministrare cibo ai cani e ai gatti randagi vaganti all’interno del perimetro urbano.

CANI E GATTI RANDAGI: POSSO DARE LORO DA MANGIARE?

Diverse organizzazioni a tutela degli animali, ed in particolare, nella specie, LAC - Lega per L'Abolizione della Caccia, ed Earth, impugnarono la predetta ordinanza dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale. 

Il TAR chiarisce a chiare lettere che il suddetto divieto si pone in contrasto con la legge quadro nazionale n. 281/91. 

Si tratta di una legge volta a prevenire il randagismo e, nel contempo, a tutelare gli animali randagi. Inoltre, il TAR rilevava come la Regione Puglia avesse adottato una propria legge che non vieta in alcun modo di somministrare cibo ai cani e gatti randagi.

Il divieto di somministrare cibo a cani e gatti randagi quale strumento di tutela per la salute pubblica

Ma prima di vedere cosa stabilisce la legge nazionale e quella della Regione Puglia dobbiamo rispondere ad una domanda. Ci chiediamo quale possa essere stata la logica che ha indotto il Comune di San Vito dei Normanni a disporre il divieto di somministrazione di cibo ai cani e gatti randagi.

Vogliamo immaginare e credere che la finalità del predetto divieto sia stato di natura preventivo-sanitaria, in ragione di una presumibile massiccia concentrazione di cani e gatti randagi nel perimetro urbano con conseguenti rischi per la salute pubblica.

Non possiamo certo sottovalutare l'importanza di tutelare la salute pubblica. Ma possiamo ritenere che lo strumento a tal fine impiegato fosse necessario?

Il divieto di somministrare cibo a cani e gatti randagi si traduce, infatti, in un atto di crudeltà verso gli stessi; tanto più grave in quanto si tratta o di animali abbandonati e comunque privi di chi si prenda cura di loro.

Come conciliare le istanze di tutela per la salute pubblica con le istanze di contrasto ad ogni atto di crudeltà verso i cani e gatti randagi?

Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione. Condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono. Ciò al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente

Questo è quanto stabilisce l'art.1 della legge quadro nazionale n. 281/91. Il legislatore si è prefissato un primo fondamentale obiettivo: favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e nel contempo tutelare la salute pubblica e l'ambiente.

Sembrerebbero, in apparenza, due obiettivi inconciliabili. Come è possibile tutelare la salute pubblica e nel contempo favorire una corretta convivenza tra uomo e animale a fronte di massicce pericolose concentrazioni di cani e gatti randagi nel perimetro urbano?

Il punto è che cani e gatti sono spesso vittime di abbandono. In molti casi, si arriva ad abusi e maltrattamenti disumani verso i nostri amici pelosi.  E' importante considerare anche il fenomeno dell'abbandono degli animali da compagnia, in quanto, come detto, spesso cani e gatti randagi sono stati abbandonati dall'uomo.

Che si tratti di un atto estremo di crudeltà è evidente sol che si consideri quanto il cane e il gatto è legato all'uomo, non solo materialmente ma anche affettivamente. Cosa può capitare ad animali abituati a vivere con l'uomo, da lui dipendenti per il cibo, l'acqua, le cure in caso di ferite e malattie, quando vengono abbandonati per strada?

Spesso, il loro destino è segnato: muoiono per stenti, fame e sete, ovvero investiti dalle autovetture.

Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione. Condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono. Ciò al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente

Questo è quanto stabilisce l'art.1 della legge quadro nazionale n. 281/91. Il legislatore si è prefissato un primo fondamentale obiettivo. Favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e nel contempo tutelare la salute pubblica e l'ambiente.

Sembrerebbero, in apparenza, due obiettivi inconciliabili. Come è possibile tutelare la salute pubblica e nel contempo favorire una corretta convivenza tra uomo e animale?

Il punto è che cani e gatti randagi sono spesso vittime di abbandono. In molti casi, si arriva ad abusi e maltrattamenti disumani verso i nostri amici pelosi.  E' importante considerare anche il fenomeno dell'abbandono degli animali da compagnia, in quanto, come detto, spesso cani e gatti randagi sono stati abbandonati dall'uomo.

Che si tratti di un atto estremo di crudeltà è evidente. Basta pensare a quanto il cane e il gatto è legato all'uomo, non solo materialmente ma anche affettivamente. Cosa può capitare ad animali abituati a vivere con l'uomo, da lui dipendenti in tutto, quando vengono abbandonati per strada?

Conclusioni

Questo è il motivo delle decisione del TAR di annullare l'ordinanza del Comune di San Vito dei Normanni. Viene precisato, in primo luogo, che la ASL avrebbe dovuto provvedere ad evitare la concentrazione dei cani e gatti randagi attraverso la programmazione e limitazione delle nascite previa adeguata profilassi.

Sicché, seguendo il ragionamento del TAR, se il fenomeno del randagismo aveva assunto in quel Comune dimensioni abnormi, la responsabilità non poteva essere ascritta ai poveri cani e gatti randagi, ma all'inerzia delle autorità locali competenti.

Una piccola, ma importante, conquista per gli amici cani e gatti randagi che vagano in cerca di affetto, cura, cibo ed acqua da parte dell'uomo.

Alla luce della giurisprudenza consolidata e della normativa nazionale e locale, quindi chiunque abbia intenzione di aiutare i cani e gatti randagi dando loro cibo, può farlo tranquillamente, trattandosi di una condotta lodevole che non integra alcun tipo di illecito penale o civile.