Le novità del Codice Rosso nel diritto penale sono molte e volte a rafforzare la tutela per le vittime di violenza domestica. Si tratta del disegno di legge che era stato presentato dal Governo e modificato dalla Commissione Giustizia.

Le novità del Codice Rosso nel diritto penale in pillole

Il citato disegno di legge (AC 1455-A) è stato approvato il 3 aprile 2019 dalla Camera dei Deputati. Il c.d. Codice Rosso ha quale finalità quella di inasprire la repressione penale della violenza domestica. A tal fine, con questo provvedimento legislativo si interviene sul codice penale, ma anche sul codice di procedura penale e addirittura sul codice antimafia.

Tra le novità del Codice Rosso nel diritto penale vanno, in primo luogo, annoverate quattro nuove figure di reato.

  1. Il c.d. delitto di sfregio.
  2. Vi è, poi, il reato che riguarda il revenge porn
  3. E' prevista, inoltre, l’introduzione della fattispecie di costrizione o induzione al matrimonio
  4. Infine, si introduce il reato di violazione del dovere di allontanamento dalla casa familiare e quello di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Il c.d. Delitto di Sfregio

novità del codice rosso nel diritto penaleQuesta novità del Codice Rosso nel diritto penale è strumentale a arginare il fenomeno di quelle condotte violente dirette a cagionare lesioni permanenti al viso della vittima. E’ una della tante condotte con cui la violenza domestica è stata negli ultimi anni attuata. In realtà, il problema non riguarda solo la violenza verso le donne. La cronaca degli ultimi anni ha manifestato preoccupanti tendenze a delinquere attraverso modalità tese a sfregiare permanentemente il volto delle vittime.

Un problema, comunque, avvertito da tempo. Esisteva già una proposta di legge tesa ad introdurre il reato di omicidio di identità.

La novità del Codice Rosso nel diritto penale è particolarmente importante. Allo stato della legislazione attuale, le lesioni permanenti al viso della vittima, costituiscono un aggravante delle lesioni gravissime.

Se il disegno di legge approvato alla Camera diventerà legge, nel codice penale sarà introdotto il nuovo art. 583 quinques che prevede il delitto di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

La sanzione penale prevista è quella della reclusione da 8 a 14 anni, elevata all'ergastolo ove dal delitto consegua la morte della persona.

Il Revenge Porn: una novità del codice rosso nel diritto penale con uno sguardo alle nuove tecnologie

Un'altra importante novità del Codice Rosso nel diritto penale riguarda il revenge porn. Ne ho approfonditamente scritto in un altro articolo.

Basta qui considerare come, in tal caso, il legislatore ha mostrato, sia pure con colpevole ritardo, di volersi adeguare ai nuovi mezzi per delinquere derivanti dall'evoluzione tecnologica. Le nuove tecnologie costituiscono oggi strumenti formidabili per porre in essere condotte a vario titolo qualificabili come atti persecutori o comunque come forme di violenza domestica.

Il reato di costrizione o induzione al matrimonio: uno sguardo alle vittime dell’integralismo religioso

novità del codice rosso nel diritto penaleSi tratta di una fattispecie di reato con cui si tende a punire la condotta di chi costringe o induce la vittima a contrarre matrimonio. Non sfugge come questa norma abbia una finalità di più ampio respiro. L’obiettivo centrale di questa novità del Codice Rosso nel diritto penale è sempre il rafforzamento della tutela delle vittime di violenza domestica.

Ma, nel caso in esame, si guarda anche alle forme di violenza domestica attuate per l’adesione, incondizionata, a precetti religiosi. Si pensi ai tanti casi di cronaca di donne costrette a contrarre matrimoni concordati o solo per riparare ad eventuali gravidanze. E’ chiaro l’intento di reprimere da un lato l’integralismo religioso e dall'altro di imporre l’adesione ai dettami laici dello Stato.

Per questo reato è prevista la reclusione da 1 a 5 anni. Ma la fattispecie è aggravata quando il reato è commesso in danno di minori. 

Si procede anche quando il fatto è commesso all'estero da o in danno di un cittadino italiano o di uno straniero residente in Italia.