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Concorso apparente di norme: specialità, sussidiarietà consunzione

concorso apparente di normeIl concorso apparente di norme è un istituto al quale abbiamo accennato nella lezione sul concorso di reati. In questa lezione di diritto penale ci concentriamo sul caso in cui un’unica condotta integra un solo reato, pur violando più norme incriminatrici.

Se ben ricordate, nel concorso di reati abbiamo più reati che vengono commessi con una sola condotta o con più condotte.

Invece, nel concorso apparente di norme, abbiamo un’unica condotta che, solo apparentemente, integra più reati.

Impostazione del problema relativo alla distinzione, in concreto, tra concorso apparente di norme e concorso di reati

Non sempre è facile distinguere, in termini pratici, tra concorso di reati e concorso apparente di norme. Il problema è capire quando possiamo dire che un'unica condotta, che viola più norme incriminatrici, determina un concorso di reati, e quando un concorso apparente.

Cerchiamo di capire con alcuni esempi la portata concreta di questo problema.

  1. "Tizio violenta la figlia di dieci anni. Sicuramente, abbiamo il reato di violenza carnale" (aggravato dal fatto che il reato è in danno di un congiunto). Possiamo affermare, però, che, nel caso di specie, ricorre anche il reato di incesto, e quindi un concorso di reati?
  2. "Tizio, millantando credito, truffa Caio". In questo caso, Tizio commette sicuramente il reato di truffa. Ma, a ben vedere, Tizio ha integrato anche la fattispecie del millantato credito. Come stabilire se, in effetti, i due reati concorrono tra loro?
  3. "Tizio evade dal carcere con indosso la tuta fornitagli dell’amministrazione". Nel caso di specie, non vi è dubbio che Tizio dovrà rispondere del reato di evasione. Possiamo ritenere, però, che concorra anche il reato di furto della tuta?

CRITERI PER STABILIRE SE RICORRE CONCORSO APPARENTE DI NORME – IL CRITERIO DI SPECIALITA’

Per affrontare il problema sopra esposto, ci vengono in aiuto tre importanti criteri distintivi:
• Specialità
• Sussidiarietà
• Assorbimento.

In questo paragrafo, ci occupiamo del criterio di specialità previsto dall’art. 15 cp. Questa norma definisce il criterio di specialità con i seguenti passaggi logici.

  • Premessa: più leggi penali o più disposizioni della medesima legge penale regolano la stessa materia.
  • Regola: la legge o la disposizione di legge speciale deroga alla legge o alla disposizione di legge generale, salvo che sia altrimenti stabilito.

Questa regola non ci dice ancora cosa significa specialità ai fini del concorso apparente di norme. Il problema è capire quando una legge possa definirsi speciale rispetto ad un'altra legge nella disciplina di una stessa materia.

La norma speciale è quella che contiene tutti gli elementi tipici della fattispecie generale, più ulteriori elementi specifici.

Tra norma speciale e norma generale il rapporto è tale per cui se mancasse la norma la norma speciale, la fattispecie sarebbe ricompresa nella norma generale.

PER CAPIRE MEGLIO IL RAPPORTO DI SPECIALITA’ PROCEDIAMO CON UN ESEMPIO CONCRETO

"Ipotizziamo che Caio sia testimone in un processo che vede coinvolto un parente di Tizio. Quest’ultimo costringe Caio, con ripetute minacce, a parcheggiare fuori dello spazio riservato agli invadi, a meno che Caio non deponga a favore del parente di Tizio".

La condotta di Tizio è tipica ai sensi dell’art. 610 cp, poiché egli ha posto in essere il reato di violenza privata. Ma, c’è quell’elemento aggiuntivo costituito dal costringere Caio a deporre il falso nel processo a carico del parente di Tizio.

Da questo secondo punto di vista, viene in rilievo anche l’art. 611 cp. Confrontiamo la norma dell’art. 610 cp con quella dell’art. 611 cp.

  • Il fatto tipico di violenza privata consiste nel costringere altri, con violenza o minaccia a fare, tollerare od omettere qualche cosa.
  • L’art. 611 cp descrive il fatto tipico nei seguenti termini. Si tratta della condotta che consiste nel usare violenza o minaccia per costringere o determinare altri a commettere un fatto costituente reato.

Fate attenzione. Il reato di cui all’art 611 contiene in se tutti gli elementi costitutivi del fatto tipico di violenza privata. L’uso della violenza o della minaccia è elemento di entrambe le fattispecie.

Anche la costrizione a fare qualcosa è elemento comune ai due reati. Ma nella previsione dell’art. 611 cp, questo elemento viene arricchito da un quid pluris mancante nell’art 610. La costrizione ha un fine specifico: ovvero commettere un reato.

Riflettete: se non esistesse la norma dell’art. 611 cp, la condotta criminosa di Tizio sarebbe ricondotta nella fattispecie generale dell’art. 610.

Tra le due norme esiste, dunque, un rapporto di specialità ed il concorso di norme è solo apparente. Si applicherà solo l’art. 611 cp che è la norma speciale.

IL CRITERIO DI SUSSIDIARIETA’ AI FINI DEL CONCORSO APPARENTE DI NORME

Il criterio di sussidiarietà si fonda su un rapporto di prevalenza di una norma incriminatrice sull’altra. Si applica, cioè, la norma prevalente se ne ricorrono i presupposti

Questo criterio è di facile applicazione nel concorso apparente di norme, poiché, normalmente, la sussidiarietà è sancita dal legislatore con la previsione di una clausola di riserva.

Esempio. "Tizio percepisce una pensione di invalidità dall’INPS quando decide di trasferirsi all’estero. Sapendo che se comunicasse il suo trasferimento all’INPS perderebbe il diritto all’invalidità, omette, pur avendone per legge il dovere, di comunicarlo all’INPS". Quale reato si applica?

Abbiamo due possibili norme incriminatrici.

  • Da un alto, ricorre l’art 640 bis cp che prevede il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
  • Ma, viene in rilievo anche l’art 316 ter cp che prevede il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

L’art 316 ter contiene, per l’appunto, una clausola di riserva: “salvo che il fatto costituisca il più grave reato di cui all’art. 640 bis cp”. La differenza tra i due reati è dovuta alla induzione in errore propria della truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Nell’esempio fatto, in realtà, Tizio non ha indotto in errore l’INPS sul giudizio di valutazione inerente se erogare l’invalidità, ma ha omesso di comunicare il suo trasferimento così percependo indebitamente l’invalidità. Si applicherà quindi la norma sussidiaria.

L’ASSORBIMENTO O CONSUNZIONE

Il criterio dell’assorbimento, anche detto criterio di consunzione, prevede che se uno stesso fatto rientra sotto la previsione di due norme aventi portata diversa, la norma di portata maggiore assorbe le norme di portata minore.

Esempi.

  1. Per compiere il reato di rapina devo necessariamente realizzare, anche la condotta tipica del furto: sottrazione ed impossessamento della cosa mobile altrui. Ma il reato di furto è pienamente assorbito in quello della rapina.
  2. Per spendere monete false (articolo 455 cp) devo prima commettere il reato di falsificazione di monete (articolo 453) che rimane assorbito nel primo.
  3. Per commettere il reato di violenza sessuale devo commettere quello di violenza privata assorbito nella violenza sessuale.

Questo criterio trova, inoltre, specifica applicazione nel caso di reato complesso che tratteremo in una successiva lezione.