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Concorso di circostanze: disciplina e caratteristiche

concorso di circostanzeIl concorso di circostanze del reato è la terza lezione sul tema del reato circostanziato. Nella prima lezione, abbiamo visto cosa sono le circostanze e come si distinguono tra loro. Nella seconda lezione, abbiamo approfondito le classificazioni e la disciplina specifica del reato circostanziato.

In questa lezione ci chiediamo cosa accade se al fatto tipico accedono una pluralità di circostanze. Come spesso capita nel linguaggio giuridico, la questione che ci accingiamo ad affrontare sembra complessa. Ma scoprirete che, in realtà, è tutto abbastanza semplice e lineare.

Iniziamo, distinguendo tra concorso omogeneo e concorso eterogeneo. Immagino che avrete già capito di cosa si tratta. Possono, infatti, accedere ad un reato sia solo circostanze aggravanti ovvero attenuanti, sia più circostanze di entrambi i tipi.

Concorso di circostanze omogeneo

Si parla di concorso di circostanze omogeneo quando ricorrano più circostanze, tutte aggravanti o tutte attenuanti. Al riguardo si possono prospettare tra ipotesi.

Può capitare che ci si trovi in presenza di una pluralità di circostanze ad effetto proporzionale.

In questo caso, i singoli aumenti o diminuzioni di pena, quale che sia l'ordine in cui si procede nella valutazione delle circostanze, si applicano uno di seguito all'altro. Ovviamente, si applicano sulla quantità di pena risultante dall'aumento o dalla diminuzione precedente.

Un altra regole trova invece applicazione ove ricorra un concorso omogeneo di circostanze autonome ovvero di circostanze ad effetto speciale.

Questo tipo di concorso di circostanze non può seguire la regola precedente. Per la semplice ragione che non abbiamo circostanze che prevedono aumenti o diminuzioni in misura proporzionale della pena base.

Pertanto, in presenza di questo tipo di concorso omogeneo, si dovrà applicare soltanto la circostanza cui consegue il maggior aggravamento o la maggiore diminuzione di pena

Analizziamo questa ulteriore ipotesi di concorso di circostanze omogeneo. Poniamo che vi sia una pluralità di circostanze ad effetto comune e circostanze autonome o circostanze ad effetto speciale.

  • Il giudice deve, prima applicare la circostanza autonoma o quella ad effetto speciale.
  • Sulla pena così determinata, dovrà, quindi applicare gli ulteriori aumenti o diminuzioni di pena derivanti dalle circostanze ad effetto comune.

LIMITI  AGLI AUMENTI O DIMINUZIONI IN CASO DI CONCORSO OMOGENEO

L'art 66 cp prevede alcuni limiti al concorso omogeneo di aggravanti. I limiti sono i seguenti.

Quando si tratta di circostanze ad effetto comune: la pena da applicare non può eccedere il triplo del massimo stabilito per il reato semplice;

In presenza di concorso tra circostanze ad effetto speciale, i limiti variano a seconda del tipo di sanzione prevista.

  • Se si tratta della reclusione, il limite è fissato in 30 anni.
  • Abbiamo, invece, un limite di 5 anni, ove si tratta dell'arresto.
  • In fine, nel caso di multa o ammenda, la pena non potrà superare, rispettivamente €. 10.325,00 o €. 2.065,00.

Per quanto riguarda i limiti alle diminuzioni conseguenti al concorso di circostanze attenuanti, la norma di riferimento è l'art. 67 cp.

  • La pena da applicare quando concorrono più circostanze attenuanti, non può essere, comunque, inferiore agli anni dieci, quando per il delitto la legge stabilisce la pena dell’ergastolo.
  • Se ricorre un concorso di circostanze ad effetto comune, la pena non potrà scende al di sotto di 1/4 della pena base.

CONCORSO ETEROGENEO

Si ha concorso eterogeneo quando nel medesimo reato concorrano contemporaneamente circostanze aggravanti e attenuanti.

L'art. 69 cp, al riguardo, stabilisce che le circostanze eterogenee non possono mai applicarsi congiuntamente. Il giudice deve, quindi, procedere ad un giudizio di comparazione (o bilanciamento) tra le due serie di circostanze contrapposte.

Il bilanciamento tra circostanze può dare luogo ad un giudizio di prevalenza o equivalenza.

Il giudizio di prevalenza ricorre quando le aggravanti sono ritenute prevalenti rispetto alle attenuanti o quando le attenuanti sono ritenute prevalenti rispetto alle aggravanti.

  • Se abbiamo le aggravanti prevalenti sulle attenuanti, il giudice non deve tener conto della diminuzione di pena stabilita per le attenuanti.
  • Quando le attenuanti sono ritenute prevalenti, non si tiene conto dell’aumento di pena previsto per le aggravanti.

Diverso è il caso ove il giudice prevenga ad un giudizio di equivalenza.

In questo caso, si applica la pena che sarebbe stata inflitta senza il concorso di alcuna circostanza.

CONCORSO APPARENTE DI CIRCOSTANZE

Il concorso di circostanze dà luogo ad un concorso di norme. Le circostanze sono previste da norme diverse, per cui si tratta, in definitiva, di stabilire qual è la norma che dovrà essere applicata nel caso concreto.

Questo problema si pone in modo particolare in caso di concorso apparente di circostanze. In questo caso, infatti, il concorso è meramente apparente, poiché una circostanza già contiene in sé l'altra o le altre. 

Il concorso di circostanza apparente ha come norma di riferimento l’art. 68 cp. Questa norma richiama come regola generale l’art. 15 cp che disciplina il concorso di norme penali.

L’art. 15 cp fissa la seguente regola generale. "Quando più leggi penali o più disposizioni della medesima legge penale regolano la stessa materia, la legge o la disposizione di legge speciale deroga alla legge o alla disposizione di legge generale, salvo che sia altrimenti stabilito”.

REGOLE ULTERIORI FISSATE DALL’ART. 68 CP

L'art. 68 cp, dopo aver richiamato come regole generale anche per il concorso di circostanze apparente, quella di cui all'art. 15 cp, fissa le seguenti specifiche regole. Si tratta di regole che trovano applicazione nel caso di continenza di una circostanza rispetto alle altre.

  • Si applica soltanto la circostanza che comporti, rispettivamente, il maggior aumento o la maggiore diminuzione di pena.
  • Nell’ipotesi che le circostanze concorrenti importino lo stesso aumento o la stessa diminuzione di pena, a norma dell’art. 68, co. 2, si applica un solo aumento o una sola diminuzione di pena.

Facciamo l'esempio di Tizio che colpisce, in pieno volto, con un pugno Caio, facendogli perdere la vista da un occhio. Ricorre, senza dubbio l’aggravante di aver causato a Caio un incapacità ad attendere alle proprie ordinarie occupazioni. Ma nel contempo ricorre anche la ben più grave aggravante di aver determinato in Caio la perdita di un occhio. La seconda, in realtà, assorbe, in sé la prima, per cui si applicherà quella più grave.