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Concorso di persone nel reato – I motivi della sua disciplina

Continuiamo a parlare del concorso di persone nel reato. Nella precedente lezione, abbiamo introdotto questo argomento incentrandolo sulla distinzione tra concorso eventuale e necessario.

In questa lezione cercheremo, invece, di capire, a fondo, i motivi che hanno indotto il legislatore ha delineare una disciplina generale del concorso di persone nel reato.

Vedremo anche ed accenneremo al modello di disciplina unitaria di questo istituto del diritto penale. In tal modo, getteremo le basi per lo studio analitico degli elementi costitutivi del concorso di persone nel reato che affronteremo nella lezione successiva.

I MOTIVI DI UNA DISCIPLINA GENERALE DEL CONCORSO DI PERSONE NEL REATO

Nel codice penale, possiamo trovare la disciplina generale del concorso di persone nel reato:

  • nel Capo III intitolato “del concorso di persone nel reato”
  • del Titolo IV intitolato “del reo e della persona offesa dal reato"
  • del Libro I intitolato “dei reati in generale”.

 

Quindi abbiamo una specifica disciplina, contenuta nella parte generale, che riguarda il concorso di persone nel reato.

Questo significa che il concorso eventuale non trova disciplina nelle singole fattispecie incriminatrici di parte speciale. 

Infatti, come sappiamo dalla precedente lezione, il legislatore ha previsto e descritto le singole fattispecie di reato sulla base di due modelli.

  • Monosoggettivo, con riferimento al tipo di reato compiuto da un solo soggetto attivo, il quale rappresenta la gran parte delle fattispecie di parte speciale.
  • Plurisoggettivo, con riferimento ai reati che danno vita, ad un concorso necessario, cioè che, per loro natura e struttura, necessitano della partecipazione di più persone.

 

Quindi, a parte i casi di reati plurisoggettivi, il reato è, nella stragrande maggioranza dei casi, descritto e tipizzato in senso monosoggettivo, in quanto impostato su un autore individuale.

Per capire, realmente, le ragioni che impongono una disciplina ad hoc sul concorso di persone del reato, facciamo un semplice esempio pratico.

Esempio

Tizio e Caio decidono di commettere insieme un furto.

Tizio si limita a fornire un mezzo da scasso.

Invece, Caio esegue materialmente il furto, forzando, con il mezzo fornitogli da Tizio, la cassaforte, sottraendo ed impossessandosi del denaro ivi contenuto.

Prendiamo ora la norma sul furto di cui all’art. 624 cp che fornisce la seguente descrizione del fatto tipico.

Chiunque s'impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri”.

Sottrazione e impossessamento sono gli elementi centrali, insieme al fine di trarne profitto, del fatto tipico di furto.

Pensaci bene. Prova a rispondere a questa domanda.

Nell’esempio appena fatto, chi ha posto in essere l’azione tipica del furto? In altri termini, domandati chi ha, con scasso (circostanza aggravante), sottratto e si è impossessato della cosa mobile altrui?

E’ evidente che, nell’esempio fatto, l’azione tipica è stata posta in essere da Caio che ha eseguito materialmente il furto.

Rispetto alla fattispecie di furto, l’azione di Tizio, consistita nel fornire a Caio il mezzo atto ad forzare la cassaforte, si presenta come azione atipica, poiché non c’è sottrazione né impossessamento della cosa mobile altrui.

A questo punto, ipotizziamo che il codice penale non contenga alcuna disciplina del concorso di persone del reato.

Nell'esempio fatto, dovremmo concludere che, in assenza della disciplina sul concorso di persone nel reato, Tizio non risponderebbe penalmente del furto. Solo Caio potrebbe essere chiamato a rispondere di furto.

Ma il legislatore non poteva non prendere in considerazione l'eventualità che i reati fossero commessi da più persone. Da qui l’esigenza di una generale disciplina del concorso di persone nel reato.

A questo punto, è agevole capire che le norme sul concorso di persone nel reato assolvono una funzione integratrice delle norme incriminatrici di parte speciale, estendendo la tipicità del fatto anche alla condotta atipica del concorrente nel reato.

In mancanza della disciplina sul concorso di persone nel reato, non sarebbe possibile, infatti, punire tutte quelle condotte che, per la loro “atipicità”, non rientrano nella fattispecie tipica, ma sono tuttavia necessarie per permettere la commissione del fatto tipico di reato.

MODELLO UNITARIO DI DISCIPLINA DEL CONCORSO DI PERSONE NEL REATO

Se hai capito le ragioni della disciplina del concorso di persone nel reato, possiamo vedere come il legislatore lo disciplina.

La disciplina del concorso di persone nel reato si fonda su un modello unitario di pari responsabilità dei concorrenti nel reato, senza un predeterminazione legislativa del ruolo rivestito da ciascun concorrente nel reato.

Leggiamo l'art. 110 cp.

Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita”.

Questo significa che tutti coloro che hanno fornito un contributo causale alla realizzazione del fatto tipico concorrono e rispondono del reato senza distinzione di ruoli rivestiti da ciascuno dei concorrenti.

Perché abbiamo questo modello di disciplina fondato sulla pari responsabilità dei concorrenti?

Parlare di pari responsabilità significa dire che tutti i concorrenti nel reato risponderanno penalmente dello stesso reato. Non significa, invece, che la pena sarà la stessa per ogni concorrente nel reato.

  • Il modello unitario della pari responsabilità dei concorrenti nel reato implica che tutti coloro che hanno fornito un apporto causale alla realizzazione del fatto di reato risponderanno penalmente per quel reato.
  • Ma il contributo causale potrà assumere rilevanza in sede di commisurazione della pena da applicare a ciascun concorrente.

 

Esempio

Riprendiamo l’esempio di Tizio e Caio che decidono di commettere insieme un furto.

In realtà, il contributo causale di Tizio alla realizzazione del furto è diverso, e, in certo senso, meno decisivo di quello fornito da Caio, autore materiale della condotta tipica.

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Per quale motivo, ai sensi dell'art. 110 cp, Tizio e Caio soggiacciono alla stessa pena prevista per il furto.

Per rispondere dovresti mettere insieme in pezzi del puzzle.

Ricordi cosa abbiamo detto quando abbiamo parlato del nesso causale come elemento costitutivo del fatto tipico?

Uno dei principi base del rapporto di causalità è quello dell'equivalenza causale degli antecedenti dell’evento, di cui trovavamo riscontro anche nell’art. 41 cp.

Anche sul terreno del concorso di persone si traspone questa logica dell’equivalenza causale che riguarda il contributo dei concorrenti nel reato.

Attenzione!

Non sto dicendo che il contributo causale non sia rilevante per integrare la fattispecie del concorso eventuale.

Il contributo causale di ciascun concorrente è condizione affinché si configuri il concorso di persone nel reato, e scatti la pari responsabilità dei concorrente per quel reato.

Quello che sto dicendo è che il nostro modello normativo adotta il modello delle pari responsabilità, non suddividendo a monte gli apporti causali dei concorrenti, riconducendo invece all'ipotesi di concorso tutte le condotte che causalmente hanno determinato l'evento lesivo.

Con ciò si intende che non vi è una predeterminazione legislativa dei vari ruoli (ad es. autore, mero partecipe, istigatore ecc.), ma l'effettivo contributo causale rileverà solo in seguito, nel momento di quantificazione della pena.

A tal fine, ad esempio, puoi tener presente l’art. 114 cp che fissa la seguente regola.

Il giudice, qualora ritenga che l'opera prestata da taluna delle persone che sono concorse nel reato a norma degli articoli 110 e 113 abbia avuto minima importanza nella preparazione o nell'esecuzione del reato, può diminuire la pena”.

Mi auguro che anche questa lezione di diritto penale vi abbia aiutato nello studio di questa affascinante materia.

Nella prossima lezione continueremo il nostro percorso nel concorso di persone nel reato, analizzandone i singoli elementi costitutivi.

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Un caro saluto

Francesco