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62 Comments so far:

  1. Antonella ha detto:

    Buonasera, ho effettuato un acquisto on line e il prezzo del prodotto risultava essere scontato più del 90% . Invogliata dalla convenienza procedo con l’acquisto. Successivamente un’impiegata mi invia la fattura e chiede conferma dei dati riportati. vista la correttezza, rispondo e chiedo la conferma del costo totale. La stessa impiegata, mi risponde che c’era stato un errore sul sito in quanto mancavano le spese di spedizione. Accetto ugualmente e procedo con il pagamento della differenza come da loro indicatomi.
    A distanza di 19 giorni mi mandando una mail per annullare l’ordine poiché si accorgono che il prezzo fatturato è errato. È corretto che il venditore annulli l’ordine nonostante una doppia conferma di correttezza? Posso eventualmente metterlo in mora? Grazie

    • Gentile Signora
      in effetti da quello che lei mi rappresenta il contratto si sia perfezionato con la conseguenza che l’annullamento da parte del venditore si inquadra nell’ambito dell’inadempimento contrattuale per il quale trovo logico iniziare a muoversi con un atto di costituzione in mora.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  2. Antonio ha detto:

    Gentilissimo avvocato Meatta,
    avrei necessità di una consulenza legale gratuita sulla seguente questione:
    sono un lavoratore autonomo che per varie ragioni è stato costretto a chiudere la partita iva. Purtroppo ho una rilevante pendenza con agenzia delle entrate ed inps ma a parte la casa (prima casa ed unica) non possiedo altro.
    Mia moglie per fortuna lavora ed ha un conto corrente proprio ..
    Abbiamo fatto la separazione dei beni da poco.

    Vorrei sapere se, l’agente di riscossione non potendo recuperare nulla da me potrebbe “disturbare” lei.
    Grazie infinitamente.
    Antonio

    • Egregio Signore
      con la separazione dei beni in linea di massima dovrebbe essere stato salvaguardato il patrimonio di sua moglie. L’unico problema può derivare dalle eventuali azioni di recupero già intraprese dall’agenzia dell’entrate o dall’ente di riscossione. Questo perchè il suo debito in realtà è maturato allorquando lei e sua moglie eravate in regime di comunione dei beni. Se non sono ancora state avviate le azioni di recupero, ferma la possibilità per il creditore di agire per dimostrare che il debito è maturato in data anteriore alla separazione de beni, a livello probabistico vi sono possibilità che considerati anche i tempi con i quali si muove l’agenzia delle entrate agisca solo sul suo patrimonio.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

      • Antonio ha detto:

        Gentilissimo avvocato
        la ringrazio infinitamente per la sua gentilissima risposta.
        Mi scusi se non sono stato preciso nell’esporre i fatti: in effetti il debito è maturato in un periodo in cui eravamo in comunione dei beni ma in realtà la casa coniugale era mia prima del matrimonio così pure i beni di cui è titolare mia moglie. Immagino non siano caduti in comunione. Tuttavia per scrupolo abbiamo fatto la separazione per stare maggiormente tranquilli. Non sono state ancora intraprese azioni esecutive ho solo ricevuto due cartelle esattoriali. Secondo lei dunque possiamo stare ” tranquilli” ? La probabilità di cui lei parla dunque tutto considerato è alta o bassa? Mi scusi tanto e grazie ancora infinitamente.

  3. giuseppe ha detto:

    Gentile avvocato, avrei bisogno di una consulenza gratuita. Sono titolare di un’agenzia per la vendita di energia elettrica e metano, Tempo fa collaboravo con un’altra persona ed i suoi contratti confluivano nella mia agenzia, io gli pagavo quanto gli spettava in base agli stessi. A causa di alcuni screzi ci siamo divisi ed a lui è stata affidata un’agenzia per conto suo inquadrata come mia subagenzia, viene pagato direttamente dal preponente ed io gli sto corrispondendo mensilmente alcuni arretrati relativi a quando eravamo assieme. Recentemente ho scoperto che ha fatto alcuni contratti per un’altra agenzia dello stesso preponente mentre io lo sto pagando. Potrebbe configurarsi una concorrenza sleale e potrei chiedere eventualmente i danni? Grazie mille un cordiale saluto.

    • Egregio Signore
      da quanto lei espone sembrerebbe di capire che le somme che sta corrispondendo al sub agente costituiscano semplicemente arretrati relativi ad attività pregressa. Nel contempo è singolare che sussista un rapporto di subagenzia in forza del quale i compensi al sub agente vengano corrisposti non già da lei direttamente dal proponente. Se da un lato la sussitenza del rapporto di sub agenzia, formalmente farebbe pensare ad un conflitto di interessi (sempre che il rapporto sia in esclusiva) dall’altro lato il pagamento da parte del proponente fa emergere una realtà fattuale diversa in forza della quale il sub agente sembrerebbe godere di una maggiore autonomia di determinazione.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  4. Monica ha detto:

    Buon giorno, chiedo gentilmente una consulenza on linea gratuita.
    Buona sera Avvocato, negli ultimi mesi vi ho mandato molte richieste d’aiuto (non potendo permettermi per motivi economici un avvocato), in realta sempre per lo stesso motivo, e mi avete sempre risposto con chiarezza e puntualità e per questo Vi ringrazio, ma ho ancora bisogno del vostro aiuto ( sempre lo stesso argomento).
    Mia madre ha perso una causa, ora dovrebbe pagare le spese legali, ma economicamente non sta bene, ha una pensione sociale e con lei vivo io (diversamente abile) i mie due figli minori e il mio marito disoccupato. Ci stanno arrivando svariate lettere dove parlano di pignoramento della pensione, avendovi già contattato su questo argomento mi avete spiegato che la pensione sociale di mia madre non può essere pignorata. Quindi la mia domanda è questa :
    Che deve dire al giudice che si occupa del pignoramento che mia madre ha una pensione sociale?
    Siamo noi che dobbiamo inviare i documenti o sono loro che faranno delle indagini?
    E perché mia madre deve comparire davanti al giudice avendo un eta avanzata (80 anni)?
    Grazie in anticipo per la risposta distinti saluti Monica.

    • Gentile Signora
      da quanto lei espone finora nessuna azione esecutiva è stata intrapresa. Ove dovesse essere avviata, presumibilmente si tratterebbe di pignoramento presso terzi, ovvero l’ente erogatore della pensione sociale. Il pignoramento presso terzi comporta in effetti la citazione in giudizio del debitore, la cui comparizione dinanzi al giudice è finalizzata proprio a consentirgli di difendersi. In ogni caso nel pignoramento presso terzi oltre al debitore, nel caso di specie sua madre, viene citato anche il terzo, ovvero l’ente erogatore della pensione sociale, con la conseguenza che il giudice avrebbe piena contezza della natura pensionistico sociale delle somme pignorante. Ne consegue che è l’ente erogatore che rappresenta in giudizio che si tratta di pensione sociale.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

    • Roberto ha detto:

      Mi scusi ,SN distrutto lavoro da 13anni in una cooperativa il 1a essere assunto facevo test urine e droga ogni anno ,questo anno per problema grave avvisati il capo del problema ,dovuto a questo mi SN addormentato 4/5volte x istanti sul muletto e SN stato visto ,o sbagliato ma non ho fatto danni ,niente, dopo vengo sospeso x6mesi e stipulò il rientro ,a gennaio 2017,al rientro vengo al insaputa mia mandati dal dottore della fabbrica che dice che dovevo andare al sert a fare urine ,OK io stavo facendo una cura CN loro e non SN andato a fare esami ,cosa fare grazie

      • Egregio Signore
        le consiglio di attivarsi per fare l’esame indicato dal medico della cooperativa. Prenda contatto con il titolare della cooperativa rendendosi disponibile a sottoporsi all’esame medico.
        Cordialmente
        Avv. Francesco Meatta

    • Vincenzo ha detto:

      Consulenza online gratuita.
      Buongiorno Avvocato, sono a richiedere una consulenza online gratuita riguardante un episodio accaduto questa estate. Come tutti gli anni i miei genitori hanno affittato per 3 settimane una casa vacanze che ormai affittano da qualche anno. Premetto che con il proprietario ci sono buoni rapporti. A marzo come di consueto hanno inviato acconto tramite bonifico bancario. Purtroppo nei primi giorni di luglio mio padre ha subito un grave infortunio sul lavoro documentabile. Immediatamente si è provveduto ad informare il proprietario che purtroppo non potevano più usufruire dell’appartamento in questione, chiedendo indietro l’acconto versato. Aggiungo inoltre che il contratto non è regolare. Ora il proprietario non vuole restituire la caparra. È giusto o posso avvalermi di qualche legge per poter recuperare i soldi?

      • Egregio Signore
        la caparra è strettamente collegata alla facoltà di recedere dal contratto e deve essere restituita in caso di adempimento o imputata alla prestazione dovuta. In sostanza rappresenta il prezzo della facoltà di recesso e al contempo funge anche da garanzia contro l’inadempimento. In tali casi la caparra viene trattenuta dall’altra parte in una sorta di indennizzo.
        Cordialmente
        Avv. Francesco Meatta

        • Vincenzo ha detto:

          Buongiorno Avvocato, innanzitutto ringrazio per la risposta. Aggiungo che non esiste alcun contratto in quanto il proprietario ha sempre voluto affittare in “nero”. Io sono in possesso solo di un ordine di bonifico con causale caparra affitto estate 2017. Inoltre, l’appartamento è stato riaffittato ad altre persone e quindi direi di non aver arrecato danno al proprietario. Cordiali saluti

          • Egregio Signore
            il contratto in sè è anche l’accordo verbale confermato dall’invio della caparra con apposita causale. Come detto la capprra ha una funzione di garantire l’impegno contrattuale (caparra confirmatoria) ovvero di penale anticipta (caparra penitenziale) che viene trattenuta nei casi in cui il contratto non viene eseguito nei suoi termini essenziali.
            Il fatto del pagamento in nero ha rilievo solo sotto il profilo fiscale.
            Cordialmente
            Avv. Francesco Meatta

  5. Arianna ha detto:

    Consulenza gratuita.
    Un anno fa ho fatto un corso patrocinato dalla Regione. Era tutto gratuito solo che poi ci hanno fatto pagare una somma per INAIL che ci avrebbe coperto nel periodo di tirocinio previsto a fine corso. Questo tirocinio non è stato mai effettuato. L’organizzatore del corso si limita a dire che c’è da attendere ma come posso rivalermi per avere indietro i soldi? Grazie

    • Gentile Signora
      può attendere un altro pò di tempo in modo da dare all’ente regionale la possibilità di far partire il corso che suppongo non sia ancora iniziato per motivi burocratici o di amministrazione, ma comunque non è stato annullato. Solo qualora venga annullato può richiedere il rimborso della quota INAIL pagata (le consiglio di effettuare la richiesta di rimborso per iscritto).
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

      • D ha detto:

        Buongiorno richiedo una consulenza online gratuita.
        Mi sono permessa di scriverle per chiederle consiglio e spero possa rispondermi.
        La mia azienda ha assunto una risorsa appartenente alle categorie protette perché per legge a quanto pare era necessario.
        Svolge il mio stesso ruolo e quello di altri miei colleghi ed avendo più sedi non sappiamo chi rimpiazzerà e temo sarò io visto che il mio collega di sede è anche lui categoria protetta e che nell’altra sede la ragazza che svolge il mio stesso ruolo è stata voluta dalla direzione perché parente (dettagli che comunico solamente per spiegare lo scenario).
        In tal caso, qualora fossi io ad essere licenziata come credo, potrei appellarmi al licenziamento discriminatorio alla luce del fatto che coinciderebbe con l’assunzione di una persona invalida al mio posto e con il non licenziamento di una persona a cui scadeva il contratto ma che ha la fortuna di essere imparentata con il datore di lavoro?

        La ringrazio sin da ora per l’attenzione e spero possa aiutarmi

        • Gentile Signora
          indipendentemente dalla natura del licenziamento, qualora lei lo ritiene illegittimo può impugnarlo facendo valere le sue ragioni dinanzi l’autorità giudiziaria competente. L’illegittimità del licenziamento avviene qualora lo stesso non sia sorretto da giusta causa o giustificato motivo. Ne deriva che in primo luogo viene in rilevanza la motivazione con cui il datore di lavoro dispone il licenziamento. Qualora venga accertata la suddetta illegittimità si aprono due strade: la prima concerne la riassunzione del lavoratore, mentre la seconda prevede il pagamento di un indennizzo commisurato ad una serie di parametri come la retribuzione, gli anni di anzianità, le dimensioni dell’azienda, ….
          Per quanto concerne il licenziamento discriminatorio questo trova la sua disciplina nell’art. 15 della L. 300/70 (Statuto dei lavoratori) sotto la rubrica “Atti discriminatori” e stabilicse che “E’ nullo qualsiasi patto od atto diretto a: a) subordinare l’occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte; b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella assegnazione di qualifiche o mansioni, nei trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizio a causa della sua affiliazione o attivita’ sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero. Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano altresi’ ai patti o atti diretti a fini di discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua o di sesso ((, di handicap, di eta’ o basata sull’orientamento sessuale o sulle convinzioni personali))”.
          Resta inteso, ripredendo quanto affermato prima, che occorre verificare le motivazioni con cui il datore di lavoro procede al licenziamento.
          Cordialmente
          Avv. Francesco Meatta

  6. Giuseppina ha detto:

    Egregio Avvocato, ho divorziato dall’ex coniuge nel 2010 per violenze subite nei 20anni di matrimonio. Alla fine non ho voluto infierire su di lui penalmente, ritenendomi soddisfatta dall’aver raggiunto il divorzio, con l’unico impegno della vendita della casa coniugale. Rappresento che eravamo entrambi economicamente autosufficienti e così, venduta la casa, diviso l’introito, ognuno per la sua strada. Da alcuni anni, l’ex ha perso il lavoro mentre io ho raggiunto la pensione, che per lui è invece ancora lontana. Nel corso di una recente cena familiare, gli ho paventato la possibilità di un mio saltuario aiuto economico a titolo gratuito e lui, rifiutando per stupido orgoglio, ha però aggiunto che se volesse, io dovrei mantenerlo economicamente, anche se divorziati da circa 7 anni. E’ vera questa possibilità o è il suo orgoglio ferito a parlare per lui? Grazie

  7. Camillo Vittorio De Antonis ha detto:

    Buonasera, le chiedo un informazione gratuita su una questione importane…le ho già scritto tempo fa ma non ho visto alcuna risposta, Sono in causa da 10 anni per una truffa causata dal mio notaio…la causa sta andando a buon fine..finirà a gennaio 2018 e dovrei essere risarcito per una cifra di 45000 euro più interessi. Il fatto è che nel frattempo il notaio è stato arrestato e destituito per altre vicende…adesso chi mi risarcirà? Mi è stato detto che c’è una cassa notarile a Roma che risarcirà per conto del notaio..le risulta verità? La ringrazio e porgo didtinti saluti..Camillo De Antonis–mail…camillovittorio@tiscali.it

    • Egregio Signore
      mi scuso per il ritardo nella risposta, ma spesso alcune richieste vanno a finire nella cartella dello spam.
      Per quanto concerne la sua questione per ottenere il pagamento della somma a titolo di risarcimento del danno dovrà agire nei confronti della persona (nella specie il notaio condannato al risarcimento del danno) e solo ove questi risulti nullatenente si potranno aprire altre strade ( tra cui agire nei confronti dell’assicurazione che copre i danni professionali del notaio). Purtroppo non sono a conoscenza di come opera la cassa notarile ovvero se la stessa possa coprire eventuali danni.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  8. Francesco ha detto:

    Buongiorno Avvocato,
    ho appreso dal vostro sito, che fornite brevi consulenze on line gratutite e desderavo sottoporLe il mio problema:

    dovrei presentare, tramite una sigla sindacale, che però non è conoscuta, un ricorso collettivo, una sorta di “class action”.
    Ora, mi è stata inviata tutta una serie di documentzone (da parte di questa sigla sindacale) che dovrei compilare e reinviare per poter partecpare al ricorso in questione.
    La spesa complessiva, una tantum, a mio carco, per l’intero procedimento è stata chiaramente dichiarata in questa documentazione.
    Il motivo per cui le scrivo è rappresentato dalla mia paura, che magari durante l’iter del ricorso, per i più svariati motivi, appellandosi ad esigenze garantite dalla legge questi costi possano lievitare poco o tanto, non so.
    Ecco, non vorrei ritrovarmi in questa situazione.
    Nella documentazione c’è una procura che io devrei firmare ad un avvocato, con cui lo nomino mio procuratore e difensore conferendogli anche la facoltà di transigere, conciliare e pretendere adempimenti e obbligazioni anche pecuniarie.(questa è solo una sintesi di quelo che c’è scritto nella procura).
    Insomma, non conoscendo questo sindacato sincermente qualche paura ce l’ho e avrei piacere di avere una sua opinione professionale in merito.

    Un cordiale saluto

    • In tutta onestà, non conoscendo la somma richiesta una tantum a quale titolo viene corrisposta, ho difficoltà a risponderle. Presumo possa essere il compenso per il legale: ma non è ho alcun tipo di certezza. Un fatto è certo: quando si conferisce una procura è bene conoscere il legale cui ci si affida, anche perché, come lei ha ben evidenziato, la procura è anche a transigere, conciliare, quietanzare ecc.. Può sempre chiedere di parlare con il legale e di avere certezza sui costi.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  9. Simone ha detto:

    Gentile avvocato
    Le chiedo un parere su una questione molto importante

    Ho lavorato in un ristorante sottopagato e per più ore delle dovute
    Con licenziamento ingiusto con due mensilità di stipendio da pagarmi, dopo due anni e mezzo decido di rivolgermi a un Avvocato per recuperare i soldi e lui presenta tutto in Tribunale
    Il giudice emette la sentenza per un risarcimento pari a 40000, con 4600 euro di spese legali imputate Loro Dato che la titolare non ha beni patrimoniali di proprietà e certi beni dell’attività sono in comodato d’uso non è possibile recuperare i soldi L’avvocato vuole essere pagato da me

    Non avendo ricevuto soldi, motivo per cui ho assunto l’avvocato, sono legalmente costretto a pagarlo? / è possibile concordare una cifra “forfaittaria” nel caso venissi pagato con una cifra minore ? (2000 E)

    Grazie in anticipo per un eventuale risposta

    • Mi dispiace ma in caso di condanna della controparte al pagamento anche delle spese legali, ove la controparte non sia solvibile, ovvero non sia in grado materialmente di pagare, il cliente è tenuto a pagare l’avvocato per l’attività svolta. Indubbiamente lei può provare a parlare con il suo avvocato per provare ha trovare una soluzione, come lei dice, “forfettaria”: tutto è rimesso alla volontà del legale.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  10. rossi piergiuseppe ha detto:

    con la morte di mi figlio ho rinunciato ai debiti e crediti . ora pare che oh fatto da garante a un finanziamento di mio figlio . sono responsabile? mi figlio è Mancato da 9 anni

    • Haimè, avendo fatto da garante per il finanziamento di suo figlio defunto, il debito è direttamente entrato nel suo patrimonio indipendentemente dalla rinuncia all’eredità. Quindi, per rispondere alla sua domanda, lei sarà chiamato a rispondere per quel debito derivante dal finanziamento nel quale è stato garante.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  11. mary ha detto:

    Salve, vorrei avere qualche chiarimento su una questione importante per favore. La settimana scorsa sono stata vittima di una truffa online. Praticamente cercavo un cellulare di seconda mano, e del valore di più di 600 euro, ma io lo pago 350 giustamente.Mi propongo a vari ebayers con la mia proposta e dopo un pò mi risponde una signora tramite un annuncio di vendita su ebay che avevo pubblicato io, dicendomi di chiamare al suo numero. Esito un pò e le chiedo se il telefono è “coreano” ,intendo tarocco per coreano e mi risponde con un secco “no”. Nel pomeriggio la chiamo, ci accordiamo, mi lascia i dati del bonifico e io il mio indirizzo il lunedi. Il mercoledi vado in banca e pago…lei il giovedi vuole il cro e io il tracking del pacco.. Il sabato mi reco in sede gls a ritirare il pacco e con mia sorpresa mi ritrovo con un contraffatto, una copia bella e buona. Oggi vado in banca per fare il richiamo al bonifico e vado in caserma per la denuncia, perchè la signora non mi risponde più…ho perso i soldi e mi sento come una perdente. Cosa devo fare ora?

    • Il reato di truffa c.d. on line o via internet costituisce una forma specifica di truffa contrattuale caratterizzata dalla circostanza che la contrattazione fra l’agente e la persona offesa si svolge a distanza, mediante l’uso di strumenti telematici (quali siti internet, email, chat, messaggistica, ecc. o una combinazione di mezzi diversi, a volta coadiuvati anche dall’uso del telefono. La cosa giusta è aver fatto la denuncia che comporta l’inizio delle indagini sull’accertamento della persona artefice del fatto. Successivamente, all’esito delle indagini verrà instaurato il processo per veder accertata la responsabilità penale da un lato e il risarcimento del danno dall’altro.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  12. Angela ha detto:

    Salve, mia madre deceduta nel 2013 aveva acquistato, nel 1962, dall’Istituto Nazionale Case ai Maestri I.N.C.A.M. un “Certificato di N. UNA Azione interamente versata” a lei intestato. La cooperativa suddetta è in stato di scioglimento e liquidazione dal 2003.
    La domanda ha qualche valore l’azione ? e i figli della deceduta (è deceduto anche mio padre) hanno qualche diritto ?

    La ringrazio anticipatamente e le invio cordiali saluti.

    Angela

    • I figli della deceduta saranno succeduti in via ereditaria nell’attivo e passivo. Sicchè avranno ereditato anche l’azione suddetta. Il problema, cui non saprei dare risposta, è il valore dell’azione, e la liquidità della società, posto che si tratterebbe di recarsi da un legale e insinuarsi nel procedimento di scioglimento e liquidazione per essere soddisfatti del valore economico dell’azione. Il tutto con aggravio di costi.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  13. Serena ha detto:

    Salve chiedo una consulenza on-line gratuita.
    Sono separata da tre anni con 2 bambine di 4 e 6 anni. La più grande ha iniziato quest’anno le scuole elementari e poiche’ in alcuni giorni non riuscivo a prelevare mia figlia all’ uscita da scuola avevo delegato mia madre che la portava a casa mia in attesa che rientrassi. Un mese fa il mio ex si è recato dalla dirigente scolastica e si è opposto alla delega perchè non aveva dato il consenso(abbiamo affidamento condiviso) e minacciando di denunciare la scuola.Pertanto faccio sacrifici con il lavoro e a volte devo far rinunciare alla bambina ad ore di scuola per poterle permettere di non perdere la continuità scolastica. Ho reperito materiale miur che spiegava l’ illeggittimità della sua richiesta e ne ho parlato con la DS,la quale vuole una dichiarazione del giudice che ciò sia vero. Se mia madre andasse a prendere la bambina la maestra non gliela affiderebbe; in tal caso posso fare un esposto o una denuncia alla DS? Come fare?

    Grazie

    • Trattandosi di affidamento condiviso tutte le decisioni che riguardano i figli devono essere concordate da entrambi i genitori. Le consiglio di parlare con il suo ex marito esponendo la sua difficoltà in alcuni a giorni a prelevare la minore da scuola e accordandosi sulla possibilità che sia sua madre, nonchè nonna della minore, a prelevarla. Successivamente informare la scuola e il Dirigente Scolastico.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  14. Patrizia ha detto:

    Salve, volevo cortesemente sapere se avendo, nei 14 giorni di diritto, dato il recesso anticipato sono obbligata a pagare € 119 per costi di disattivazione come mi ha accennato l’operatore che “solertemente” mi ha chiamato per “informarmi”…la maleducazione dei vari operatori a chi si ci deve rivolgere per i reclami?
    Fino a che sei loro cliente o lo devi diventare, chissa perché riesci a telefonare e a prendere la linea, oppure ti telefonano loro se invii la richiesta…pero’ appena sanno che hai dato il recesso anticipato tutto questo non esiste piu’! Ma loro, mi chiedo io, cosa ci guadagnano al fin fine?
    Cosa sono tenuta a pagare obbligatoriamente, considerando che ho e sto’ usufruendo della connessione internet?
    La richiesta e stata fatta al 01/10 ma attivata al 21/10 e la disdetta l’ho spedita per raccomandata in posta al 31/10 alle ore 12,15.
    Saluto e attendo una risposta in merito al piu’ presto possibile. Grazie da Patrizia

  15. Nicla Letanno ha detto:

    Buongiorno, vorrei avere un’informazione in merito alla scadenza di un abbonamento in palestra. L’abbonamento è stato sottoscritto nel mese di ottobre 2015 con scadenza 12 ottobre 2016. Parlando con un collega mi ha fatto notare che entro 60 giorni dalla scadenza del contratto bisognava inviare la disdetta alla palestra con lettera raccomandata. Dato che invece io credevo scadesse in automatico, ho contattato la palestra e infatti mi dicevano che non potevo più recedere perché la lettera dovevo mandarla entro 60 giorni. Da premettere che abbiamo sottoscritto questo abbonamento annuale io ed un’altra collega eppure entrambe non riusciamo a trovare copia del contratto, poiché ovviamente è trascorso quasi un anno. La palestra altresì mi ha solo detto di trovare personalmente un sostituto a cui cedere il mio abbonamento annuale. Possibile che non ci sia la possibilità di recedere da questo contratto anche se sono un appartenente alle forze dell’ordine e quindi ho un attestato di servizio con il quale attesto che facendo questo lavoro potrei comunque essere trasferita o aggregata? La ringrazio

    • Se nel contratto d’abbonamento era previsto il rinnovo automatico, con scadenza 60 giorni prima per dare disdetta, direi che a poco da fare, se non intimare al responsabile della palestra di farsi dare copia del contratto per verificare se effettivamente esiste la clausola di rinnovo automatico. I contratti, anche i più banali, vanno attentamente letti proprio per evitare queste spiacevoli situazioni.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  16. patrizia ha detto:

    Mio padre morto nel 2009 possibile richiedere reversibilita’ pensione che percepiva ho 60% di invalidità civile . NOn ho presentato prima per problemi salutari e per altri decessi in famiglia e altre situazioni di salute di mia figlia Sto cercando qualcuno che mi assisti per ottener cio’
    Saluti Cordiali
    Dott Severi

    • Per quanto riguarda i figli, presumendo che lei sia maggiorenni, ai fini del diritto alla pensione di reversibilità si richiede che colui che presenta la domanda sia affetto da inabilità. Le afferma di avere un invalidità al 60%. Ma ciò che assume importanza, come inabilità per la pensione di reversibilità, è l’assoluta e permanente incapacità di svolgere una qualsiasi attività lavorativa, nel senso che questa deve essere determinata esclusivamente dalla infermità ovvero dal difetto fisico o mentale», senza che debba verificarsi un’eventuale possibilità di impiego delle residue energie lavorative in un’attività compatibile con tali condizioni soggettive.

  17. Laura sciminelli ha detto:

    Egregio avvocato, non ne sono certa, ma è probabile che inavvertitamente ho danneggiato,senza accorgermene un auto parcheggiata. Il,proprietario aveva un testimone che dichiara di avermi visto e mi ha denunciata alla mia assicurazione fornendo però un giorno è una data nella quale non ero presente nella via indicata in denuncia. Ora la mia assicurazione mi chiede di esporre il fatto. Io non posso disconoscere l’accaduti, ma non posso nemmeno dichiarare la mia colpa in quanto non mi sono accorta di aver commesso il fatto. A suo avviso cosa devo dichiarare in denuncia? Considerand che se non dichiarò nulla mi tolgonoml’assicurazione? E rischio da parte del danneggiato una denuncia in tribunale? La ringrazio molto.

    • Se le non si è neanche accorta di aver danneggiato l’autovettura e nel giorno e nell’ora indicata dal danneggiato non era presente in quella via, dovrebbe esporre questo. Il danneggiato ha fornito un giorno ed un orario del sinistro e se lei era altrove, si doti di persone che possono confermare il luogo in cui a quell’ora in quel giorno si trovava, per dimostrare che non è stata lei ha danneggiare l’autovettura. Quanto al tribunale, il danneggiato se l’assicurazione non paga potrebbe citarla in giudizio ma comunque verrebbe citata in giudizio anche l’assicurazione e lei potrebbe tranquillamente lasciare che sia l’assicurazione a vedersela, in giudizio, con il danneggiato.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  18. Alice Ricci ha detto:

    Buonasera vorrei una consulenza online gratuita.Le spiego in breve 7 anni fa” io ero in attesa della mia prima figlia i miei genitori mi proposero di sistemare un appartamento che poi sarebbe stato mio.Fidandoci io e il mio compagno non facemmo sottoscrivere la cosa.Ad oggi una parte della mia casa e parte del piano superiore rientrano in una massa fallimentare. Mia madre ha dato disposizioni al suo avvocato di vendere l intero immobile a mia insaputa.Attualmente e” già’ in vendita ed io l ho scoperto solo 2 giorni fa”,quando mi sono recata dal legale per proporre io l acquisto della quota debitoria.Inoltre io ho un affidamento esclusivo di due bimbe.So” che la legge non ammette ignoranza e che verbo volant.Ho i testimoni di ciò che si e” detto fra cui mio padre.E oltre al danno la beffa..dalla vendita non vogliono darmi neanche le somme spese per i miglioramenti che io ho fatto.Vorrei sapere c’è qualcosa che posso fare? La saluto e la ringrazio

    • Haimè, lei ha detto bene verba volant. In difetto di impegno contrattuale per iscritto dubito che in presenza di una procedura fallimentare possa fare qualcosa a fronte della vendita dell’immobile. Per le spese sostenute per i miglioramenti, dovrebbe agire legalmente verso sua madre e ottenere, all’esito del giudizio, un titolo esecutivo (sentenza) con il quale insinuarsi, sperando che la procedura fallimentare non sia conclusa, nel fallimento.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  19. Alberto ha detto:

    Buongiorno,
    ho sottoscritto un contratto/piano d’accumulo presso una nota società, il quale dipendente che me lo spiegò, mi disse chiaramente che avrei potuto interrompere il premio temporaneamente, oppure definitivamente (quindi prendere il denaro versato e riceverlo sul mio C/C) solo a cadenza annuale dalla sottoscrizione. Quando ho tentato di fare ciò, invece, mi chiamò l’amministrazione dicendomi che SI, potevo interrompere l’erogazione del premio mensile a livello definitivo, ma che in questo modo avrei dovuto accettare solo il 50% di quanto versato. Tengo a precisare che sul contratto non è ben identificata questa clausola, viene solo reso noto che solo a partire dal 3 anno in poi si sarebbe maturato qualche interesse e non prima. Quindi qui sta un errore di valutazione da parte del dipendente che me la spiegò (che è pure un parente che mi disse che non sapeva di questa casistica) ma io ora, per non perdere i soldi investiti, sono costretto a continuare a pagare il premio per altri 2 anni. Esiste una scappatoia da questo? grazie.

    • E’ importante capire se questa clausola che prevede, in caso di interruzione dell’erogazione del premio prima dei tre anni,, l’accettazione del 50% solo di quanto già versato esiste nel contratto e se è stata sottoscritta specificatamente. Si tratta di una clausola abbastanza onerosa che richiede senz’altro la sottoscrizione specifica propria delle clausola vessatorie, ed in difetto di ciò se ne dovrebbe dedurre la nullità. Se addirittura il contratto non fa menzione di questa clausola, ma solo di quella che prevede prima dei tre anni la interruzione del premio non da diritto ad interessi maturati, allora direi che lei può ritirare quanto versato perdendo solo gli interessi medio tempore maturati. Le consiglio di prendere tutta la documentazione contrattuale in suo possesso, recarsi direttamente da un legale e far studiare la contrattualistica per verificare sia la legittimità di quell’eventuale clausola, sia della condotta della società.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  20. Gabri ha detto:

    Vorremmo un parere legale su queste situaioni:
    1) rinuncia d’eredità da parte di figli maggiorenni per il padre. L’azienda presso la quale lavorava deve liquidare le pendenze e metterle a disposizione delle autorità ?
    2) l’automobile in possesso del defunto viene “ritirata” dalle autorità per metterla sotto loro custodia e poi verrà messa all’asta?
    3) può un creditore insinuarsi e chiedere il rimborso del dovuto o perde ogni diritto ? In caso di risposta positiva, con che criterio si ha diritto ? Nel senso: prima l’Agenzia delle Entrate o le banche o il coniuge divorziato che vanta un credito per gli alimenti dei figli quando minori ?
    4) l’ immobili su cui c’era un mutuo ipotecario non saldato, verrà messo anch’esso all’asta ?

    Grazie a chi ci vorrà aiutare !

    • Gentile Gabri,
      ho difficoltà ad inquadrare il suo quesito. Presumo che suo padre aveva un azienda e che versava in condizione di grave crisi economica e sovraindebitamento. Se è così, presumo ancora che i creditori abbiano già promosso azione esecutiva. In tal caso, se è stata aggredita, con pignoramento, l’azienda, allora sicuramente sulla stessa pende un vincolo di indisponibilità e l’autorità giudiziaria nominerà un custode. L’autovettura è stata pignorata, oppure c’è un fallimento in atto e l’autovettura rientra nella massa fallimentare? In tal caso, sia l’azienda sia l’autovettura saranno sotto la vigilanza del curatore fallimentare. Per l’immobile, la banca ha già avviato la procedura esecutiva? In caso affermativo, l’iter è simile a quello appena descritto. Quanto ai creditori, deve considerare che a parte i creditori privilegiati, come la banca con l’ipoteca di primo grado, gli altri seguono l’ordine di intervento nelle procedure esecutive o fallimentari.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  21. fabio lagreca ha detto:

    Egr. Avv.Meatta 17/01/2016
    desidero una parere legale gratuito su argomento lavoro:
    come impegato in una azienda s.p.a. operante nel pubblico ho chiesto un periodo di congedo staordinario.
    Ebbene Vi chiedo se posso partecipare a eventuali concorsi e in caso di vincita
    viene meno il mio diritto al congedo? o viene congelata la nuova assunzione?
    Nello specifico quali sono i miei diritti e obblighi?
    con l’occasione si saluta

    • Gentili utenti,
      MI SCUSO CON TUTTI PER LA MANCATA RISPOSTA, NELL’ULTIMO MESE, AI VOSTRI QUESITI LEGALI, MA PROBLEMAI DI SALUTE MI HANNO IMPEDITO DI LAVORARE E DI AVVISARVI DELLA TEMPORANEA SOSPENSIONE DEL SERVIZIO.
      DA OGGI, PROVERO’ HA RIATTIVARE IL SERVIZIO, RISPONDENDO AI VOSTRI QUESITI, CERCANDO NEL CORSO DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI RISPONDERE A TUTTI.
      Mi dispiace ma si tratta di questione che non tratto a fondo.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  22. Lazzarini. Patrizia ha detto:

    Buonasera, vorrei una consulenza legale online gratuita.
    Sono divorziata e il giudice ha assegnato a me la casa coniugale visto che mio figlio vive con me.
    Suddetta casa e’ per meta’ di mia proprieta’ e l’altra meta’ e’ del mio ex marito. Sei anni fa e’ morta mia mamma ed io ho ereditato il suo appartamento. Ora il mio ex marito sostiene che non ho piu’ il diritto di usufruire della casa coniugale ma devo trasferirmi nell’altro appartamento e non posso neppure vendere l’appartamento ereditato. Tutto questo e’ vero?
    Preciso che il mio ex ha una situazione economica molto favorevole e vive in una casa di sua proprieta’.
    Grazie in anticipo per la sua risposta.

    • Gentili utenti,
      MI SCUSO CON TUTTI PER LA MANCATA RISPOSTA, NELL’ULTIMO MESE, AI VOSTRI QUESITI LEGALI, MA PROBLEMAI DI SALUTE MI HANNO IMPEDITO DI LAVORARE E DI AVVISARVI DELLA TEMPORANEA SOSPENSIONE DEL SERVIZIO.
      DA OGGI, PROVERO’ HA RIATTIVARE IL SERVIZIO, RISPONDENDO AI VOSTRI QUESITI, CERCANDO NEL CORSO DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI RISPONDERE A TUTTI.
      La casa familiare viene assegnata in funzione del benessere del minore. Mi spiego la finalità primaria è quella di garantire al figlio minore di mantenere il proprio habitat domestico, ovvero il luogo dove sono radicati i propri affetti ed il proprio vissuto emozionale. L’aspetto economico è secondario e solo conseguenziale: cioè il giudice tiene conto dell’assegnazione della casa familiare per determinare la misura del mantenimento.
      Tra l’altro se suo marito ha casa di proprietà non vedo qual è il problema.
      Lei può vendere casa di sua madre. Tenga però presente che la vendita potrebbe incidere sul mantenimento, nel senso che suo marito potrebbe chiedere una modifica delle condizioni di divorzio finalizzata alla riduzione del mantenimento in ragione dell’entrata da lei percepita ove vendesse.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  23. veronica ha detto:

    Buon pomeriggio, vi scrivo in merito ad alcune delucidazioni.
    mio padre 5 anni fa è morto e ha lasciato una pensione di reversibilità a mia madre (che tutt ora è lavoratrice operaia). Mio padre non ha lasciato testamento o alcuna eredità nè soldi nè immobili. Mio padre però ha lasciato dei debiti, volevo sapere se la pensione di reversibilità dell’ammontare di 280 euro ma di 150 euro percepita da mia madre ( e dato che lavora la quota percepita dipende dal reddito totale che ha in qual momento) è pignorabile e se mia madre rifiutandosi di non pagare, visto e considerato che non ne era al corrente e quindi non ci sono firme da parte sua di presa di visione, il suo stipendio possa essere pignorato. mia madre deve per forza dichiarare la rinunzia dell’eredità anche se essa non esiste?con tale azione rinunzia alla pensione di reversibilità?
    vi ringrazio anticipatamente.
    Veronica

    • Se suo padre non ha lasciato beni immobili o beni mobili registrati, se non esistevano conti correnti intestati a suo padre oppure cointestati con sua madre, in altri termini, se l’asse ereditario è vuoto, non c’è eredità. La pensione di reversibilità non entra nell’asse ereditario, non cade in successione, ma è la legge che riconosce ai congiunti il diritto alla pensione di reversibilità in determinate misure.
      Quindi se lei è sicura che non c’è eredità, sua madre può stare tranquilla perchè la pensione di reversibilità non cade in successione ereditaria. Ma se ha dubbi, in ta caso può rinunciare all’eredità oppure accettare l’ereditàò con beneficio d’inventario. Tutto questo non pregiudicherebbe il diritto alla pensione di reversibilità.
      Spero di esserle stato di aiuto. Se vuole, anche lei può aiutarmi facendo crescere la visibilità di questo blog. Come? semplicemente condividendo, su facebook o altri social network di cui ha un account, gli articoli del blog attraverso le icone poste all’inizio e alla fine di ogni articolo.
      La saluto cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  24. Antonio Jr ha detto:

    Salve, vi scrivo per avere informazioni per quanto riguarda l’avviamento di un associazione. Il mio intento è quello di formare un associazione ludica ricreativa con finalità di avviare corsi di ludoteca, dance fitness,ed altre attività. Volevo sapere se fosse possibile fare un associazone che svolga le attività elencare in precedenza e quali sono i costi e come funziona tutto il processo . Inoltre vorrei avere info se fosse passibile farla sotto forma di oblus.Attendo una vostra risposta. Grazie

    • Per costituire un associazione culturale con le finalità che lei ha elencato è sufficiente essere un numero di almeno tre soci fondatori. L’associazione prende vita con la stipulazione di un atto costitutivo e di uno statuto. L’atto costitutivo è un vero e proprio contratto plurilaterale con comunione di scopo, e lo statuto è finalizzato a dettare le norme organizzative dell’associazione. L’associazione per costituirsi con Onlus non deve avere finalità lucrativa e quindi le attività sociali devono essere svolte sotto forma di volontariato e così i servizi erogati agli utenti dovranno essere per lo più gratuiti potendosi ammettere un rimborso spese ovvero una quota di partecipazione ad ogni attività, ma di importo modico. ONLUS significa Organizzazione NOn lucrativa di Utilità sociale e quindi le attività svolte devono avere come fine quello di arrecare un beneficio alla collettività, in particolare dovreste considerare le fasce deboli della popolazione, come persone meno abbienti, persone che vivono un disagio sociale o mentale, diversamente abili e via dicendo.
      I costi per dare vita all’associazione sono praticamente pari a zero, atteso che se costituite l’associazione come Onlus e se prevedete nell’atto costitutivo che l’associazione verrà iscritta nel registro regionale delle associazioni di volontariato anche la registrazione all’agenzia delle entrate dell’atto costitutivo e dello statuto è a costo pari a zero, salvo forse, se non ricordo male, quale decina di euro per marche da bollo.
      Per la stipula dell’atto costitutivo e dello statuto non è necessario l’atto notarile, quindi direi che potete tranquillamente evitare la spesa del notaio.
      Se dovesse servirvi assistenza per la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto potete contattarmi per fissare un appuntamento a studio.
      Spero di esserle stato di aiuto. Se vuole, anche lei può aiutarmi facendo crescere la visibilità di questo blog. Come? semplicemente condividendo, su facebook o altri social network di cui ha un account, gli articoli del blog attraverso le icone poste all’inizio e alla fine di ogni articolo.
      La saluto cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  25. Mariconda Domenico ha detto:

    Gentile Avvocato, siamo tre eredi e un immobile abitativo in eredità. Uno degli eredi ha attivato una causa di divisione forzata, ma le cose vanno alle lunghe. Il ricorrente è persona con famiglia e senza lavoro fisso, è drammaticamente oberato di debiti ed è alla completa disperazione, eppure un altro degli eredi (peraltro benestante) condiziona tuttora il proprio assenso alla vendita libera della casa al pagamento di una tangente (un surplus della propria quota legale) da parte dell’erede allo stremo economico. Quest’ultimo, che ha bisogno di risolvere la sua situazione in termini urgentissimi, avrebbe acconsentito al “taglieggio”. Domanda: potrebbe il taglieggiato, dopo aver pagato il ricatto, denunciare il taglieggiatore del reato di estorsione, giacché costui avrebbe agito esercitando una certa forma di costrizione sulla vittima? Insomma, potrebbe appellarsi alla Legge per riavere il suo denaro, estorto in stato di bisogno?
    Mille grazie, da parte del terzo erede nel ruolo di impotente osservatore disgustato.

    • Spesso la situazione assumono contorni diversi a seconda dell’angolo di prospettiva da cui vengono osservate. Il punto è questo: è possibile addivenire ad un accordo in base al quale in cambio della possibilità di ridurre i tempi di attesa della definizione della causa, uno dei soggetti coinvolti chieda una somma maggiore. Questo è possibile. Consideri che anche nelle problematiche di locazione talvolta si addiviene ad accordi transattivi nei quali il locatore per favorire la liberazione dell’immobile riconosce al conduttore una somma di denaro, ovvero che che in gergo viene definita buona uscita. La vedo dura, anche se sono pienamente solidale con il “taglieggiato”. Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  26. Marina ha detto:

    Buongiorno,chiedo gentilmente un aiuto in merito a delle fatture emesse dal mio ex marito dopo la cancellazione come coadiuvante dalla ditta a me intestata incassando soldi e a me procurandami debiti per merce che comprava a mia insaputa e rivendeva, lasciandomi in un mare di debiti.Posso denunciarlo per appropriazione indebita? Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti. Maria

    • Se suo marito incassava soldi della ditta, soprattutto dopo essere stato cancellato come coadiuvante, acquistando, a sua insaputa merce che provvedeva a rivendere, sicuramente lei può denunciarlo per appropriazione indebita aggravata dal rapporto di parentela.
      Non esiti a tutelare i suoi diritti, si rivolga ad un legale per tutti i necessari passaggi.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

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