difesa legittima domiciliareLa difesa legittima domiciliare è quella nuova figura della legittima difesa introdotta nel 2006 e ampliata nel 2009. Con la difesa legittima domiciliare si esclude la punibilità per chi ha adottato una condotta difensiva in casa o, comunque, all’interno della propria proprietà. Il legislatore, come vedremo, ha allargato le maglie dei presupposti della legittima difesa in ragione della maggiore pericolosità della condotta aggressiva. Subire una condotta aggressiva all’interno del luogo in cui si vive o si svolge la propria attività commerciale espone, infatti, la vittima a maggiori rischi.

Presupposto base della difesa legittima domiciliare: la violazione di domicilio

La difesa legittima domiciliare presuppone, a norma dell’art. 52 c.p. secondo comma, che ci si trovi in presenza dei casi previsti dall'art. 614 c.p. primo e secondo comma.

E’, quindi, necessario che l’aggressore si sia introdotto nell'altrui abitazione o in altro luogo di privata dimora o nelle appartenenze di essi con le seguenti modalità. L’aggressore deve essersi introdotto nei citati luoghi contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero clandestinamente o con l’inganno.

Luoghi di esercizio di attività commerciali e simili

A questi casi, sono assimilati anche i casi in cui l’aggressore si sia introdotto, come le stesse modalità, in altro luogo in cui la vittima esercita attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

DISCIPLINA DELLA CONDOTTA DIFENSIVA QUANDO L’INTRUSIONE AVVIENE SENZA VIOLENZA O MINACCIA CON ARMI PROPRIE O IMPROPRIE

Nella difesa legittima domiciliare, la condotta difensiva è diversamente tipizzata a seconda delle modalità in cui avviene l'intrusione.

Vediamo il caso in cui l’intrusione avviene senza violenza o minaccia con armi proprie o improprie. In questo caso, il legislatore prevede una presunzione assoluta di proporzionalità tra offesa e difesa.

Quindi, nella difesa legittima domiciliare, con intrusione non violenta, la condotta difensiva è sempre proporzionata all'offesa.

La presunzione di proporzionalità tra difesa e offesa non toglie che la condotta difensiva debba presentare i requisiti della necessità e inevitabilità. Questi requisiti sono stati approfonditi nella precedente lezione dedicata alla figura base della legittima difesa.

Ci limitiamo, in questa sede, a ricordale che la condotta difensiva deve essere diretta a prevenire un pericolo attuale e deve essere inevitabile. L’art. 52 c.p. secondo comma richiede, infatti, espressamente che:

  • non vi sia desistenza da parte dell’aggressore
  • e vi sia pericolo di aggressione.

Il pericolo non è attuale e la difesa non necessaria se l’intruso, una volta scoperto, desiste dalla propria azione criminosa, e fugge uscendo dalla proprietà della vittima.

Se, invece, l’intruso, scoperto, non desiste e minaccia la vittima, la condotta difensiva risponde ad un pericolo immanente ed è inevitabile. In questi casi, si considera, sempre, proporzionata all'offesa la condotta di chi per difendersi usa un arma legittimamente detenuta o altro mezzo di difesa idoneo.

DISCIPLINA DELLA DIFESA LEGITTIMA DOMICILIARE IN CASO DI INTRUSIONE CON VIOLENZA O MINACCIA CON ARMI PROPRIE O IMPROPRIE

L’ultimo comma dell’art. 52 c.p. disciplina la difesa legittima domiciliare prevedendo il caso in cui l’intrusione avviene con violenza o minaccia di uso di armi proprie o improprie.

Art. 52 c.p. ultimo comma.

Agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”.

Se ci pensiamo bene, la fattispecie disciplinata da questa norma implica tutti gli elementi propri della legittima difesa.

  • Abbiamo una condotta aggressiva da parte di chi si introduce nell'altrui proprietà con violenza o uso di armi.
  • Questa condotta aggressiva crea un pericolo attuale di offesa ingiusta per la vittima
  • Se vi è violenza o minaccia con armi, la condotta difensiva è inevitabile.
  • Non solo, ma la difesa con armi o altri mezzi idonei è sicuramente proporzionata all'offesa.

Questa parte della norma sulla difesa legittima domiciliare ha fatto molto discutere nel nostro paese. Tecnicamente, direi che la norma appare in linea con la figura base della legittima difesa e con gli orientamenti consolidati della giurisprudenza. Forse, appare anche ridondante, in quanto questa fattispecie trova piena disciplina già nel primo comma dell’art. 52 c.p..

Comprendo, nel contempo, le ragioni di questa scelta legislativa. Gli efferati episodi di intrusioni in luoghi di privata dimore, spesso sfociati in atti di estrema violenza degli aggressori, hanno determinato un profondo senso di insicurezza. E’ qui che il legislatore è intervenuto con una tecnica che non cambia molto la disciplina, ma che crea l’impressione di vivere in un Paese che offre maggiore sicurezza.

In realtà, dal mio personale punto di vista, poco è cambiato rispetto a prima. Ci troviamo dinanzi al classico caso di norme di legge che profumano di propaganda politica e che poco aggiungono al nostro ordinamento giuridico.

CONCLUSIONE E RINVIO ALLA PROSSIMA LEZIONE DI DIRITTO PENALE

Avv. Francesco MeattaMi auguro che anche questa lezione di diritto penale sulla difesa legittima domiciliare vi abbia aiutato nello studio di questa affascinante materia. Nella prossima lezione tratteremo la scriminante dell'uso legittimo delle armi.

Vi ricordo che se avete dubbi, potete inviarmi, gratuitamente, i vostri quesiti utilizzando il form di discussione che trovate qui sotto. Sarò lieto di rispondervi.

Un caro saluto

Francesco