Il fatto tipico è il primo elemento costitutivo del reato. Costituisce il primo grado di imputazione del fatto storico al suo autore.

CENNI INTRODUTTIVI SULLA FUNZIONE DEL FATTO TIPICO 

fatto tipicoSi traduce in un giudizio di corrispondenza tra il fatto storico e una fattispecie astratta di reato.  Risponde, in tal senso, all'esigenza di non essere puniti per fatti che non siano previsti come reato dalla legge.

Il giudizio di tipicità deve, d’altro canto, avere ad oggetto un fatto umano che si è estrinsecato nella realtà oggettiva.  Risponde, sotto questo profilo, all'istanza propria del principio di materialità per cui non si può essere puniti per meri propositi interiori.

Quello che rileva per il diritto penale è il fatto umano che si estrinseca nella realtà oggettiva e che sia conforme al fatto di reato descritto da una data norma incriminatrice. In caso contrario, siamo al di fuori del penalmente rilevante.

A seconda del tipo di reato, di mera condotta o di evento, il fatto tipico, nel suo contenuto minimo, si compone quindi:

  • della condotta
  • dell’evento
  • del nesso di causalità tra condotta ed evento.

Teoria oggettiva del fatto

Questo contenuto minimo del fatto tipico rispecchia l’impostazione oggettiva che ne sta a monte. Questa impostazione è largamente diffusa nella dottrina e nella prassi giurisprudenziale.

La tendenza è quella di distinguere nettamene tra elemento oggettivo del reato ed elemento soggettivo. Il fatto tipico avrebbe, quindi, un contenuto puramente oggettivo.

Si tratta di un impostazione che ha le sue radici storiche nei primi anni del novecento e che era largamente influenzata dalle correnti scientifico positivistiche allora dominanti.

Di qui, il fatto tipico viene ricostruito in chiave puramente oggettiva. La condotta, intesta in senso naturalistico causale ne costituisce l’asse portante e, nei reati di evento, si collega all'evento naturalisticamente inteso.

Anche il nostro codice penale sembra risentire di questa impostazione di fondo. L’art. 40 c.p. parla infatti di evento dannoso o pericoloso come conseguenza o risultato dell’azione od omissione.

OBIEZIONI ALLA RICOSTRUZIONE DEL FATTO TIPICO IN CHIAVE PURAMENTE OGGETTIVA

Una prima obiezione alla ricostruzione in termini oggettivi del fatto tipico si incentra sul dolo specifico. Molte fattispecie di reato sono, infatti, descritte facendo riferimento alla finalità propria della condottaLa finalità della condotta, in molti casi, è l’elemento che consente di distinguere una fattispecie di reato dall’altra.

Ad esempio, il reato di ratto a fine di libidine poteva essere distinto dal reato di ratto a fine di matrimonio solo partendo dal dolo specifico. In questi casi, il fatto tipico aveva, sicuramente, un contenuto soggettivo. Questo elemento soggettivo serve a conferire al fatto quella carica di disvalore giuridico e sociale che è quella in ragione del quale è stato previsto come quel dato reato e punito con quella data pena.

Confrontiamo, adesso, il reato di abuso dei mezzi di correzione, art. 571 cp, e il reato di maltrattamenti in famiglia, art. 572 cp.

In entrambe le fattispecie di reato abbiamo un identico contenuto oggettivo. Il soggetto attivo infligge alla persona sottoposta alla sua autorità una sofferenza fisica o morale.

Nonostante questo elemento comune, i due reati sono puniti con pene molto diverse: fino a 6 mesi il primo, da 2 a 6 anni il secondo.

In realtà, quello che muta tra i due reati è il disvalore del fatto tipico.

Ciò che imprime al fatto un disvalore più grave è la finalità per cui viene inflitta la sofferenza alla persona sottoposta alla propria autorità.

  • Nel reato di abuso dei mezzi di correzione, il soggetto attivo del reato ha agito con lo scopo di educare il soggetto passivo.
  • Nel reato di maltrattamenti in famiglia, la finalità del soggetto attivo è quella di porre in condizione di prostrazione fisica e/o psichica il soggetto passivo. E ciò a prescindere dal qualunque finalità educativa.

Il fatto tipico dei due reati quindi è connotato anche sotto il profilo soggettivo, riuscendo, altrimenti, difficile distinguere le due figure di reato. La finalità della condotta consente di comprendere il diverso trattamento sanzionatorio delle due fattispecie di reato nonostante un identico contenuto oggettivo delle stesse.