formazione specialisticaLa materia della formazione specialistica dei medici ha costituito oggetto di diversi interventi di normativa comunitaria che unitamente alla normativa nazionale di recepimento e attuazione hanno dato vita ad un esteso contenzioso giudiziario sul quale la giurisprudenza di merito e di legittimità hanno espresso orientamenti non di rado ondivaghi. In particolare i medici in formazione specialistica hanno lamentato la lesione al loro diritto di ricevere la remunerazione adeguata quale prescritta dalla normativa comunitaria in conseguenza del tardivo recepimento e attuazione della stessa normativa comunitaria nell’ordinamento interno.

NORMATIVA COMUNITARIA E NAZIONALE SULLA FORMAZIONE SPECIALISTICA – TRATTAMENTO ECONOMICO

normativa comunitariaLa DIRETTIVA CEE n. 76 del 1982 in materia di formazione specialistica dei medici, prevedeva, tra le altre cose che la formazione specialistica costituisse oggetto di una adeguata remunerazione.

I principi della predetta normativa comunitaria sono stati ribaditi nella successiva Direttiva CEE n. 16 del 1993 che, per quanto attiene alla formazione specialistica dei medici, non ha apportato alcuna modifica di significativo rilievo.

Il D.Lgs. 8 agosto 1991, n. 257 ha recepito la direttiva n. 76 del 1982 prevedendo, tra l’altro, che ai medici in formazione specialistica spettasse una borsa di studio determinata per l’anno 1991 in L. 21.500.000.

Successivamente la materia è stata nuovamente disciplinata dal D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 368, il quale, in recepimento della normativa comunitaria ha, quanto al trattamento economico dei medici in formazione specialistica, previsto che per tutta la durata legale del corso, fosse loro corrisposto un trattamento economico annuo onnicomprensivo in parte fissa, uguale per tutte le specializzazioni ed in parte variabile, differenziata per tipologia di formazione specialistica, con rideterminazione triennale.

Tuttavia, tale normativa non ha trovato immediata applicazione in attesa di D.P.C.M. di attuazione di dettaglio. Inoltre, la L. 23 dicembre 2005, n. 266 ha rideterminato i profili attinenti al trattamento economico, stabilendo che tale diverso assetto retributivo si applichi a decorrere dall’anno accademico 2006-2007, e ribadendo che fino all’anno accademico 2005-2006 rimanesse operante la disciplina dettata dal D.Lgs. 8 agosto 1991, n. 257.

RISARCIMENTO DANNI DA INTEMPESTIVO RECEPIMENTO ED ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA COMUNITARIA IN MATERIA DI FORMAZIONE SPECIALISTICA DEI MEDICI

Molti medici in formazione specialistica negli anni accademici dal 2003/2004 al 2006/2007 hanno lamentato la lesione del loro diritto a ricevere il trattamento economico previsto dal D.lgs 368/1999 in recepimento della normativa comunitaria richiamata. 

La fattispecie che viene in rilievo è quella del diritto del medico in formazione specialistica al risarcimento dei danni patiti per l’intempestivo recepimento delle predetta normativa comunitaria, e si fonda sui seguenti presupposti di fatto incontrovertibili.

  • L’utile frequentazione del corso di formazione specialistica dall’anno accademico 2003/2004 all’anno accademico 2006/2007, con il conseguimento del diploma di specializzazione.
  • La condotta dello Stato che si è reso inadempiente all’obbligo di recepimento ed attuazione integrale della normativa europea in materia di formazione specialistica, con precipuo riferimento al trattamento retributivo degli specializzandi.
  • Il danno che ne è derivato al medico in formazione specialistica che, a fronte della corresponsione della mera borsa di studio avrebbe avuto diritto, ove la Direttiva Cee 93/16 fosse stata tempestivamente recepita ed attuata nell’ordinamento interno, al trattamento annuo omnicomprensivo con rideterminazione triennale dal primo anno accademico 2003/2004.
  • Il nesso di causalità diretta ed immediata tra il danno patito medico in formazione specialistica e l’inadempimento statuale all’obbligo di tempestivo recepimento ed attuazione della normativa europea in materia.

Difatti, possiamo assumere che la citata condotta statuale è causa dell’evento dannoso in quanto ove lo Stato avesse tempestivamente recepito ed attuato la normativa comunitaria in materia di formazione specialistica e relativa retribuzione, il medico in formazione specialistica avrebbe percepito il trattamento economico annuo omnicomprensivo per tutti i quattro anni del corso di formazione specialistica. 

Quanto, in particolare, all’inadempimento dello Stato all’obbligo di tempestiva recezione ed attuazione della Direttiva Cee 93/16 è utile ricordare che, pur avendo, la normativa comunitaria, sancito in modo incondizionato e sufficientemente dettagliato, il principio dell’adeguata remunerazione, non ha stabilito, tuttavia, la misura minima del compenso da corrispondere al medico in formazione specialistica, rimettendo la predetta determinazione dell’entità del compenso ad ogni Stato membro. Per effetto della predetta normativa comunitaria, sorgeva in capo ad ogni Stato membro l’obbligo di conseguire il risultato voluto dalla citata normativa comunitaria così come il dovere di adottare tutti i provvedimenti generali e particolari atti a garantire l’adempimento del suddetto obbligo. E, conformemente alla costante giurisprudenza della Corte di Giustizia, il suddetto obbligo vale per tutti gli organi degli Stati membri, ivi compresi, nell’ambito di loro competenza, quelli giurisdizionali.

Ne consegue che, in caso di inottemperanza del legislatore nazionale agli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria, gli organi giurisdizionali aditi non possono limitarsi a prendere atto che le fonti comunitarie abbiano rimesso al legislatore nazionale la concreta determinazione dell’entità del compenso da corrispondere ai medici in formazione specialistica e trarne il corollario che, in sostanza, non potrebbero gli organi giurisdizionali sindacare l’adeguatezza della remunerazione corrisposta sino all’anno 2005/2006. In tal senso, si è del del resto espressa a più riprese la Corte di Giustizia Europea sin dalla nota sentenza 25.2.1999 in causa C 131/97 Carbonari. 

Lo Stato, del resto, con gli articoli da 37 a 39 del D.Lgs. n. 368 del 1999, in espressa attuazione della Direttiva 93/16, ha stabilito proprio quella misura di compenso adeguato, la determinazione del quale gli era stata demandata dalla Direttiva. Sicchè, il corrispettivo ivi istituito rappresenta, inoppugnabilmente, la quantificazione monetaria proprio di quell’adeguatezza alla quale allude in modo incondizionato e sufficientemente preciso la normativa comunitaria.

Ne consegue che il differimento disposto, con la normativa nazionale di recepimento della normativa comunitaria, del trattamento economico annuo omnicomprensivo è palesemente in contrasto con lo scopo della predetta normativa comunitaria, privando i medici in formazione specialistica, fino all’anno accademico 2005/2006 del diritto alla corresponsione del compenso, nella misura ritenuta adeguata dal legislatore nazionale con il D.lgs 368/99.

Avendo, pertanto, la Repubblica mancato di adempiere, sino all’anno accademico 2006/2007, agli obblighi che le derivavano dalla normativa comunitaria in materia di formazione specialistica dei medici, deve ritenersi che sia chiamato a rispondere dell’inadempimento al suddetto obbligo ed al risarcimento dei danni, per l’effetto, patiti dai medici in formazione specialistica

Natura dell’obbligo risarcitorio per intempestivo recepimento e attuazione della normativa comunitaria in materia di formazione specialistica dei medici

Più in particolare, secondo un consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità, “Il diritto dei medici in formazione specialistica al risarcimento dei danni per omessa o tardiva trasposizione da parte del legislatore italiano nel termine prescritto della normativa comunitaria va ricondotto allo schema della responsabilità contrattuale per inadempimento dell’obbligazione “ex lege” dello Stato, di natura indennitaria per attività non antigiuridica” con la conseguenza che “la pretesa risarcitoria è assoggettata al termine di prescrizione ordinaria (decennale) perché diretta all’adempimento di un’obbligazione ex lege (di natura indennitaria) riconducibile come tale all’area della responsabilità contrattuale”.

E’ altresì pacifico che non rileva il dolo o la colpa ai fini della responsabilità dello Stato per l’inadempimento all’obbligo di recepimento e concreta attuazione della normativa comunitaria, e, quanto alla ripartizione degli oneri di allegazione e prova tra le parti, che grava sui medici in formazione specialistica l’onere di provare di avere svolto, nel periodo coperto dall’applicazione della normativa comunitaria, i corsi di specializzazione, mentre, ai fini della detrazione dell’aliunde perceptum, spetta all’amministrazione convenuta in giudizio di offrirne la relativa dimostrazione.

MISURA DEL DANNO RISARCIBILE

Quanto alla misura del danno risarcibile, va parametrato alla differenza, per ciascuno degli anni accademici sino al 2006/2007, tra il trattamento concretamente percepito dai medici in formazione specialistica, incrementato della rideterminazione triennale e quello riconosciuto, soltanto dal 2007, in base ai D.P.C.M. 7 marzo, 6 luglio e 2 novembre 2007. Tale ammontare, infatti, consente di ristorare, per equivalente, il medico in formazione specialistica. 

Questo per grandi linee è il quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento in materia di formazione specialistica dei medici, e in relazione al diritto degli stessi al risarcimento del danno da tardivo recepimento e attuazione della corrispondente normativa comunitaria.