FURTO NECESSARIOIl furto necessario è un segno dei tempi. Ebbene sì la nostra giurisprudenza sembra in alcuni casi essere in linea con i tempi che viviamo, tempi di grave crisi economica. Lo stato di bisogno, rectius lo stato di necessità, è una causa di giustificazione che esclude la responsabilità dell’autore del reato. Nel caso di specie la Cassazione con una sentenza di maggio 2016 (sentenza n.18248) è intervenuta sulla fattispecie del furto in stato di bisogno, volutamente, per le considerazioni conclusive che svolgeremo, ribattezzato da noi come furto necessario

 

FURTO NECESSARIO E RISCHIO DI DERESPONSABILIZZAZIONE

Parliamo di una vicenda tra le più ricorrenti nelle aule di giustizia: ovvero il furto all’interno di un supermercato. Nella specie, l’autore dell’azione delittuosa si impossessava di alcuni generi alimentari e colto nella flagranza del reato veniva tratto a giudizio. L’imputato era una persona priva di fissa dimora, priva di reddito, il quale, secondo la tesi del suo difensore, aveva agito in stato di necessità. Questo significa che aveva commesso il furto in stato di bisogno, cioè per far fronte ad un’emergenza alimentare grave dovuta all’impossibilità di procurarsi altrimenti generi di prima necessità. In altri termini, per la difesa dell’imputato si era trattato di un furto necessario.

Ribadisco che il furto necessario, soprattutto nei supermercati, è all’ordine del giorno nelle aule di giustizia, e normalmente i processi si concludono inesorabilmente con condanne, anche se lievi quando la merce sottratta è di modico valore. Infatti, anche in questo caso, il primo e il secondo grado del giudizio si concludevano con la condanna dell’imputato.

La novità arriva invece nel giudizio di legittimità, dove la Corte di Cassazione capovolge il verdetto delle corti territoriali, riconoscendo rilevanza allo stato di necessità quale scriminante del furto. Insomma la Corte di Cassazione riconosce che non può essere considerato responsabile e condannato chi commette un furto necessario.

Il ragionamento della Corte di Cassazione si incentrava sul fatto che l’autore del furto era persona senza fissa dimora, priva di elementari mezzi di sussistenza: insomma si trattava di un furto necessario, in quanto dettato dal bisogno di alimentarsi. Questo secondo la Corte di Cassazione avrebbero dovuto accertare adeguatamente i giudici di primo e secondo grado, poiché l’azione delittuosa era stata commessa per sottrarsi ad una condizione di estrema difficoltà.

 

FURTO NECESSARIO: CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Indubbiamente, si tratta, nello specifico del furto in stato di necessità nei supermercati di una novità, che se da una parte è apprezzabile per lo sforzo di rendere conto di condizioni estreme di difficoltà in cui molte persone versano, dall’altra parte, a mio modesto avviso, presta il fianco a pericolose ondate di deresponsabilizzazione.

Come dire: chi ha fame e non ha mezzi per procurarsi diversamente il cibo, rubi senza problemi in quanto può considerarsi giustificato. Quando il furto è necessario, chi ruba non paga.