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I beni ereditati rientrano nella comunione? Disciplina ed effetti

beni ereditati rientrano nella comunioneIn questa Guida ci chiediamo se i beni ereditati rientrano nella comunione tra coniugi oppure debbano qualificarsi come beni personali. Questo interrogativo riguarda i beni ereditati dal coniuge in costanza di matrimonio quando il regime dei rapporti patrimoniali è quello della comunione legale.

Se, infatti, il coniuge avesse ricevuto in eredita determinati beni, prima del matrimonio, il problema non avrebbe ragione di porsi. In quel caso si tratterebbe di beni personali in quanto acquistati prima del matrimonio. Analogamente, il problema non si pone per i beni ereditati in costanza del matrimonio quando il regime patrimoniale fosse quello della separazione dei beni.

La regola generale è che i beni ereditati rientrano nella comunione se questa è stata la volontà espressa dal de cuius

L’art. 179 c.c. lettera “b” stabilisce che i beni acquistati successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione sono personali, cioè non ricadono nella comunione dei beni. Prevede un unico caso in cui essi rientrano nella comunione. Questo avviene quando vi sia un testamento nel quale il de cuius abbia espressamente attribuito quei beni alla comunione tra i coniugi.

Quindi, i beni ereditati rientrano nella comunione legale quando acquistati, per successione testamentaria o legato, dopo il matrimonio e purché la volontà del testatore sia stata proprio in tal senso.

Se, invece, il de cuius nel testamento o nel legato non dispone nulla, limitandosi a istituire erede o legatario il coniuge, i beni ereditati dallo stesso saranno personali e non rientreranno nella comunione.

Esempio 1

Tizio istituisce erede Caio, coniugato con Mevia. Nel testamento Tizio non specifica, in alcun modo, che i beni devoluti a Caio debbano essere attribuiti alla comunione legale.

Esempio 2

Tizio muore senza lasciare alcun testamento. Caio, quale unico erede, acquista per successione tutti i beni che alla sua morte formavano il patrimonio ereditario di Tizio.

 

Nell'esempio 1, dobbiamo escludere che i beni ereditati rientrano nella comunione. Sarebbe, al tal fine, stato necessario che il testatore avesse espressamente attribuito tali beni alla comunione. Essi saranno, quindi, beni personali del coniuge istituito erede. 

Discorso analogo vale per l'esempio 2. Se il de cuius avesse voluto attribuire quei beni alla comunione, avrebbe dovuto manifestare la sua volontà con una esplicita disposizione testamentaria. E' da escludere, anche nell'esempio 2, che i beni ereditati rientrano nella comunione. Essi saranno acquisiti da Tizio secondo le regole della successione legittima e saranno beni personali dello stesso.

COSA ACCADE SE IL TESTATORE ATTRIBUISCE I BENI ALLA COMUNIONE MA UNO DEI CONIUGI NON ACCETTA L’ISTITUZIONE DI EREDE

La domanda che ci poniamo adesso riguarda il caso di disposizione testamentaria con cui il de cuius a manifestato la volontà di attribuire la sua eredità in favore dei coniugi in comunione legale. In questo caso, i beni ereditati rientrano nella comunione legale.

Sappiamo, però, che l’eredità va accettata. Cosa accade se uno dei coniugi non accetta l’eredità? In questo caso, la quota del coniuge che ha rinunciato all’eredità verrà devoluta secondo le regole proprie della sostituzione testamentaria o della rappresentazione. O, comunque, in applicazione delle norme previste in tema di successione mortis causa.

Dobbiamo analizzare un altro caso. Sappiamo che i beni ereditati rientrano nella comunione se la disposizione testamentaria lo ha previsto espressamente. Cosa accade, però, se, al momento dell’apertura della successione, i coniugi hanno sciolto il regime della comunione dei beni?

La soluzione a questo interrogativo dipende dal peso che, nell’economia del testamento, aveva la volontà del testatore di attribuire quei beni alla comunione tra i coniugi.

Se emerge che la destinazione alla comunione abbia costituito motivo unico e determinante della disposizione testamentaria, essa dovrà ritenersi nulla. Per quei beni troverebbe applicazione la successione legittima con la conseguenza che essi andrebbero attribuiti in via esclusiva all’erede e non rientrerebbero nella comunione.

In caso contrario, invece, i beni saranno attribuiti, pro quota, al patrimonio personale di ciascuno dei due coniugi. In questo caso, quindi, i beni ereditati non rientrano nella comunione, ma saranno beni personali, pro quota, dei due coniugi.