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Il perdono giudiziale: quando il minore diventa maggiorenne

In questa Guida ci occupiamo del perdono giudiziale previsto per i minori autori di reato che abbiano compiuto almeno 14 anni.

L'interrogativo a cui cercheremo di rispondere.
Un utente del blog mi ha, infatti, posto un quesito specifico sul perdono giudiziale concesso quando egli era minore. La domanda è se, nelle more della riabilitazione, sia possibile iscriversi all’albo forense ovvero se ciò costituisca una preclusione.

Per rispondere a questo interrogativo, è bene ripercorrere le tappe di questo istituto, analizzandolo in ogni sua sfaccettatura.

Cos’è il perdono giudiziale e quando si applica

perdono giudizialeIl perdono giudiziale ha natura di causa estintiva del reato. E’ previsto per il minore che abbiano compiuto almeno il quattordicesimo anno di età. Il minore verrà quindi assolto, anche se vi è prova della sua responsabilità, per estinzione del reato.

Il primo presupposto per la concessione del perdono giudiziale è la cornice edittale prevista per il reato commesso. La pena prevista dalla legge non deve essere nel massimo superiore a 2 anni di reclusione.

Non è tutto. E’, inoltre, necessario che sussistano elementi in base ai quali il Giudice possa ritenere che il minore non commetterà altri reati.

In ogni caso, questo beneficio non può essere concesso se il minore è recidivo con condanna a pena detentiva per fattispecie delittuosa. Ed in fine, salvo particolari casi, il Giudice non può perdonare il minore che abbia già fruito in passato di questo istituto.

Questo istituto non esclude l’iscrizione nel casellario giudiziario

La cosa particolare del perdono giudiziale è che, nonostante determini l’estinzione del reato, da luogo, comunque, ad iscrizione nel casellario giudiziario. Ricordiamo però che si ottiene la cancellazione al compimento del ventunesimo anno di età.

Tuttavia, in futuro potrebbero sorgere problemi in relazione a determinati concorsi pubblici. Mi riferisco a quelli per i quali viene chiesto di specificare di non aver riportato condanne definitive pur in presenza di amnistia, indulto ovvero perdono giudiziale.

Quindi, per chi si accinge a partecipare ad un concorso pubblico, invito alla massima attenzione nella lettura delle dichiarazioni in autocertificazione. Nonostante la cancellazione, se il bando richiede la dichiarazione in autocertificazione sopra indicata, non bisogna dimenticare di farla. Il rischio è che, in caso di positivo controllo a campione, vengano trasmessi gli atti alla Procura per il reato di falso ideologico.

Possono esserci problemi per l’iscrizione come avvocato o praticante avvocato?

Siamo giunti al nocciolo della questione. La Legge 247/2012 sulla riforma forense indica quali sono i requisiti richiesti per l’iscrizione all’albo degli avvocati o dei praticanti. Precisiamo subito che, salvo il superamento dell’esame di abilitazione, i requisiti sono gli stessi.

Vediamoli, e cerchiamo di capire se il perdono giudiziale può incidere.

  • Per la cittadinanza italiana, o in stato membro dell’unione europea non vi sono problemi.
  • Il domicilio professionale nel circondario del tribunale ove ha sede il consiglio dell'ordine è un altro elemento che non pone alcun tipo di problema.
  • Stesso discorso vale per il pieno godimento dei diritti civili e per l’insussistenza di condizioni di incompatibilità previste dall’art. 18.
  • Vediamo questo ulteriore requisito. E’ necessario, infatti, per l’iscrizione all’albo, non avere pene detentive, misure cautelari o interdittive in fase di esecuzione. Per chi ha avuto il perdono giudiziale, non ricorre sicuramente questa fattispecie.
  • Infine, abbiamo un ultimo elemento per l’iscrizione all’albo. Non bisogna aver riportato condanne:
    • o per i reati di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale
    • o e per quelli previsti dagli articoli 372, 373, 374, 374-bis, 377, 377-bis, 380 e 381 del codice penale.

Al di la del fatto che si tratta di gravi delitti, molti di organizzazione a delinquere, in realtà, chi ha beneficiato del perdono giudiziale, non ha riportato alcuna condanna. La sentenza sarà stata di assoluzione per estinzione del reato a seguito del perdono giudiziale.

Condotta irreprensibile e perdono giudiziale ai fini dell’iscrizione all’albo forense

Veniamo al requisito della condotta irreprensibile. A tal fine, rimando alle parole di un parere espresso proprio dal CNF.

"La valutazione del requisito della condotta irreprensibile, necessario ai fini della iscrizione all’albo avvocati e al registro dei praticanti, va compiuta dal C.O.A. in modo autonomo ed indipendente anche dall’esito dell’eventuale procedimento penale che può aver coinvolto l’interessato.

La condanna penale non comporta pertanto un’automatica inibizione dell’iscrizione.

Questo specie se relativa ad una condotta occasionale e risalente nel tempo, che non appaia ragionevolmente suscettibile di incidere attualmente sulla affidabilità del soggetto che aspira a svolgere il delicato ruolo attribuito dall’ordinamento al professionista forense.

Risposta alla domanda iniziale

Quindi, concludendo sul quesito dell’utente, possiamo dire che, anche se vi fosse ancora l’iscrizione, in ogni caso, la stessa non sarebbe di ostacolo all’iscrizione all’albo forense.

Allo stesso modo, la condotta irreprensibile non è da concepire come assenza di sentenze di condanna. Essa riguarda il complessivo stile di vita dell'interessato, di cui eventuali precedenti penali costituiscono solo elementi di valutazione.