Il tradimento giustifica l’addebito della separazione?

DOMANDA

Per molti anni, ho sopportato i ripetuti tradimenti di mio marito. Ora sono stanca, ho deciso di separarmi e vorrei sapere se posso chiedere l’addebito della separazione a carico di mio marito.

L’addebito della separazione, come ampiamente spiegato in un'altra guida, va valutato in rapporto alla causa che ha determinato il fallimento del rapporto coniugale. In un altro articolo, abbiamo spiegato come il tradimento si traduca nella violazione del dovere di fedeltà coniugale sancito dall'art. 147 c.c.

Quando il tradimento giustifica l’addebito della separazione?

il tradimento giustifica l'addebito della separazioneL’addebito della separazione, dal canto suo, trova giustificazione solo quando il fatto addebitato al coniuge sia stato il motivo determinante della sopravvenuta intollerabilità della convivenza.

Da questo punto di vista, il tradimento giustifica l’addebito della separazione quando sia stato all'origine della crisi della coppia.

Non è sufficiente essere stati traditi per chiedere l’addebito della separazione, ove la convivenza era divenuta intollerabile da tempo. E’, bensì, necessario che proprio a causa del tradimento, il coniuge tradito abbia maturato un sentimento di progressiva disaffezione rispetto all'altro coniuge.

IL TRADIMENTO CHE SI INSERISCE IN UN RAPPORTO DI COPPIA LOGORO DA TEMPO

Se i coniugi, da tempo, non vanno d’accordo, il tradimento può al più costituire la goccia che fa traboccare il vaso. Ma non costituirebbe certamente la causa scatenante del venire meno dell’affectio coniugalis.

Insomma, se i coniugi, da tempo, hanno maturato una sensazione di allontanamento spirituale e materiale, e sono rimasti insieme solo per convenienza o convenzione, il tradimento non giustifica l’addebito della separazione.

CHI SOPPORTA I TRADIMENTO DEL PARTNER NON PUÒ CHIEDERE L’ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE

Sembra paradossale, ma se riflettete sulle premesse da cui siamo partiti, questa conseguenza appare completamente coerente. La domanda iniziale era se il tradimento giustifica l’addebito della separazione.

Il fatto che, per diversi anni, un coniuge, pur consapevole dei ripetuti tradimenti dell’altro, abbia accettato questa situazione di fatto ha un suo profondo significato. Il dovere di fedeltà, a parte le considerazioni morali, trova giustificazione nel legame spirituale tra i coniugi.

Accettare la violazione di questo dovere derivante dal matrimonio è significativo di un reale distacco spirituale nella coppia.

Il fallimento del rapporto coniugale risale nel tempo, e, per fatti concludenti, sembrerebbe dimostrato anche dal contegno del coniuge che abbia accettato i continui e ripetuti tradimenti.

Può quindi, in questo caso, il tradimento giustificare l’addebito della separazione? Direi proprio di no, in quanto la causa del fallimento del rapporto coniugale è più profonda e non dovuta, in modo diretto, al tradimento.

RISPOSTA

Torniamo alla domanda da cui eravamo partiti. Il tradimento, in questo caso, potrebbe non essere sufficiente a giustificare l’addebito della separazione. Il rapporto coniugale da anni appare, infatti, critico. E, riflettendo bene, l’aver accettato, per molto tempo, i continui tradimento del marito, sembrerebbe far pensare che l’allontanamento tra i coniugi non trovi la propria radice causale nel tradimento ma in altre e più complesse ragioni. Direi, quindi, che appare difficile sostenere, in questo caso, che il tradimento giustifica l’addebito della separazione.

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