imposta di registroIn questa Guida ci occupiamo dell’imposta di registro per gli atti giudiziari. Più precisamente parliamo della registrazione dei provvedimenti giurisdizionali che definiscono una controversia con condanna della parte soccombente al pagamento delle spese di giudizio.

L’interrogativo a cui cerchiamo di rispondere è il seguente. Tra le parti della controversia, qual è quella obbligata a pagare l’imposta di registro? Può la parte che ha vinto la causa stare tranquilla dal momento che vi sia stata condanna alle spese di giudizio della controparte?

Cos’è l’imposta di registro e quali atti giudiziari sono soggetti a registrazione

L'imposta di registro rientra nella categoria delle imposte indirette. Sono tali quelle che colpisco il trasferimento di ricchezza da un soggetto ad un altro. Così, ad esempio, nel caso di compravendita immobiliare andrà corrisposta la citata imposta per la registrazione del relativo contratto.

Più in generale, essa deve essere pagata ogni qual volta si provveda alla registrazione di una scrittura pubblica o privata. Si pensi, così, al contratto di locazione che viene registrato presso l’agenzia delle entrate.

Per quanto riguarda gli atti giudiziari, la norma di riferimento è ravvisabile nell’art. 37 del DPR 131/1986, ovvero il Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro.

Questa disposizione definisce quali sono gli atti giudiziari per i quali si deve pagare l’imposta di registro attraverso la seguente elencazione.

  1. Gli atti dell'autorità giudiziaria in materia di controversie civili che definiscono anche parzialmente il giudizio.
  2. I decreti ingiuntivi esecutivi.
  3. I provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali e le sentenze che dichiarano efficaci nello Stato sentenze straniere.

E’ importante il riferimento al soggetto che emette l’atto giudiziario, e alla materia che con esso viene decisa. Deve trattarsi di provvedimenti giurisdizionali che hanno ad oggetto l’esistenza, la modificazione, estinzione o attuazione di un diritto soggettivo.

Si pensi, così, ad una sentenza con cui si accerta il diritto di chi ha promosso la causa ad essere risarcito dalla controparte per un fatto illecito.

Attenzione. Anche in presenza di una sentenza penale può scattare l’obbligo della registrazione. Questo avviene quando il giudice penale condanni l’imputato non solo alla pena di giustizia ma anche al risarcimento del danno subito dalla vittima.

CHI E’ OBBLIGATO A PAGARE PER LA REGISTRAZIONE DELL’ATTO GIUDIZIARIO?

Quando viene decisa una controversia civile, il giudice si pronuncia anche sulla domanda di condanna alle spese della parte soccombente.

Per parte soccombente nel giudizio ci riferiamo alla parte che ha perso la causa. La condanna al pagamento delle spese di giudizio, di regola, riguarda la parte soccombente.

Ma non sempre il giudice civile condanna chi ha perso la causa al pagamento delle spese processuali. In alcuni casi, il giudice può compensare le spese di lite tra le parti.

La compensazione può essere totale, nel quale caso vi sarà una ripartizione al 50% delle spese del giudizio. Ma può essere anche parziale, ponendo le spese di lite a carico della parte soccombente ad esempio nella misura del 70%.

Bisogna considerare che nelle spese di giudizio rientra anche l’imposta di registro. Il che significa che la parte soccombente condannata integralmente alle spese di lite, dovrà pagare anche il costo della registrazione del provvedimento giurisdizionale.

Se vi è stata compensazione integrale delle spese di giudizio, l’imposta di registro sarà, invece, a carico di ciascuna delle parti nella misura del 50%.

Nel caso, invece, di compensazione parziale, ad esempio 75% a carico della parte soccombente cosa accade? La parte vittoriosa dovrà pagare il 25% dell’imposta di registro, restando l’altro 75% a carico della parte soccombente.

RESPONSABILITA’ SOLIDALE DELLE PARTI DEL GIUDIZIO RISPETTO AL FISCO

Abbiamo visto che, in caso di condanna alle spese di giudizio, la parte soccombente deve pagare l’imposta di registro. L’obbligazione della parte soccombente, però, non toglie la responsabilità anche della parte vittoriosa verso il fisco.

Cerco di farvi capire meglio. La regola della soccombenza vale a definire i rapporti tra le parti del giudizio. La condanna alle spese processuali instaura un rapporto obbligatorio diretto tra parte soccombente e parte vittoriosa.

Questo rapporto obbligatorio, invece, non riguarda il Fisco. E, poiché, l’obbligo di pagare l’imposta di registro è verso l’Erario, ne consegue che quest’obbligo grava, solidalmente, su entrambe le parti del giudizio.

Sussiste, cioè, nei confronti dell’Erario una responsabilità solidale di entrambe le parti del giudizio per il pagamento dell’imposta di registro. E questa regola vale anche se vi è stata pronuncia di condanna alle spese processuali a carico della parte soccombente.

Il meccanismo, un po' contorto, è il seguente. Se vi è stata condanna alle spese di lite, l’Erario potrà pretendere il pagamento dell’imposta di registro da tutte le parti del giudizio.

Se la parte soccombente non paga, la parte vittoriosa resta esposta alla pretesa fiscale. Non solo, ma l’Agenzia delle Entrate chiederà il pagamento dell’imposta di registro ad entrambe le parti. E potrà, in caso di omesso versamento del tributo, agire esecutivamente anche verso la parte che ha vinto la causa.

COME PUO’ TUTELARSI LA PARTE CHE HA VINTO LA CAUSA
 

Chi ha vinto la causa e si vede notificare dall’Agenzia delle Entrate l’avviso relativo al pagamento dell’imposta di registro deve attivarsi subito.

La prima cosa da fare è sincerarsi se la parte soccombente abbia già provveduto a registrare l’atto giudiziario. A tal fine, sarà possibile inviare una raccomandata a/r con cui si intima alla parte soccombente di adempiere all’obbligazione.

Se, nonostante l’intimazione, la parte soccombente resta inadempiente, colui che ha vinto la causa dovrà provvedere a pagare l’imposta di registro.

A questo punto, sarà possibile rifarsi sulla parte soccombente che era stata condannata al pagamento delle spese processuali. La rivalsa potrà avvenire per l’importo totale del tributo o per una parte dello stesso in caso di soccombenza parziale.

Per agire in regresso verso la parte soccombente, sarà necessario promuovere un procedimento monitorio. Si tratta del procedimento che si instaura con ricorso per decreto ingiuntivo.

Una volta emesso dal giudice il decreto ingiuntivo, esso costituirà titolo esecutivo giudiziario per il quale potrà essere dato avvio all’azioni esecutiva.