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Interesse legittimo nel diritto amministrativo – Nozione e caratteristiche

interesse legittimoL’interesse legittimo costituisce la situazione giuridica soggettiva per eccellenza nel diritto amministrativo. Come anticipato nella precedente lezione, per comprendere appieno questa categoria giuridica è bene aver chiaro il concetto di diritto soggettivo perfetto e condizionato.

Se non avete letto e analizzato il contenuto della lezione sulle situazioni giuridiche soggettive nel diritto amministrativo, vi consiglio di farlo prima di procedere nello studio di questo articolo.

Comprendere e studiare il diritto significa aver chiara ogni tessera del mosaico: l’interesse legittimo è una tessera del più ampio mosaico delle situazioni giuridiche soggettive nell’ambito del diritto amministrativo.

Introduzione all’interesse legittimo

L’interesse legittimo è una situazione soggettiva di vantaggio complessa ma unitaria.

  • Interesse finale

    Questa situazione giuridica soggettiva complessa ha, in primo luogo, come oggetto di interesse finale, una utilità o un bene della vita.

    Parliamo del bene specifico e concreto che il privato mira a conservare o a conseguire attraverso l’esercizio legittimo da parte della PA del potere amministrativo.

  • Interesse diretto ed immediato

    Come detto il privato può realizzare il proprio interesse finale solo attraverso l’esercizio da parte della PA del correlativo potere amministrativo.

    In tal senso, l’interesse diretto e immediato è la legittimità dell’esercizio del potere amministrativo. Dal legittimo esercizio dello stesso dipende, infatti il conseguimento o la conservazione dell’interesse finale.

Quindi, l’interesse alla conservazione o conseguimento di quel bene o utilità richiede la tutela indissolubile ed immediata di un altro interesse.

L'interesse strumentale alla legittimità dell’atto amministrativo e soltanto nei limiti della realizzazione di tale interesse strumentale.

Questa categoria giuridica è quindi strettamente collegata all’attività amministrativa da cui dipende il suo interesse finale. Riguarda il diritto alla legittimità dell’attività amministrativa di cui è titolare il privato che, rispetto ad un dato potere della P.A., si trovi in una particolare posizione differenziata rispetto agli altri soggetti (cd. posizione legittimante).

Esempio: il candidato in un concorso pubblico non può avere il diritto soggettivo ad essere assunto o ad essere valutato in modo corretto, ma ha interesse, giuridicamente tutelato, a che le operazioni si compiano secondo legge e in modo uguale e trasparente per tutti.

ELEMENTI CARATTERISTICI DELL’INTERESSE LEGITTIMO

Gli elementi qualificanti questa situazione giuridica soggettiva sono due.

  • La differenziazione

    Affinché possa configurarsi l’interesse legittimo è necessario che il suo titolare si trovi, rispetto all’attività amministrativa. in una posizione differenziata rispetto a quella della generalità degli altri soggetti.

    La posizione differenziata deriva dal fatto che da quell’attività amministrativa dipende la realizzazione del suo interesse finale, sicché egli ha interesse immediato affinché l’azione amministrativa si volga nel rispetto della legge.

  • Qualificazione

    In base all’elemento della qualificazione è, inoltre, necessario che la norma che disciplina l’attività amministrativa volta al perseguimento dell’interesse pubblico primario abbia indirettamente preso in considerazione, e quindi protetto, anche gli eventuali interessi sostanziali individuali connessi o coincidenti con l’interesse pubblico.

DISTINZIONI NELLA CATEGORIA DELL’INTERESSE LEGITTIMO

Possiamo distinguere gli interessi legittimi in due categorie sulla base del criterio dell'esistenza di un nesso giuridicamente rilevante tra l’interesse legittimo e un sottostante interesse materiale.
  • Interessi sostanziali

    Gli interessi sostanziali riguardano le facoltà riconosciute al privato di agire nei rapporti con la pubblica amministrazione per soddisfare il proprio interesse finale.

Nel loro ambito è possibile distinguere tra le seguenti categorie di interesse legittimo.

  • Partecipativi. Si tratta di interessi che si fondano su norme che prevedono la facoltà del privato di far valere le sue ragioni nel procedimento amministrativo.
  • Oppositivi. In questo caso, è riconosciuto al privato la facoltà di chiedere e agire per ottenere l’annullamento di un provvedimento amministrativo illegittimo e lesivo di un proprio interesse materiale giuridicamente protetto.
  • Pretensivi. Questa categoria riguarda l'interesse ad ottenere un provvedimento amministrativo legittimo da cui dipende il conseguimento del propria utilità finale.
  • Interessi formali

    L’interesse legittimo si definisce formale o strumentale quando ha ad oggetto la facoltà di agire per far valere vizi di invalidità di atti o comportamenti della PA che precludono la realizzazione dell’interesse finale del privato.

Differenza diritto soggettivo – interesse legittimo

Diritti soggettivi e interesse legittimo si distinguono per diversi aspetti. Ma la differenza principale è la seguente.

  • Il diritto soggettivo è una situazione giuridica di vantaggio autonoma ed immediata. Consente, quindi, la soddisfazione dell’interesse del titolare senza necessità di intervento della pubblica amministrazione.
  • L’interesse soggettivo è invece una situazione giuridica di vantaggio non autonoma e non immediata. L’utilità finale cui tende l’interesse del privato dipende dall’intermediazione di un provvedimento amministrativo.

RIPARTO DI GIURISDIZIONE TRA GIUDICE ORDINARIO E AMMINISTRATIVO ALLA LUCE DELLA DISTINZIONE TRA DIRITTO SOGGETTIVO E INTERESSE LEGITTIMO

Il criterio di distinzione tra diritto soggettivo e interesse legittimo più diffuso è quello che si basa sul tipo di vizio dell’atto amministrativo.

I vizi dell'atto amministrativo verranno approfonditamente trattati in una futura lezione. Per il momento, mi limito, quindi, ad accennare a questo tema per darvi un idea di massima, ed utilizzerò, a tal fine, una terminologia non propriamente tecnica.

  • "Cattivo esercizio del potere"

    Questo caso ricorre quando l’atto amministrativo è stato emanato dalla PA nell’esercizio di un potere riconosciutole da una norma di legge.

    Può però accadere che la PA non abbia agito nel rispetto delle norme che disciplinano i requisiti di forma e procedimentali per l’adozione di quell’atto amministrativo.

    Può anche verificarsi il caso in cui pur formalmente legittimo, l’atto risulti illegittimo sotto il profilo sostanziale. Problema questo che riconduce al più ampio tema della discrezionalità amministrativa.

    Il privato, il cui interesse materiale finale dipende dall’atto amministrativo, è titolare dell’interesse legittimo: l’interesse alla piena legittimità dell’atto della PA.

    Se quindi, il soggetto titolare dell’interesse legittimo lamenta l’illegittimità dell’atto amministrativo lesivo della suo interesse sostanziale, dovrà agire dinanzi al giudice amministrativo, impugnando il relativo atto.

  • "Carenza assoluta di potere in capo alla PA"

    Questa ipotesi si verifica quando manca, in radice, una norma che riconosca alla PA la potestà di emanare quell’atto amministrativo.

    Il privato, pregiudicato nel suo interesse sostanziale, dall’atto così emanato, potrà, per violazione del diritto soggettivo agire dinanzi al giudice ordinario.

 
Abbiamo così, per grandi linee, definito una prima distinzione tra giurisdizione ordinaria e giurisdizione amministrativa.

  • Tutte le volte che si lamenta il cattivo uso del potere da parte dell’amministrazione, si fa valere un interesse legittimo e la giurisdizione è del G.A.
  • Mentre si ha una questione di diritto soggettivo e la giurisdizione è del G.O. quando si contesta la stessa esistenza del potere.
IL RISARCIMENTO DEL DANNO PER VIOLAZIONE DELL’INTERESSE LEGITTIMO

Chiudiamo questa lezione con una domanda: è risarcibile la lesione dell'interesse legittimo? Anche questo argomento verrà meglio approfondito nelle successive lezioni.

Ci limitiamo ora a dire che la lesione dell’interesse legittimo, al pari della lesione del diritto soggettivo, può fondare un azione di responsabilità contro la pubblica amministrazione per il risarcimento del danno ingiusto subito dal privato.

L’azione va esercitata dinanzi al giudice amministrativo impugnando l’atto amministrativo illegittimo di cui si chiede l’annullamento e chiedendo la condanna al risarcimento dei danni patrimoniali conseguenziali alla lesione dell’interesse legittimo.