Lavorare e studiare può essere molto difficile. Indipendentemente dal corso di laurea scelto, l’impegno da dedicare agli studi universitari è tanto. Così, spesso, si è portati a pensare che il binomio lavorare e studiare sia contraddittorio e controproducente.

Lavorare e studiare è un binomio produttivo?

lavorare e studiareMolti studenti escludono a propri la possibilità e utilità di lavorare e studiare. Decidono, quindi, di dedicarsi solo ed esclusivamente allo studio. Addirittura vi sono studenti che vivono gli anni dell’università dedicando gran parte del proprio tempo allo studio, comprimendo la propria vita sociale.

Nutro profonda stima verso chi mostra impegno e determinazione per raggiungere i propri obiettivi. Ma, nel contempo, dubito molto che quello sia il modo migliore per affrontare gli studi universitari.

Partiamo proprio dagli obiettivi che si prefigge chi segue un corso di laurea. Per capire se lavorare e studiare sia produttivo dobbiamo identificare i nostri obiettivi a breve, medio e lungo termine.

  • A breve termine, l’obiettivo dello studente è quello di superare un certo numero di esami in un anno.
  • Nel medio termine, direi che l’obiettivo è di conseguire la laurea entro un dato numero di anni.
  • A lungo termine, l’obiettivo diventa quello di sfruttare il titolo conseguito per fare ingresso nel mondo del lavoro.

Non dimenticatelo mai. State studiando per trovare lavoro.

Lo studio, a meno che non abbia uno scopo puramente culturale, è strumentale al lavoro. Vedete? Inizia sin da subito ad affiorare un certo legame tra lavorare e studiare.

Gli sbocchi lavorativi dipendono dal corso di laurea intrapreso. In una precedente guida sulla laurea in giurisprudenza li abbiamo esaminati partitamente. Farò ora alcuni esempi tratti dall’esperienza che conosco meglio: quello dei laureati in giurisprudenza.

Proviamo a metterci dalla parte dei possibili datori di lavoro. Siete laureati e cercate il lavoro adatto a voi, remunerativo ed idoneo ad esaltare le vostre conoscenze.

Ricordate, però, che in qualunque contesto lavorativo le conoscenze disgiunte da una certa esperienza possono avere scarso valore.

IL VOSTRO OBIETTIVO A LUNGO TERMINE E’ QUELLO DI INTRAPRENDERE LA PROFESSIONE FORENSE?

La stragrande maggioranza dei laureati in giurisprudenza opta per questo sbocco professionale. Perché sarebbe importante lavorare e studiare se l’obiettivo a lungo termine fosse questo?

Se non avete genitori o zii avvocati, dubito che possiate immaginare cosa si cela dietro il lavoro di un avvocato.

Prendiamo come esempio la figura classica dell’avvocato che lavora autonomamente, magari collaborando con altri colleghi. Voi penserete che il lavoro consista nello svolgimento delle attività difensive nelle aule di tribunale e nella scrittura degli atti difensivi. C’è anche questo, ma molto altro ancora.

L’avvocato, oggi, è una figura atipica a metà strada tra l’imprenditore ed il commerciante.

Deve saper fidelizzare la propria clientela. Deve essere in grado di attirare clienti con strumenti di marketing. Deve avere una rete di relazioni sociali molto fitta. Altrimenti, per quanto sarà bravo e professionale, non riuscirà ad arrivare a fine mese.

Lavorare e studiare durante gli anni dell’università è un ottimo modo per acquisire subito alcune di queste attitudini.

Anche lavorare come barman o cameriere può risultare utile da questo punto di vista. I lavori che vi mettono a contatto con il pubblico, che richiedono ottime doti relazionali, torneranno utilissime per chi intende intraprendere questa professione.

Non volete proprio saperne di lavorare e studiare? Ok, seguite almeno questo suggerimento residuale. Non chiudetevi in casa facendovi prendere dall’ansia di finire tutti gli esami in tempo. Non vi servirà a nulla. La vita sociale è fondamentale per creare la vostra rete di relazioni che, probabilmente, quando sarete avvocati vi porterà lavoro e guadagno.

IL VOSTRO OBIETTIVO E’ QUELLO DI LAVORARE ALLE DIPENDENZE DI AZIENDE PRIVATE?

Non vi è dubbio. Le aziende, spesso, ricercano giovani laureati da formare. Direte “a cosa mi serve dunque lavorare e studiare durante gli anni dell’università”?

Le grandi aziende state certi che ricercheranno risorse da formare al loro interno. Ma al contempo, richiederanno ottime doti relazionali e capacità di lavoro in squadra. Se siete persone che posseggono, per propria natura, queste doti, ben per voi. Siete a cavallo.

Se però non rientrate in questa categoria di persone, allora avete un problema. Sarà facile che troverete un altro candidato che o per propria natura, o per esperienze acquisite durante gli studi, abbia maturato una maggiore attitudine in tal senso.

Lavorare e studiare è fondamentale per entrare nel mondo del lavoro. L’azienda vi formerà per le competenze specifiche che vi saranno richieste. Ma certe attitudini non potete inventarle dall’oggi al domani. Dovete acquisirle sfruttando gli anni dell’università.

LA DIFFICOLTA’ DI CONIUGARE LAVORO E STUDIO A LIVELLO UNIVERSITARIO

Indubbiamente, lavorare e studiare non è semplice. Ma non è impossibile. Il vostro universo non si limita al mondo dell’università. Sarebbe una prospettiva povera e limitante.

Io suggerisco non solo di lavorare e studiare, ma anche di viaggiare, imparare e sperimentare altre lingue, confrontarsi con costumi diversi.

Tutto vi aiuterà ad essere dinamici, attivi e pronti a fare ingresso nel mondo del lavoro.

Organizzate al meglio il vostro tempo. Pianificate tutto, inclusi i tempi da dedicare alle relazioni sociali. Un ottima organizzazione non elimina la difficoltà di studiare e lavorare e uscire con gli amici e, ancora viaggiare. Ma aiuta a ridurre queste difficoltà.

Dotatevi di ottimi strumenti di studio. Diventate meticolosi sul metodo di studio che adottate per sfruttare al meglio le ore dedicate allo studio.

Non ho la bacchetta magica. Non vi parlo delle mnemotecniche che, pure, ho adottato durante i miei corsi di studio. Vi posso solo dire che il mondo del lavoro oggi ha stretto le porte di ingesso. Fate in modo di non entrarvi da novelli assoluti.