carte di credito revolvingCon le carte di credito revolving siamo giunti a parlare di uno dei prodotti finanziari di più largo uso tra le famiglia italiane. Delle carte di credito revolving ne abbiamo già parlato, brevemente, nella precedente Guida sui “Prestiti ai cattivi pagatori”. Come ho anticipato in quella guida, mettendo in guardia dall’uso delle carte revolving, il problema non sono gli enti di credito.

L’orco cattivo da cui guardarsi non sono certo le banche e le società finanziarie, ma siamo noi consumatori, spesso irresponsabili e poco informati. La carta revolving è, senza dubbio, uno strumento creditizio insidioso per il consumatore. Ragion per cui penso sia utile che impariate a conoscerla a fondo

Come funzionano le carte di credito revolving

 

Parliamo di una tipologia di strumento di pagamento particolare che rientra nella categoria delle c.d. carte a credito. Cosa significa carte a credito?
Significa che le carte di credito revolving fanno parte di un pacchetto più ampio che ha come nucleo centrale l’apertura di una linea di credito rotativo in favore del cliente. L’importo finanziato dall’ente creditizio viene erogato, al momento della stipulazione del contratto, insieme alla carta per utilizzare la somma finanziata.

Credito rotativo vuol dire che l’importo di spesa concesso al cliente si autoalimento in forza delle rate mensili da quest’ultimo pagate. Ogni mese, in base agli accordi contrattuali, il cliente paga una rata fissa mensile che copre interessi e va a ripristinare il credito iniziale.

Cerchiamo di capire meglio il funzionamento di queste carte di credito revolving. L’ente creditizio vi mette a disposizione un determinata somma di danaro che potrete utilizzare con la carta revolving.

Dal canto suo, il cliente restituisce le somme finanziate e utilizzate in forma rateale. Le rate sono mensili e normalmente abbastanza basse. La rata mensile comprende da un lato una quota imputabile ad interessi e dall’altro una quota capitale che serve a ripristinare il credito disponibile.

DIFFERENZA CON LA CARTA A SALDO E RISCHI DELLA REVOLVING

La tradizionale carta di credito ha in comune con la carta revolving il fatto che viene concesso un finanziamento al cliente. Nell’uno e nell’altro caso, il titolare della carta può effettuare acquisti anche se non ha fondi sufficienti sul proprio conto corrente.

La differenza principale risiede invece nelle modalità di restituzione del credito utilizzato. Nella carta di credito tradizionale il rimborso posticipato al mese successivo ha ad oggetto l’intero importo utilizzato dal cliente.

Invece, con le carte di credito revolving il rimborso del credito è rateizzato a cadenza mensile con rate fisse e costanti. Il titolare della carta revolving non dovrà il mese successivo rimborsare l’importo totale del credito utilizzato, ma solo l’importo corrispondente alla rata mensile. Questo potrebbe far apparire più convenienti le carte di credito revolving.

Ma, bisogna però tener conto, che in forza del pagamento delle rate mensili, il credito si ripristina. Pertanto, se non si esce dal tetto di spesa pattuito con l’ente creditizio, il credito che avete a disposizione si autoalimenta continuamente. E, poiché il credito di mese in mese viene utilizzato, anche le rate mensili si alimentano, dando vita ad un finanziamento senza termine di durata.

Capite quanto è insidioso questo meccanismo e quanto è importante conoscerlo bene? Avete un finanziamento che non ha un termine finale di durata. Direte “meno male, ne avevo proprio bisogno”. Posso essere d’accordo, ma attenzione! Questo significa che anche il vostro debito verso l’ente creditizio non si esaurirà mai. Fin quando si continuano ad usare le carte di credito revolving, pagando le rate mensili, il credito si ripristina continuamente ed il vostro debito non avrà mai fine.

GLI UTILIZZI ED I SUOI COSTI

Le carte di credito revolving possono essere utilizzate per effettuare acquisti sia online sia presso i negozi. Moltissime carte revolving prevedono anche la possibilità di eseguire prelievi presso sportelli ATM.

Bisogna capire che le carte di credito revolving sono nate, in origine, per sostenere il credito al consumo di beni durevoli. Con il trascorrere del tempo, complice anche la crisi economica, le carte revolving sono sempre più utilizzate per l’acquisto di beni di primaria necessità.

Direte “Cosa c’è di male se vado al supermercato a fare la spesa e pago con la mia carta revolving?”. In linea di principio, nulla, se non fosse che le carte di credito revolving sono le più costose nel loro genere.

Questa tipologia di credito rotativo prevede, sulle summe utilizzate nei limiti del tetto di spesa, tassi di interesse che sono prossimi al tasso soglia, ovvero quello sopra il quale si cade nell’usura. Voi capite bene che più alti sono i tassi di interesse, più alto sarà il costo dei beni che acquistate.

Immaginate che vi trovate al supermercato. Acquistate le vivande necessarie al costo di 100,00 e pagate con la vostra carta revolving. Rifletteteci, quei generi di prima necessità che al supermercato costano 100,00 euro, in realtà, a voi costano molto di più. Questo a causa degli interessi così elevati che pagherete sulla somma utilizzata al supermercato.

Capite che questo incide anche sulla durata del finanziamento?

Avete una rata costante nel suo ammontare, comprensiva di quota interessi e quota capitale. Siccome la rata è costante, gli interessi sul credito utilizzato con la revolving ogni mese dovranno essere spalmati su più rate.

Tenete, inoltre, presente che i costi delle carte di credito revolving non sono costituiti solo dagli interessi sul credito utilizzato. Commissioni varie e polizze assicurative possono far lievitare ulteriormente i costi. Se poi considerate eventuali ritardi nel pagamento della rata mensile, i tassi di mora possono mettervi in condizione di grande difficoltà.

POSSONO ESSERE UTILI SE USATE RESPONSABILMENTE

Lo ribadisco. Gli enti creditizi, banche e società finanziarie, non sono i nostri demoni. Noi abbiamo bisogno di loro e loro hanno, fortemente, bisogno di noi.
I demoni risiedono nella disinformazione, nell’incapacità di gestire il proprio budget di spesa mensile, nel non rendersi conto del momento in cui si sta prendendo una via di indebitamento senza uscita.

Rate costanti e fisse, al netto dello svantaggio di costi elevatissime, possono essere accettate se vi è la necessità di effettuare alcuni acquisti per un periodo limitato di tempo. La condizione essenziale è di non farsi prendere la mano.

I soldi che le carte di credito revolving vi mettono a disposizione non sono reali risorse ma fonti di indebitamento. A volte può essere necessario ricorrere all’indebitamento, ma è necessario saper valutare il momento in cui fermarsi.

Il periodo d’uso delle carte di credito revolving deve essere molto limitato. Soddisfatte le proprie esigenze, prendete la carta e tagliatela, rendetela inservibile. Se non usate il credito, non si applicano interessi. Chiedete all’ente creditizio un estratto conto e verificate la durata delle vostre rate mensili. Finite di pagare le rate che vi mancano, ed eviterete così problemi irrisolvibili di sovra indebitamento.