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Le circostanze del reato: introduzione e prime distinzioni

circostanze del reatoLe circostanze del reato sono elementi accidentali o accessori del reato che determinano una maggiore o minore gravità influendo sulla determinazione della pena. La loro funzione è di adeguare la sanzione del reato al reale disvalore del fatto, vincolando il potere del giudice nella determinazione della pena da irrogare in concreto.

Si parla anche di reato circostanziato per indicare che il reato oltre ad essere integrato in tutti i suoi elementi costitutivi è “arricchito” da ulteriori elementi. Essi possono riguardare particolari modalità di esecuzione del fatto criminoso, ovvero elementi di tempo o luogo o ancora qualità soggettive dell’autore del fatto.

Anche per le circostanze del reato, vige, in realtà, il principio di legalità. Esse devono essere previste dalla legge e possono comportare un aumento o diminuzione della pena. In tal senso si distingue tra circostanze aggravanti e attenuanti.

Circostanze del reato definite e indefinite – oggettive e soggettive

Le circostanze del reato possono distinguersi sotto diversi aspetti. Vediamo quindi come possiamo classificarle.

Circostanze del reato definite o indefinite

Quando la legge definisce chiaramente qual è la situazione di fatto che integra la circostanza, essa si definisce definita. Parliamo quindi di fatti circostanziali tipizzati in ogni loro elemento.

In altri casi, il fatto circostanziale non è descritto compiutamente ma si avvale di formule elastiche. Questo avviene in tutti i casi in cui la legge si limita a stabilire che la pena sia aumentata, «nei casi più gravi» o, al contrario, diminuita nei casi «di lieve entità».

Oggettive e soggettive

Sono circostanze oggettive quelle che riguardano i seguenti elementi del fatto tipico.

  • La natura, la specie, i mezzi, l’oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell’azione.
  • La gravità del danno o del pericolo.
  • Le condizioni o le qualità personali dell’offeso.

Al contrario si definiscono soggettive le circostanze che si incentrano su questi ulteriori elementi.

  • L’intensità del dolo o il grado della colpa.
  • Le condizioni e le qualità personali del colpevole.
  • I rapporti fra il colpevole e l’offeso.
  • La persona del colpevole (es. recidiva).

AGGRAVANTI E ATTENUANTI AD EFFICACIA PROPORZIONALE CON EFFETTO COMUNE O SPECIALE

La principale distinzione riguarda proprio la possibilità che le circostanze del reato comportino un aumento o una diminuzione della pena. La legge può prevedere l’aumento o la diminuzione della pena sulla base di diversi criteri.

Parliamo di circostanze ad efficacia proporzionale quando è previsto l’aumento o la diminuzione in misura proporzionale rispetto alla pena prevista per il reato.

Esempio

Tizio picchia Caio ferendolo con l’utilizzo di un coltello. Tizio integra il reato di lesioni personali ma l’utilizzo del coltello comporta la circostanza aggravante prevista dall’art. 585 cp, ai sensi del quale la pena è aumentata fino ad un terzo se il fatto è commesso con l’uso di un arma.

Da questo punto di vista possiamo ulteriormente distinguere le circostanze del reato tra circostanze ad effetto comune e a effetto speciale.

  • Quelle ad effetto comune comportano un aumento o una diminuzione della pena fino ad un terzo di quella prevista dal reato base.
  • Se invece la legge prevede l’aumento o la diminuzione in misura superiore ad un terzo si parla di circostanze del reato ad effetto speciale

Va ricordato, al riguardo quanto stabiliscono, per queste circostanze del reato gli artt. 64 e 65, n. 3 c.p.. In altri termini la regola è la seguente. In assenza di altre indicazioni sulla misura dell’aumento o della diminuzione, la pena si intende aumentata o diminuita fino a un terzo.

DISTINZIONE TRA CIRCOSTANZE AUTONOME E INDIPENDENTI

In altri casi, le circostanze del reato determinano l’applicazione di una pena di specie diversa da quella prevista dalla legge per quel determinato reato. Si parla in tal caso di circostanze autonome.

Esempio

Tizio, per una banale lite tra automobilisti, spara a Caio uccidendolo. Tizio integra il reato di omicidio doloso punito con la pena base della reclusione non inferiore ad anni ventuno. Ma il motivo che lo ha indotto a sparare è sicuramente futile. Trova applicazione l’aggravante di cui all’art. 61 cp in forza del quale, se l’omicidio è commesso per motivi abietti e futili, la pena diventa quella dell’ergastolo.

Infine, si definiscono circostanze del reato indipendenti quelle che determinano un aumento o diminuzione della pena in misura diversa, ma non proporzionale.

Esempio

Tizio litiga con Caio e gli sferra un pugno sul volto in conseguenza del quale Caio perde la vista da un occhio. Il reato commesso da Tizio è quello di lesioni, per il quale l’art. 582 prevede la pena della reclusione da sei mesi a tre anni.  Ma poiché Caio ha perso la funzionalità di un organo si si applica la circostanza aggravante prevista dall’art. 582 co ai sensi del quale la pena sarà sempre della reclusione da 6 a 12 anni (lesioni gravissime).

Nella prossima lezione, continueremo a trattare le circostanze del reato. Centreremo l'attenzione su altre importanti classificazioni e sulla disciplina specifica che le accompagna.