lista dei cani pericolosiIn questa Guida parliamo della lista dei cani pericolosi che era stata introdotta, con ordinanza ministeriale, nel 2007. Un argomento a cuore per le tante persone che amano i cani.

Chi ha sperimentato il rapporto profondo e indissolubile che lega l’uomo all’amico a 4 zampe, sa bene che il pericolo numero uno non è il cane. Non ho mai creduto alle liste di cani pericolosi per natura. Al contrario ho sempre pensato che il cane rispecchia le abitudini del proprio amico umano.

Certo esistono cani potenti e molto reattivi. Allo stesso modo, però, esistono uomini forti, reattivi, impulsivi in grado di aggredire altri uomini con grande potenza. Eppure, nessuno si sogna di elaborare una lista delle persone pericolose per natura.

Riflessioni sull’ordinanza ministeriale del 2007 che introdusse la lista dei cani pericolosi

Si sa, l’uomo considera l’animale come un essere vivente asservito ai propri scopi. L’essere umano si sente superiore all’animale.

Ma che differenza c’è tra un cane che aggredisce un uomo e un uomo che aggredisce un altro uomo? L’aggressività è insita, in misura più o meno intensa, in ciascun essere vivente. Spesso ha ragioni profonde e ancor spesso è legata all’istinto di difesa.

L’ordinanza emanata nel 2007 dal Ministero della Salute rappresenta l’esemplificazione massima di questo senso di superiorità dell’uomo verso la natura che lo circonda.

La citata ordinanza ministeriale che introdusse l’elenco dei cani pericolosi fu emanata in un periodo di allarme generato da casi di aggressioni di cani verso l’uomo. Le televisioni ed i giornali davano ampio risalto a questi episodi, spesso scaturiti in eventi mortali.

L’ordinanza mistificava la realtà

Il problema è che prendendo spunto da quegli episodi che vedevano come protagonisti alcune razze canine, si pensò di elaborare la famigerata lista dei cani pericolosi. Una vera e propria mistificazione della realtà.

Esistono statiche che dimostrano come alcune razze di cani, di taglia medio piccola, sono, tendenzialmente, più mordaci di altre. Più o meno quello con accade con l'allarme che generano gli incidenti aerei.

Pensate allo schianto di un aeroplano. Genera grande allarme e preoccupazione. Ma è noto che, statisticamente, gli incidenti aerei rappresentano la minima parte rispetto agli incidenti, mortali, tra autovetture o motocicli.

Potreste obiettare che un cane di grande taglia e potente se morde può uccidere la vittima. Ma questo vale anche per un energumeno alto e grosso che aggredisce un altro uomo. Un cazzotto ben sferrato con giusta potenza può causare la morte di una persona.

Dovremmo per ciò stesso considerare tutti gli energumeni grandi, forti e reattivi come persone pericolose? Allo stesso tempo, appare difficile giustificare la lista di cani pericolosi perché grandi, forti e reattivi.

QUALI CANI ERANO CONSIDERATI PERICOLOSI?

lista dei cani pericolosiLa famigerata ordinanza ministeriale del 2007 conteneva una nutrita elencazione di cani pericolosi. Vediamo quindi quali erano.

  • American Bulldog.
  • Cane da pastore:
    • di Charplanina.
    • dell’Anatolia.
    • dell'Asia centrale.
    • del Caucaso.
  • Cane da serra da Estreilla.
  • Dogo argentino.
  • Fila brazileiro.
  • Perro da:
    • canapo majoero.
    •  presa canario.
    •  presa mallorquin.
  • Pit bull:
    • mastiff.
    •  terrier.
  • Rafeiro do alentejo.
  • Rottweiler.
  • Tosa inu.

La maggior parte di questi cani hanno grandi dimensioni e potenza fisica. Nascono come cani che difendono il territorio o come cani propriamente da difesa. Alcuni sono stati sfruttati dall’uomo nei combattimenti tra cani o tra cani ed altri animali.

E’ chiaro che si tratta di cani che non sono propriamente adatti a chi ha poca esperienza. Vanno addestrati con cura, fatti socializzare. Non per questo sono pericolosi per natura.

La lista dei cani pericolosi si fondava su un equivoco di fondo. Infatti, non è tanto predisposizione del cane a rappresentare un pericolo, ma l’inesperienza o la cattiveria del “padrone”.

L’unico aspetto degno di nota della ordinanza che ha introdotto la lista dei cani pericolosi era il seguente. Chi possedeva una delle suddette razze canine avrebbe dovuto seguire un corso per ottenere un patentino di idoneità.

COSA STABILIVA L’ORDINANZA SUL CORSO DI FORMAZIONE

Invero, ritengo che questo sia l’unico elemento da apprezzare di quell’ordinanza. Anzi, a mio modesto avviso, andrebbe introdotto quest’obbligo per qualunque razza di cane.  E ciò non per la pericolosità del cane, ma per imporre a tutti l’acquisizione di regole cautelari di condotta nel rapporto con l’amico a quattro zampe.

Si pensi ai rischi per la viabilità stradale quando il cane viene condotto per strada senza guinzaglio. Non scherzo. I rischi toccano il cane che può essere investito, ma anche gli automobilisti che possono perdere il controllo della vettura.

Come detto, però, quell’ordinanza prevedeva il corso di formazione solo i possessori di amici a quattro zampe rientranti nella lista dei cani pericolosi. Il corso doveva avere durata non superiore a dieci ore. Di solito, questo monte ore veniva suddiviso in due giornate, concluse le quali si doveva sostenere una sorta di esame per avere il patentino.

Ma di cosa si sarebbe dovuto parlare in quei corsi? Gli argomenti erano diversi. Vi era, da un lato, la parte informativa legale sui tipi di responsabilità del proprietario verso il cane e verso altre persone. In essa rientravano anche le informazioni volte all’educazione e al rispetto dell’ambiente urbano.

D’altro lato, vi era una parte legata ad informazioni, semplificate, di etologia. Informazioni, quindi, inerenti lo sviluppo del cane, il rapporto comunicativo uomo cane, i segnali di allarme per eventuali comportamenti aggressivi.

L’ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA

Nella menzionata ordinanza ministeriale sulla lista dei cani pericolosi era prevista anche l’obbligo di assicurazione. Insomma, chi possedeva uno di quei cani doveva stipulare una polizza assicurativa a copertura di danni causati a terzi dal cane.

Le compagnia assicuratrici avranno sicuramente apprezzato questo intervento legislativo. Normalmente, le polizze non hanno costi molto elevati ma vengono estese anche ad altri eventi, come le spese veterinarie e la tutela legale.

La scelta del legislatore, in questo caso, appare apprezzabile. Ma non si comprende bene per quale motivo, almeno per i rischi verso terzi, non si sia deciso di estendere l’obbligo a tutte le razze canine.

LA SITUAZIONE ALLO STATO DELLA LEGISLAZIONE VIGENTE
 

L’obbrobrio legislativo risiedeva tutto nella distinzione tra razze e nel far discendere dalla razza un intrinseca pericolosità del cane.

Le associazioni animaliste si mobilitarono per manifestare la propria contrarietà a quel provvedimento che appariva palesemente privo di fondamento scientifico.

Gli studiosi dell’etologia canina hanno fornito il loro apporto alle associazioni animaliste mostrando l’assoluta assenza di giustificazione scientifica dell’ordinanza.

Il legislatore nel 2009 ha cancellato la lista dei cani pericolosi. Ha, quindi, abrogato l’ordinanza ministeriale del 2007 con una successiva ordinanza che ha fissato le norme di condotta che i proprietari di cani, senza distinzione di razza, debbono osservare.

L’obbligo di seguire il corso di formazione è stato invece parzialmente abolito. Sussiste ogni qual volta si verificano casi che dimostrano un inadeguata socializzazione e una spiccata aggressività del cane.