PRESCRIZIONE DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO

dicembre 13, 2016

prescrizione dell'assegno di mantenimentoLa prescrizione dell’assegno di mantenimento costituisce un aspetto importante della separazione e del divorzio.
Questa è una delle domande più volte avanzate dai lettori del blog. Spesso si confonde il diritto al mantenimento con l’assegno di mantenimento.

La distinzione è molto importante.
Il diritto al mantenimento quale disposto in separazione o divorzio non si prescrive.
Di converso, l’assegno di mantenimento, ovvero il rateo mensile, è soggetto alla prescrizione.


IL TERMINE DI PRESCRIZIONE DELL’ASSEGNO

DI MANTENIMENTO

Attivarsi tempestivamente per recuperare i ratei non pagati dal coniuge obbligato è importante per non incorrere nella prescrizione dell’assegno di mantenimento.

Come anticipato, la prescrizione non riguarda il diritto a chiedere gli arretrati non versati. Ma la prescrizione riguarda i singoli ratei: si potranno quindi richiedere gli arretrati maturati entro e non oltre cinque anni dall’ultima scadenza.

Il termine di prescrizione dell’assegno di mantenimento è quindi di cinque anni.

Il coniuge che vanta un credito a titolo di mantenimento per sé o per i figli verso l’altro coniuge ha quindi cinque anni per chiedere gli arretrati.


DECORSO DEL TERMINE DI PRESCRIZIONE

DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO

Il termine di prescrizione dell’assegno di mantenimento decorre dalle singole scadenze delle prestazioni dovute.
Quindi se oggi scade il termine per pagare il mantenimento del mese di dicembre, l’importo di questo rateo si prescrive in cinque anni da oggi.

La Cassazione ha precisato che ai fini della decorrenza del termine di prescrizione dell’assegno di mantenimento non rileva la sentenza di separazione o divorzio. Quindi, in tema di assegno mensile di mantenimento, il termine di prescrizione dell’assegno di mantenimento non è unico. Ci saranno tanti termini per quante sono le mensilità maturate.


INTERROMPERE IL DECORSO DEL TERMINE DI

PRESCRIZIONE DELL’ASSEGNO

DI MANTENIMENTO

Maturato un credito di diversi ratei, è bene inviare al coniuge inadempiente una missiva con a/r di costituzione in mora. 

Dalla data di ricezione della raccomandata, il termine di cinque anni comincia nuovamente a decorrere. Si verifica quindi, in tal modo, un effetto interruttivo della prescrizione dell’assegno di mantenimento relativo ai ratei per cui si agisce con la costituzione in mora.

4 Comments so far:

  1. Stefany ha detto:

    salve,
    io e il mio compagno ci siamo separati e abbiamo due bambini piccoli,
    io ho i bimbi la maggior parte del tempo, da lunedì a venerdì (a volte anche di sabato), perchè lui lavora anche il sabato (mezza giornata)
    le spese mensili che ci sono a casa sono:
    casa €700
    elettricità €110
    spesa €200/250
    nido € 110
    mensa €155
    pannolini, medicine e cose varie €90 (circa)
    babysitter €300

    è giusto che il padre voglia dare solo €500?

    • Gentile Signora
      le spese dei figli vanno suddivise in parti uguali in base la reddito mensile percepito da entrambi i genitori. Quando i genitori si separano alcune spese certamente aumentano (in primo luogo si assiste alla duplicazione delle bollette). E’ necessario pertanto rivedere alcune spese e trovare un accordo in serenità.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

  2. Vittorio ha detto:

    Gentile avvocato,
    Mi trovo in una situazione familiare un po ambigua, nel senso che i miei genitori sono in procinto di separarsi, la colpa principale è da attribuire a mio padre per un presunto tradimento, dico presunto perché non ci sono prove del fatto, ora vivono separati. In casa attualmente ci sono io (che ho 25 anni) che ho un reddito pari a circa 20000 euro all’anno, mia madre casalinga che percepisce una pensione di invalidità di 290€ mensili e mia sorella di 18 anni, studentessa. Premesso questo vorrei sapere se in caso di separazione il mio reddito (quindi la mia presenza nello stato di famiglia) influisce su eventuale assegno di mantenimento per mia madre e mia sorella da parte di mio padre.
    Siccome io sono in procinto di andare via di casa per motivi personali vorrei sapere se è il caso di accelerare la cosa o se comunque posso prendere i miei tempi con calma dato che non influisco in alcun modo sulla situazione familiare e legale dei miei genitori.

    • Invero, non è lei a dover provvedere al mantenimento di sua madre, ma suo padre. Inoltre 2.000 euro l’anno sono una somma talmente esigua che potrebbe incidere solo sul mantenimento che la riguarda direttamente. Quindi, direi di no. Suo padre sarà tenuto al mantenimento verso sua madre e almeno verso sua sorella e l’entità del mantenimento dipende in gran parte dal reddito che percepisce suo padre.
      Cordialmente
      Avv. Francesco Meatta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *