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Principio di offensività nel diritto penale: significato e fondamento giuridico

Il principio di offensività rientra tra i principi cardine del diritto penale, dei quali abbiamo parlato in una precedente lezione. Cerchiamo, quindi, di capire il significato profondo di questo fondamentale principio.

Principio di offensività: definizione

In base al principio di offensività, la mera estrinsecazione della volontà criminosa in un comportamento esterno non è sufficiente a ritenere sussistente un reato.

E', altresì, necessario, che il fatto oggettivo sia anche OFFENSIVO, cioè che abbia determinato la lesione o la messa in pericolo del bene o interesse tutelato dalla norma incriminatrice.

Questa regola dell'offensività ha due diretti destinatari. In particolare, infatti, l'offensività si può configurare come offensività in astratto e in concreto.

OFFENSIVITA’ IN ASTRATTO

In termini astratti, il principio di offensività si pone come  un limite per il legislatore legislatore, nella configurazione di fattispecie astratte di reato. Esse devono, infatti, trovare la loro legittimazione in beni o interessi ritenuti meritevoli di tutela penale.

OFFENSIVITA’ IN CONCRETO

In concreto, l'offensività si configura come criterio guida per il Giudice il quale, a norma dell’ art.49 c.p., non può punire chi abbia posto in essere un fatto non offensivo del bene o interesse tutelato dalla norma incriminatrice.

PRINCIPIO DI OFFENSIVITA’: FONDAMENTO COSTITUZIONALE

Il fondamento costituzionale è desumibile dai seguenti referenti normativi.

  • Art. 13

    Questa norma della Costituzione è posta a tutela la libertà personale.  Stabilisce, infatti, che l’irrogazione di una sanzione penale (spesso limitativa di quel bene) può essere emessa solo come reazione ad una condotta che offenda un bene di pari rango.

  • Art 25 comma 2

    In questo caso, la Costituzione subordina la sanzione penale alla commissione di un fatto materiale. Di conseguenza, è necessario che il legislatore punisca condotte materiali ed offensive e non la mera disobbedienza.

  • Combinato disposto Artt. 25 e 27

    In queste due norme abbiamo la fondamentale distinzione tra pena e misure di sicurezza con funzione esclusivamente preventiva. Ne deriva che sanzionare con una pena una condotta non offensiva, seppur indice di futuri reati, significherebbe assegnare alla pena il ruolo proprio della misura di sicurezza.

  • Art. 27 comma 2

    Da questa norma si ricava che, presupposto per la rieducazione del condannato è la percezione dell’antigiuridicità del proprio comportamento.

    Ne deriva che la condanna per mere violazioni di doveri non offensiva di alcun bene frustrerebbe la funzione rieducativa della pena.

FONDAMENTO DEL PRINCIPIO DI OFFENSIVITA’ NEL CODICE PENALE

Nel codice penale, il principio di offensività trova fondamento nell’art. 43 c.p. e nell’art. 49 c.p. che, letti congiuntamente, statuiscono che l’esistenza del reato dipende dal verificarsi di un evento dannoso o pericoloso, in quanto ove tale evento dannoso o pericoloso risulti impossibile non può essere inflitta alcuna pena.

Ne deriva che è possibile porre in essere una condotta che integra gli estremi di una figura di reato ma non offensiva e quindi non punibile.

DISTINZIONE REATO IMPOSSIBILE E TENTATIVO: INTRODUZIONE E RIFERIMENTI DELLA PROSSIMA LEZIONE

Le considerazioni svolte sul principio di offensività portano a questa importante distinzione che costituirà oggetto della prossima lezione incentrata sul reato impossibile.

  • REATO IMPOSSIBILE

    Il reato impossibile è strettamente legato al principio di offensività. Si tratta di quella categoria giuridica che fa riferimento ad una condotta che integra gli estremi di una figura di reato ma che non è idonea ad offendere o mettere in pericolo il bene tutelato dalla norma incriminatrice.

  • REATO TENTATO O TENTATIVO

    Il tentativo (art 56 cp.) consiste nel compimento di atti diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, senza che sia integrata la condotta tipica ovvero l’evento tipico.

    Riguardo al tentativo, dire che non si verifica la condotta o l’evento tipico, significa dire che gli atti non sono giunti al punto di integrare una specifica figura di reato.

Per comprendere la differenza tra reato impossibile e tentativo, ricorriamo ad un esempio che dovrebbe farvi capire come in questo discorso giochi un ruolo centrale proprio il principio di offensività.

ESEMPIO DI REATO IMPOSSIBILE

principio di offensività Tizio per avvelenare Caio mette nel suo drink una sostanza non velenosa. Caio non muore e non subisce alcuna lesione all’organismo.

La condotta di mettere una sostanza velenosa in un drink è in astratto tipica del reato di omicidio, ma l’evento è impossibile per inidoneità dell’azione.

ESEMPIO DI TENTATIVO

Tizio per uccidere Caio matte nel suo drink una sostanza velenosa ma per errore in quantità non sufficiente a causarne la morte. Caio subisce gravissime lesioni e non muore.

La condotta di Tizio benché diretta a cagionare la morte di Caio, non ha raggiunto quel risultato concreto. Il bene della vita è rimasto impregiudicato, e Tizio risponderà di omicidio tentato.