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Reato circostanziato: altre classificazioni e disciplina

reato circostanziatoIl reato circostanziato è un istituto del diritto penale che abbiamo già iniziato a studiare. Nella precedente lezione, infatti, ci siamo occupati della definizione delle circostanze del reato, della loro funzione e delle prime classificazioni.

In questa lezione, approfondiremo ulteriormente l’argomento e cercheremo di comprendere le altre fondamentali classificazioni in tema di circostanze del reato e la relativa disciplina. Le classificazioni, come avrete modo di vedere, sono importanti perché ci aiutano a comprendere la disciplina del reato circostanziato.

Reato circostanziato arricchito da circostanze comuni o speciali

Un'altra importante distinzione è quella tra circostanze del reato comuni e speciali, a seconda che siano applicabili in generale o solo a dati reati.

L’art. 61 cp e l’art 62 cp stabiliscono rispettivamente per le aggravanti o le attenuanti comuni la seguente regola. Esse, cioè, aggravano o attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali.

Cosa sono, dunque le circostanze speciali? Sono quelle previste dalla legge con riferimento a singoli specifici reati o a determinati gruppi di reati.

Esempio
Prendiamo l’art. 311 cp. Esso prevede una circostanza attenuante specifica per tutti i reati previsti dal Titolo I del Libro secondo del codice penale relativo ai delitti contro la personalità dello Stato. “Le pene comminate per i delitti preveduti da questo titolo sono diminuite quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità”.

ALTRE DISTINZIONI: CIRCOSTANZE INTRINSECHE ED ESTRINSECHE – ANTECEDENTI, CONCOMITANTI E SUSSEGUENTI – FACOLTATIVE ED OBBLIGATORIE

Le classificazioni in tema di reato circostanziato sono veramente molte. Possiamo distinguere tra circostanze intrinseche ed estrinseche. Le prime riguardano la condotta del reo ovvero altri elementi del fatto tipico. Le seconde, invece, rimangono estranee alla condotta o al fatto tipico.

Interessante è anche la distinzione tra circostanze del reato antecedenti, concomitanti e successive, a seconda che precedono, accompagnano o seguono la condotta tipica.

Esempio per circostanza antecedente

Tizio, esperto pilota, guida ad alta velocità nel centro abitato investendo così un passante che riporta lesioni non gravi. L’evento lesivo era da lui concretamente prevedibile.

Quindi si applica l’aggravante della colpa cosciente di cui all’art. 61 cp n3. Abbiamo quindi un reato circostanziato arricchito da un aggravante antecedente alla condotta materiale. 

Esempio per circostanza concomitante

Tizio uccide Caio con 30 coltellate. In questo caso, l’omicidio doloso sarà aggravato dalla circostanza di aver agito con crudeltà. Si tratta di circostanza che accompagna la condotta omicidiaria.

Esempio per circostanza susseguente.

Tizio ruba in un negozio alcuni beni di valore. Incriminato per furto, Tizio prima del giudizio restituisce i beni e risarcisce il danno subito dal titolare dell’attività commerciale. In tal caso, Tizio beneficerà dell’attenuante di cui all’art. 61 n.6 per aver riparato interamente il danno prima dell'instaurazione del giudizio. Abbiamo, quindi, un reato circostanziato arricchito da un attenuante susseguente

In fine, dobbiamo considerare la distinzione tra circostanze obbligatorie e facoltative. 

Se, accertata la sussistenza del reato circostanziato, la legge impone al giudice di applicare l'aumento o la diminuzione, parleremo di circostanze obbligatorie.

In altri casi, invece, il Giudice ha facoltà di applicare le circostanze. Non sussiste l'automatismo sopra visto, e parleremo quindi di circostanze facoltative. Un esempio è rappresentato dalle circostanze generiche.

I CRITERI DI IMPUTAZIONE DELLE CIRCOSTANZE

Regola per le circostanze attenuanti – art 59 1^ co cp

Il criterio di imputazione è su base oggettiva. Le circostanze attenuanti sono, infatti, valutate oggettivamente anche se l’autore del reato non le conosceva o per errore le riteneva inesistenti. Quindi, quando il reato circostanziato è arricchito da attenuanti, non si richiede un legame soggettivo tra circostanza e autore del fatto criminoso.

Regola per le circostanze aggravanti – art 59 2^ co cp

Per le circostanze aggravanti, il criterio di imputazione è su base soggettiva. Le circostanze aggravanti sono valutate a carico dell’autore del reato solo se da lui conosciuto o ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa (art. 59 2° co. c.p.).

In altri termini, il reato circostanziato richiede un legame soggettivo tra fatto, comprensivo degli elementi tipici e delle aggravanti, e suo autore. E', cioè, necessario che all'autore del reato circostanziato sia possibile muovere un rimprovero almeno a titolo di colpa.

REGOLE PER L’APPLICAZIONE DELLE CIRCOSTANZE

La disciplina delle circostanze riguarda anche le modalità di applicazione degli aumenti o diminuzioni di pena per il reato circostanziato. In questa sede, ci limitiamo a verificare come si procede quando ricorra una sola circostanza. Nella successiva lezione, analizzeremo, invece, il caso di concorso tra circostanze.

Quando si deve applicare una sola circostanza, aggravante o attenuante, il procedimento di applicazione è assai elementare. Ma differisce a seconda che si tratti di circostanza a effetto proporzionale o autonoma.

Nel caso di circostanza a effetto proporzionale, il giudice praticherà l’aumento o la diminuzione in misura proporzionale (un terzo, la metà, ecc.) sulla pena-base. Quest'ultima verrà, però preventivamente determinata come se la circostanza non esistesse. Sulla pena base così determinata si applicherà l'aumento o la diminuzione (art. 63 1° co c.p.).

Consideriamo il caso in cui ricorre una circostanza aggravante ad effetto proporzionale e l’aumento di pena non è determinato dalla legge. Si applica, in questi casi, la regola seguente.

  • Per il reato circostanziato, la pena base sarà aumentata fino a un terzo.
  • In ogni caso, però va osservato il seguente limite all'aumento della pena. La pena della reclusione da applicare per effetto dell’aumento non può, però, superare gli anni trenta.

Cosa accade se invece siamo in presenza di una circostanza attenuante e la legge non determina la misura della diminuzione?

Si applica la seguente regola.

  • La pena dell’ergastolo è sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni;
  • Le altre pene sono diminuite in misura non superiore ad un terzo.

Infine, consideriamo l'ipotesi in cui ricorre una circostanza autonoma. In questo caso, il legislatore prevede una pena diversa per specie o per limiti edittali rispetto a quella prevista per il reato non circostanziato.

Pertanto,  spetterà al giudice determinare, in concreto, la pena prevista per il reato circostanziato, come di un reato a sé stante. Utilizzerà, quindi, al riguardo, i criteri indicati nell’art. 133 c.p. per la commisurazione della pena.