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Reato continuato: natura, disciplina ed elementi costitutivi

reato continuatoCon il reato continuato è come se riprendessimo il discorso sul concorso materiale di reati. Ricordate i problemi che il concorso di reati poneva? E’ importante che abbiate ben chiari questi aspetti, per cui vi invito prima a rileggere la lezione di diritto penale sul concorso di reati.

Quando possiamo parlare di reato continuato? E’ molto semplice. Questa fattispecie ricorre quando il soggetto attivo con più azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette, anche in tempi diversi, più violazione della stessa o di diverse disposizioni.

Potete capire, senza che mi dilunghi troppo sul punto, che questa categoria giuridica costituisce un applicazione del concorso materiale del reato, con alcuni elementi di specialità. 

La differenza è evidente. Nel reato continuato abbiamo un concorso materiale di reato ma le condotte del soggetto attivo sono legate tra loro da un unico disegno criminoso.

Struttura del reato continuato – Continuazione eterogenea ed omogenea

Vediamo, più da vicino, quali sono gli elementi costitutivi del reato continuato. Li possiamo così compendiare.

  • Pluralità di azioni od omissioni.
  • Violazione di più norme penali incriminatrici. 
  • Identità del c.d. “disegno criminoso “.

La pluralità delle condotte va intesa come pluralità di condotte autonome che sfociano in più episodi criminosi e non, quindi, come più atti unificabili in un’unica azione.

E', inoltre necessario, che le azioni ed omissioni, avvinte dal medesimo disegno criminoso, diano luogo alla consumazione di più reati.

In tal senso, possiamo distinguere il reato continuato in eterogeneo ed omogeneo.

Quando il soggetto attivo, con più azioni od omissioni esecutive del medesimo disegno criminoso, realizza più reati diversi tra loro, parleremo di continuazione eterogenea. E' molto simile a quanto studiato sul concorso di reati.

Esempio. "Il Commercialista “Guadagno”, per appropriarsi delle somme ricevute dai clienti per il pagamento delle tasse, predispone false dichiarazioni dei redditi, falsi bonifici di pagamento e false ricevute fiscali. I clienti sono rassicurati, ed il commercialista si appropria delle somme così ricevute".

Nel caso di specie, le azioni sono plurime ma tutte legate da un medesimo disegno criminoso che è quello dell'appropriazione delle somme ricevute dai clienti.

I reati commessi sono diversi e vanno dall’appropriazione indebita, alla truffa, alla falsificazione di documenti bancari e fiscali, ma si applicherà l'art. 81 cp sul reato continuato.

La continuazione è, invece, omogenea, quando le azioni od omissioni esecutive del medesimo disegno criminoso realizzano più volte lo stesso reato.

Esempio: "L’amministratore di condominio “Manolesta”, approfittando della fiducia che i condomini ripongono su di lui, distrae le somme pagate per oneri condominiali a proprio vantaggio appropriandosene".

Vi sono più azioni tipiche del delitto di appropriazione indebita che realizzano più volte il medesimo reato.

IL MEDESIMO DISEGNO CRIMINOSO QUALE ELEMENTO DISTINTIVO DI QUESTA CATEGORIA DEL DIRITTO PENALE ED IL SUO TRATTAMENTO SANZIONATORIO

Il medesimo disegno criminoso allude alla volontà di preordinare le azioni ed omissioni alla realizzazione di uno scopo criminoso unitario anche se raggiunto con la commissione di più reati.

Ricordate l'esempio del Commercialista "Guadagno"?. Avevamo una pluralità di condotte tipiche di più fattispecie delittuose.

Ma tutte queste condotte erano strumentali e funzionali ad un unico proposito criminoso, quale l'appropriazione delle somme ricevute dai clienti.

Dobbiamo, da ultimo guardare al trattamento sanzionatorio previsto dall'art. 81 cp per il reato continuato.

La regola è abbastanza semplice: si applica al reato continuato il regime del cumulo giuridico, già visto nella lezione concorso di reati.

L'art. 81 cp prevede che si applichi la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo.

Lo stesso art. 81 cp contempla però un temperamento a questa regola generale. Stabilisce, infatti, che, "in ogni caso, la pena unica inflitta con il cumulo giuridico non potrà essere superiore a quella che sarebbe derivata dal cumulo materiale".