cose in custodiaIn questa Guida parliamo della responsabilità delle cose in custodia con particolare riferimento al Condominio. Le parti comuni del Condominio possono infatti generare danni ai condomini o a terzi.

L’esempio che faremo riguarda il mal funzionamento dell’ascensore presente nello stabile condominiale. Cosa accade se a causa del cattivo funzionamento dell’ascensore un condomino o un terzo subisce lesioni fisiche?

La responsabilità del condominio per cose in custodia in caso di danni causati dal cattivo funzionamento dell’ascensore

Iniziamo col dire che la norma di riferimento sulla responsabilità civile da cose in custodia è contenuta nell'art. 2051 c.c.. Stabilisce questa disposizione codicistica che:<<Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito>>.

Per quanto riguarda il Condominio non vi è dubbio che tale ente, in persona del suo amministratore, ha il dovere di custodire i beni comuni.

Tra i beni comuni rientra l'ascensore dello stabile condominiale.  Dire che l'amministratore ha un dovere di custodia dei beni comuni, significa pertanto sostenere che è tenuto a garantire il corretto funzionamento dell'ascensore.

Questo dovere di custodia è sufficiente a fondare la responsabilità del condominio per danni a terzi derivanti dal cattivo funzionamento dell'ascensore?

Un caso concreto che ho perorato per una mia assistita riguardava proprio questo profilo di responsabilità da cose in custodia. La mia assistita uscendo dall'ascensore cadeva a causa di un dislivello tra la cabina dell'ascensore e il pianerottolo di uscita.

Questo dislivello non era segnalato e si è verificato per un guasto meccanico.  Cerchiamo di capire per quale motivo, in questo caso, il Condominio è stato condannato a risarcire i danni fisici subiti dalla mia assistita.

QUALI ELEMENTI DEVONO SUSSISTERE PERCHE’ RICORRA LA RESPONSABILITA’ DA COSE IN CUSTODIA

Gli elementi costitutivi della fattispecie della responsabilità da cose in custodia a carico del Condominio, quale ente di gestione dei beni comuni, sono:

      1. la relazione di custodia tra il bene da cui è scaturito l'evento lesivo ed il Condominio;

      2. il nesso causale, ovvero la derivazione dell'evento lesione dal bene in custodia del Condominio.

Custodia

Il primo elemento della responsabilità ex art. 2051 c.c. è la relazione di custodia tra il bene da cui è scaturito l'evento lesivo ed il Condominio.

Il Condominio è, infatti, un ente di gestione che opera in rappresentanza e nell'interesse di tutti i condomini proprietari pro quota dello stabile condominiale.

E', pertanto, titolare di quei poteri di controllo, regolamentazione e vigilanza rispetto ai beni e servizi comuni che determinano, in concreto l'operatività della responsabilità da cose in custodia.

Nel caso di specie, l'ascensore rientra, pacificamente, tra i beni condominiali e rispetto ad esso incombe sul Condominio uno stringente dovere di custodia e vigilanza.

Affidamento della manutenzione dell’ascensore ad impresa specializzata

Prima di procedere oltre, dobbiamo rispondere al seguente interrogativo. Può l'affidamento della manutenzione dell'impianto d'ascensore ad un impresa specializzata escludere la responsabilità del condominio.

In fondo, l'amministratore del condominio potrebbe obiettare di aver assolto ad ogni dovere di custodia e manutenzione delegonda i relativi servizi ad un impresa specializzata.

Il punto centrale della questione è che pur essendo presente una ditta di manutenzione, tuttavia, l'impianto continua a restare nella sfera di disponibilità e controllo dei proprietari dell'edificio. Questo, giuridicamente, significa che l'amministratore dello stabile che continua a mantenere il potere-dovere di controllare l'ascensore e di intervenire allo scopo di eliminare situazioni di pericolo che possano insorgere dallo stesso.

La Cassazione, in tema di responsabilità del condominio da cose in custodia, ha ribadito più volte questo principio.

L'obbligo dell'l'amministratore del condominio di provvedere alla gestione e custodia delle cose comuni si traduce anche nell'obbligo di vigilare affinché non rechino danni a terzi o agli stessi condomini.

Quest'obbligo non viene meno neanche nell'ipotesi in cui il Condominio appalti a terzi lavori riguardanti le parti comuni dell'edificio condominiale, a meno che il compito di vigilare su tali lavori non venga affidato a persona diversa dall'amministratore.

Responsabilità del Condominio che può agire in rivalsa nei confronti dell’impresa appaltatrice

Il che significa che l'appalto del servizio di manutenzione non comporta il passaggio dei poteri di custodia e degli oneri di vigilanza a carico dell'appaltatore quando il bene resti in potere del committente.

Ne consegue, per il caso specifico dell'impianto di ascensore, che esso continua a restare nella sfera di disponibilità dei proprietari dell'edificio. Questi ultimi, infatti, ne conservano, con carattere di continuità, l'uso e il godimento, e ad essi incombono, conseguentemente, gli oneri di custodia e di vigilanza.

Queste conclusioni rispondono ad un evidenza logica. Si vuole evitare che si determini un vuoto di vigilanza e custodia nel caso di affidamento della manutenzione di beni o servizi comuni ad un impresa specializzata. 

Ove, infatti, l'impresa ometta di effettuare le dovute opere di manutenzione, il Condomio sarà responsabile per i danni da cose in custodia. Potrà, però agire in rivalsa confronti dell'impresa appaltatrice della manutenzione.

NESSO CAUSALE NELLA RESPONSABILITA’ DA COSE IN CUSTODIA

L'altro elemento costitutivo della responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c. è, come detto, il nesso causale. E', cioè, necessario che l'evento dannoso sia riconducibile al bene condominiale.

E' pacifico che, anche in tema di responsabilità civile, sia pure con i dovuti adattamenti, il nesso causale debba essere verificato alla stregua dei principi fissati dagli artt. 40 e 41 c.p..

Quindi, bisognerà innanzitutto, accertare se la cosa in custodia costituisca un antecedente necessario dell'evento, ovvero un antecedente senza il quale l'evento non si sarebbe verificato. In secondo luogo, bisogna verificare se il suddetto antecedente non sia neutralizzato, sul piano causale, dalla sopravvenienza di circostanze da sole idonee a determinare l'evento.

Giudizio controfattuale

Riprendiamo l'esempio da cui eravamo partiti. Avevamo un ascensore che non si fermava esattamente al piano per un dislivello tra il vano cabina e il piano di uscita. La condomina nell'uscire dall'ascensore inciampava sullo scalino dovuto al citato dislivello, cadeva a terra e riportava gravi lesioni.

Proviamo ora ad attuare quello che si chiama giudizio controfattuale. Ci poniamo al momento dell'evento e immaginiamo che non vi fosse alcuno scalino nell'uscita dall'ascensore. Da questo punto di vista, appare logico dedurne che senza il malfunzionamento dell'ascensore, l'evento ledsivo non si sarebbe verificato.

Non solo, ma, considerando la meccanica funzionale dell'ascensore, appare, inoltre, evidente che l'evento lesivo sia derivato dal dinamismo tipico dell'ascensore. L'ascensore è un bene funzionalmente preordinato a percorrere un tragitto in verticale, fermandosi al livello di ciascun piano dell'edificio.

L'impianto, per il malfunzionamento, ha subito un alterazione del suo comportamento tipico, non allineando la pedana al piano di uscita dando vita ad un ostacolo imprevedibile.

Siamo nel cuore della responsabilità da cose in custodia. La Cassazione ha ribadito più volte che la responsabilità prevista dall'art. 2051 c.c. ha carattere oggettivo. 

Carattere oggettivo della responsabilità

Il riferimento al carattere oggettivo della responsabilità da cose in custodia è molto importante. Per il riconoscimento della citata responsabilità non è, infatti, rilevante la pericolosità attuale o potenziale della bene in custodia. 

Tra l'altro, come rilevato da attenta dottrina e giurisprudenza, la pericolosità delle cose in custodia, seppur non costituendo elemento integrativo della fattispecie, ha importanti ricadute sulla valutazione della condotta del danneggiato. Essa può servire per far luce sull'eventuale apporto causale fornito dal danneggiato.

Si ritiene, infatti, che minore è la pericolosità intrinseca delle cose in custodia, tanto più la situazione di possibile pericolo è suscettibile di essere prevista. 

E' importante, inoltre, considerare se il danneggiato ha fatto un utilizzo delle cose in custodia non conforme al suo uso ordinario, ovvero se aveva problemi di deambulazione tali da poterne facilitare la caduta in terra. Non rileva, invece, il fatto che il danneggiato conosca bene, usandola quotidianamente, l'ascensore. 

CASO FORTUITO

Ad interrompere il nesso causale possono concorrere fatti preesistenti, concomitanti o sopravvenuti purché da soli idonei a spezzare il nesso di derivazione causale del danno dalle cose in custodia.

Si tratta di un altro punto centrale in tema di responsabilità da cose in custodia.

Iniziamo col dire che la prova del c.d. caso fortuito incombe sul Condominio, non essendo tenuto, invece il danneggiato a provarne l'insussistenza.

Il caso fortuito opera sul piano meramente oggettivo, interrompendo la derivazione logica e causale del danno dalle cose in custodia. Il che significa che la responsabilità del custode è esclusa in tutti i casi in cui l'evento sia imputabile ad un caso fortuito riconducibile al profilo causale dell'evento.

Deve, pertanto, trattarsi di un fattore esterno che, interferendo nella situazione in atto, abbia di per sé prodotto l'evento, assumendo il carattere del c.d. fortuito autonomo.

Ma può operare come fortuito incidentale, quando il fattore esterno è fonte dell'evento lesivo ma ha agito in modo tale da rendere il bene in custodia fonte dell'evento.

COME AGIRE QUANDO SI SUBISCONO DANNI DA COSE IN CUSTODIA
 

L'azione da intraprendere per il risarcimento del danno da cose in custodia è l'azione ordinaria di accertamento e condanna del custode.

Essa si introduce con atto di citazione chiedendo al Giudice di accertare e dichiarare la responsabilità ex art. 2051 c.c. del custode nella causazione del sinistro occorso al danneggiato. Nel contempo, si chiede la sua condanna al risarcimento dei danni.

In corso di causa, viene, normalmente nominato, un consulente d'ufficio sia per le valutazioni medico legali inerenti i danni sia per l'accertamento della dinamica del sinistro derivante dalle cose in custodia.

Può trattarsi da cause molto lunghe, ma spesso, le compagnie di assicurazione, chiamate in garanzia dle Condominio, favoriscono accordi transattivi che definiscono prima la vertenza.