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Responsabilità oggettiva, preterintenzione, reati aggravati da evento

responsabilità oggettivaLa responsabilità oggettiva, nella scienza penalistica, è sempre stato uno degli argomenti maggiormente dibattuti. Si tratta, infatti, di un tema che va dalla filosofia del libero arbitrio, per toccare il nesso causale, e la colpevolezza.

Nel nostro ordinamento, esistono diverse figure di reato e criteri di imputazione della responsabilità penale su base meramente oggettiva. L’art. 42 comma 3 cp stabilisce, infatti, che: “La legge determina i casi nei quali l’evento è posto altrimenti a carico dell’agente, come conseguenza della sua azione od omissione”.

COSA SIGNIFICA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA?

Al pari del dolo e della colpa, anche la responsabilità oggettiva costituisce un criterio di imputazione del fatto al suo autore. Ma bisogna fare attenzione. Ho parlato di "imputazione del fatto al suo autore", mentre se rivedete le lezioni sul dolo e sulla colpa, noterete che lì ho, invece parlato di "imputazione soggettiva del fatto".

Il punto è proprio questo. Responsabilità oggettiva significa che il fatto criminoso viene attribuito al suo autore anche in assenza del legame soggettivo minimo costituito dalla colpa incosciente o senza previsione.

In altri termini, la responsabilità penale oggettiva si fonda solo sulla violazione del precetto penale, a prescindere se esso sia dovuto a colpa o dolo.

Tutto ciò crea alcuni problemi sui quali si è incentrato il dibattito della scienza penalistica e a cui ci limiteremo ad accennare concentrandoci su un aspetto.

Il problema principale riguarda la difficoltà di conciliare la responsabilità oggettiva con il principio di colpevolezza di cui all’art 27 della Costituzione.

Questa norma della Costituzione stabilisce il fondamentale principio per cui la responsabilità penale è personale. Sappiamo che il costituente non si riferiva solo all’esigenza di evitare responsabilità penali per fatti altrui, ma richiedeva che il fatto fosse opera dell’uomo e quindi che gli fosse rimproverabile almeno a titolo di colpa.

Di conseguenza, l'esistenza di figure di responsabilità penale, in assenza almeno di colpa incosciente, fondate sul solo nesso causale oggettivo, sembrano stridere molto con l'art. 27 della Costituzione.

Tra i casi di responsabilità oggettiva va fatta menzione delle due seguenti strutture di reato:

  • preterintenzionale
  • aggravato dall’evento

REATO PRETERINTENZIONALE

L'Art 43 cp fornisce la definizione di reato preterintenzionale. "Il delitto è preterintenzionale, o oltre l'intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall'agente".

Facciamo un esempio molto semplice. Tizio litiga con Caio, gli sferra una coltellata sul braccio facendolo cadere a terra. Caio sbatte la testa e muore.

In un caso del genere, sicuramente nelle aule di giustizia si dibatterebbe sull'omicidio preterintenzionale e spesso si perverrebbe a condanna per quel titolo di reato.

Dobbiamo però ragionare su questo tipo di responsabilità. Tornando, infatti, all'esempio, non v’è dubbio che la coltellata al braccio è stata sferrata con la volontà di ferire e non di uccidere Caio. Per quale motivo allora si dovrebbe ritenere Tizio responsabile di omicidio sia pure preterintenzionale?

Una risposta semplice è la seguente: Tizio risponde per responsabilità oggettiva. La morte di Caio gli è imputata solo sulla base del nesso di causalità, a nulla rilevando l'assenza assoluto di dolo.

Ed infatti, proprio su questo aspetto critico del reato preterintenzionale, la migliore dottrina e giurisprudenza si è affrettata ad elaborare molte teorie per "giustificare" questa forma di responsabilità oggettiva.

BREVISSIMO CENNO AD UNA DELLE TEORIE PIU’ DIFFUSE SULLA PRETERINTENZIONE

A poco, sembrano, servire queste teorie che sono un modo di dare una veste nobile alla responsabilità oggettiva propria del reato preterintenzionale.

Solo per dare evidenza al tentativo di giustificare, a posteriori, questa forma di responsabilità oggettiva, facciamo brevissimo cenno ad una di queste teorie.

Tesi del dolo misto a colpa presunta

La colpa sarebbe presunta in quanto implicita nel precetto penale che vieta di ferire un'altra persona. Per cui il dolo avrebbe ad oggetto non l’omicidio ma proprio l’inosservanza della norma penale che prevede il delitto di lesioni.

Seguitemi nel ragionamento.

  • In termini materiali, l'omicidio è la condotta di chi causa la morte di un altro uomo.
  • Poi, l'art. 27 della Costituzione stabilisce quella regoletta fondamentale per cui la responsabilità penale è personale.
  • Da ciò se ne ricava l'esigenza di imputare il fatto reato al suo autore non solo sotto il profilo oggettivo ma anche sotto il profilo soggettivo.
  • Gli unici criteri di imputazione veramente soggettiva sono il dolo e la colpa.
  • La colpa costituisce l'ultimo baluardo del principio della responsabilità penale personale. Ed essa richiede, già sotto il profilo oggettivo, che l'evento offensivo che si è verificato in concreto rientri nel tipo di eventi che la norma cautelare violata tendeva a prevenire.
  • Quando parliamo di evento, sappiamo che non ci riferiamo solo e tanto all'evento naturalistico. Ma ci riferiamo anche e soprattutto all'evento offensivo del bene o interesse tutelato dalla norma incriminatrice.

CONCLUSIONE DEL RAGIONAMENTO: SIAMO NEL CAMPO DELLA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA

A questo punto, domandiamoci: qual è il bene tutelato dalla norma incriminatrice del delitto di lesioni e quale quello tutelato dal delitto di omicidio? La risposta è semplice.

  • Nel delitto di lesioni si vuole tutelare il bene fondamentale all'integrità fisica della vittima dell'aggressione.
  • Nell'omicidio la finalità è di tutelare il bene della vita: il massimo bene per l'essere umano. Sicuramente superiore all'integrità fisica. Si può guarire dalle lesioni, mentre non si può "guarire" dalla perdita della vita.

Alla luce di queste considerazioni, credo sia agevole capire innanzitutto che la colpa non può presumersi. Torniamo all'esempio di partenza. La colpa non deriva dalla mera violazione della norma che prevede il delitto di lesioni. Tant'è che il legislatore prevede espressamente l'ipotesi di lesioni colpose. 

Inoltre, il dolo non può riferirsi ad un reato diverso. Il dolo del delitto di lesioni è diverso dal dolo dell'omicidio. In conclusione, quindi, nel delitto preterintenzionale è dato ravvisare una mera e evidente figura di responsabilità oggettiva.

REATI AGGRAVATI DALL’EVENTO

I reati aggravati dall'evento sono quelli in cui è prevista una certa pena per il fatto-base, e tale pena viene aggravata se, oltre al fatto, si verifica un evento ulteriore.

Facciamo un esempio. Nell'omissione di soccorso, se accade che, a causa del comportamento del colpevole, la vittima aggravi le sue condizioni, è previsto un aumento di pena.

Altri casi di reati aggravati dall’evento si rivengono nelle fattispecie di

DUE CATEGORIE DI REATI AGGRAVATI DALL’EVENTO

Si possono distinguere due tipi di reati aggravati dall’evento.

La prima categoria è quella dei reati aggravati dall’evento, nei quali è indifferente che l’evento ulteriore sia voluto o meno. Anche qui bisogna fare attenzione in quanto l'evento ulteriore non è necessario che sia stato voluto dall'imputato.

Pertanto, quell'evento ulteriore può essere ascritto all'imputato sulla base di un mero nesso di causalità materiale. Siamo, anche in questo caso, quindi, nel solco della responsabilità oggettiva.

Abbiamo poi una seconda categoria di reati aggravati dall’evento in cui l’evento ulteriore deve essere non voluto, perché altrimenti si avrebbe un’altra ipotesi criminosa. Qui, addirittura, si richiede che quell'evento ulteriore non sia voluto.

Non è indifferente l'elemento soggettivo, ma non deve sussistere un nesso causale soggettivo tra evento e autore. E' abbastanza semplice capire che rientriamo a pieno titolo nella responsabilità oggettiva.

Costituiscono esempi di questa seconda categoria i delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi, di abuso dei mezzi di correzione, di abbandono di persone minori e incapaci. In queste fattispecie, se si verifica una lesione o la morte della vittima, si ricade nella più grave fattispecie della lesione o dell’omicidio doloso.

TESI DEL REATO AGGRAVATO DALL’EVENTO COME REATO CIRCOSTANZIATO

Possiamo concludere nella disamina del rapporto tra reati aggravati dall'evento e responsabilità oggettiva con un breve riferimento alla teoria più diffusa. Questo perché con essa non si tende tanto a vestire con abiti nobili la responsabilità oggettiva, quanto a recuperare il criterio soggettivo altrimenti mancante.

La maggior parte dei giuristi tende a ricondurre, infatti, la categoria dei reati aggravati dall'evento nell'ambito dei reati circostanziati

Si tratta di un impostazione animata da ragioni di giustizia e giuridicamente fondata. Bisogna infatti tener presente che nell'attuale impianto normativo le aggravanti devono essere imputate all'autore del fatto almeno a titolo di colpa.

Sicché, qualificando i reati aggravanti dall'evento come reati circostanziati si recupera il minimo di requisito soggettivo richiesto per il rispetto del principio della personalità della responsabilità penale. Saremmo quindi al di fuori della mera responsabilità oggettiva.