Il revenge porn è quell’odiosa pratica consistente nella pubblicazione di foto o video che mostrano due o più persone in pose sessualmente esplicite. L’espressione di origine anglosassone si caratterizza per la finalità di vendetta con cui il materiale a sfondo sessuale viene diffuso nella rete. Ulteriore caratteristica è, ovviamente l’assenza del consenso di almeno una delle persone ritratte, ovvero quella nei cui confronti è attuata la vendetta.

Internet – Revenge porn – Fenomeni devianti

revenge pornNon è internet il problema. Ma, indubbiamente, la compenetrazione tra mondo virtuale e reale ha agevolato l’utilizzo della rete per scopi delinquenziali. Il problema del revenge porn è molto più complesso di quanto emerga dai lavori del Parlamento. E’ noto che la Camera ha approvato il disegno di legge volto a rafforzare la tutela delle vittime di violenza domestica. In questo testo approvato dalla Camera è presente anche una norma volta ad introdurre nel codice penale l’art. 612 ter sul revenge porn.

Il problema sta nella completa deregulation che governa la rete e nel senso di spersonalizzazione e irresponsabilità che genera negli utenti. Sono molti anni che si parla ormai di cittadinanza digitale. Categoria che allude non solo alle competenze tecniche, ma, più in fondo, all'educazione ad uno uso responsabile delle nuove tecnologie.

Revenge porn – Sexting – Modelli destabilizzanti

Un problema che tocca da vicino i nostri giovani ragazzi. Il revenge porn, infatti, non è un fenomeno che riguarda solo gli adulti ma, spesso, i giovani adolescenti e pre-adolescenti. Un fenomeno che è strettamente legato all'altro triste fenomeno del sexting. Potremmo dire che il sexting è la base del revenge porn, il quale ha in più il fine di vendetta.

revenge pornInternet e le nuove tecnologie non sono dannose. Ma, l’adesione incondizionata a determinati modelli ultra trasgressivi e tendenze alimentate dai mass media, rende il loro uso molto pericoloso. E’ un onda anomala difficile da contenere. Una volta c’erano i calendari delle modelle o presunte tali. Ma anche i cari vecchi calendari sono passati di moda. Poi è stato il tempo del “siamo elfi, facciamoci un selfie”. Ma oggi su internet imperversa la caccia ai followers a colpi di selfi a sfondo sessuale.

Cosa spinge giovani e meno giovani a ritrarsi mentre vivono quello che dovrebbe essere un mento intenso ed intimo come il rapporto sessuale? Non ho una risposta, ma temo che, in qualche modo, vi sia la volontà di trasgredire emulando, e andando oltre, ai propri riferimenti mediatici.

IN RITARDO MA PROVIAMO A METTERCI AL PASSO CON I TEMPI. REVENGE PORN – LE SUE CONSEGUENZE – LO STATO DELLA NOSTRA LEGISLAZIONE

Il sexting è un fenomeno di origine inglese e americana al pari del revenge porn. Siamo maestri nel recepire tutto, soprattutto in negativo, ciò proviene dal tessuto sociale di altri paesi. Non siamo, invece, altrettanto bravi quando si tratta di mettersi al paro con i tempi.

In Inghilterra come in America, come anche in Germania e Israele, il revenge porn è riconosciuto da tempo come reato. Il fenomeno è stato da quei legislatori da tempo avvertito come un allarme sociale di grande rilevanza. Le statistiche sia nel caso del sexting che per il revenge porn sono schiaccianti in tal senso. Non parlo solo dei casi che sono sfociati nell'evento più grave della morte per suicidio della vittima. Ma, più in generale, degli effetti psicologici e sociali che queste condotte causano sulle vittime.

Non si è mancato, in quei paesi, di rilevare, quasi subito che l’incidenza sulla vittima era anche di carattere sociale. Tutto si lega quando si parla di fenomeni che navigano in rete. Esiste il diritto all'oblio? Senz'altro, ma è un miraggio. E’ quasi impossibile ottenere la rimozione di video o foto quando sono divenute virali. Fatto questo che, in molti casi, ha comportato per la vittima difficoltà nei colloqui di lavoro.

In Italia, attualmente, (il reato inerente il revenge porn ancora non è legge) chi subisce questi eventi doveva fare ricorso ad altre norme dell’ordinamento. La violazione della privacy ed il delitto di estorsione costituiscono gli unici due presidi a tutela delle vittime di questo fenomeno.

Sono norme che non colgono il quadro globale del problema e che si rilevano inefficaci per una reale azione preventiva di questi fenomeni di nuova emersione. Si pensi solo al fatto che se il materiale pornografico diventa virale, ci sarà pur stato qualcuno che lo avrà condiviso.