Funzione della rinuncia all’eredità

rinuncia all'ereditàLa rinuncia all’eredità è un istituto importante per chi eredita un patrimonio che presenta debiti superiori al valore dei beni caduti in successione.

Spesso si trascura di accertare qual è la reale portata del patrimonio ereditario, lasciando decorrere il termine per rinunciare all’eredità. Accade, in questi casi, che gli eredi vengono raggiunti dai creditori del de cuius e devono far fronte agli ingenti debiti dello stesso.

Quando si apre la successione, è basilare muoversi in fretta, ed effettuare tutti gli accertamenti atti a stabilire se e quale sia la reale entità di attivo e passivo del patrimonio ereditario.

La legge prescrive infatti termini precisi per rinunciare all’eredità e questi sono stringenti quando si è in possesso dei beni ereditari.

Inoltre, ove dagli accertamenti emerge che l’attivo ereditario è superiore al passivo si può decidere di accettare con beneficio di inventario. Ma anche per l’accettazione con beneficio di inventario vanno rispettati formalità e termini stabiliti dalla legge.

La rinuncia all’eredità è quindi quell’istituto che ci consente di non acquisire i debiti del de cuius. I creditori non potranno in alcun modo rivalersi su di noi che perdiamo la qualifica di eredi.

 

I termini per la rinuncia all’eredità

Il termine ordinario fissato dalla legge per la rinuncia all’eredità è di dieci anni dalla morte del de cius.

Decorsi i dieci anni, senza aver fatto la rinuncia all’eredità nelle forme stabilite dalla legge, non sarà più possibile e si succede nell’asse ereditario comprensivo dei debiti.

Ci sono due casi in cui il termine per la rinuncia all’eredità si abbrevia.

  • È il caso dell’azione interrogatoria. Chiunque ha interesse, (tipicamente i debitori), può ricorrere al tribunale per chiedere che venga fissato un termine breve. In questo caso, il termine breve entro cui è possibile fare la rinuncia all’eredità sarà quello stabilito dal giudice.
  • Il secondo caso di termine breve per la rinuncia all’eredità ricorre quando uno o più eredi sono già in possesso di beni ereditari. Tipico caso è quello dell’erede che convive nell’immobile del de cuius. In questi casi, il termine per rinunciare all’eredità è di tre mesi dalla morte del de cuius.

Come si esegue la rinuncia all’eredità

La legge prevede la possibilità di rinunciare all’eredità con dichiarazione solenne dinanzi al notaio, oppure con dichiarazione solenne resa dinanzi al competente ufficio del tribunale.

Il Tribunale competente è quello del luogo in cui è avvenuto il decesso del de cuius.

In questo secondo caso, per la rinuncia all’eredità, sarà necessario dotarsi dei seguenti documenti:

  • originale del certificato di morte in carta semplice
  • solo nel caso di soggetti incapaci (minori, interdetti, inabilitati), copia conforme dell’autorizzazione del Giudice Tutelare
  • 1 marca da bollo da € 16,00;
  • per il rilascio immediato della copia dell’atto (l’originale viene custodito presso l’ufficio) marca da € 34,87
  •  ovvero da € 11,62 per  il rilascio dopo 5 giorni;
  • ricevuta del versamento della tassa di registrazione, di € 200,00 da eseguire, tramite modello F23, compilato secondo le istruzioni allegate