testamento olografoIl testamento olografo, tra i tipi di testamento ordinario, è quello più semplice ed economico ma che può comportare anche alcuni rischio connessi, per lo più, alla sua conservazione.

Si tratta del testamento redatto, datato e sottoscritto di proprio pugno dal testatore e non richiede altre formalità.
Proprio per la massima semplicità di forma, esso richiede tre requisiti minimi ma essenziali. I requisiti minimi ma indispensabili del testamento olografo sono indicati dall’art. 602 c.c.. e sono l’olografia, la data e la sottoscrizione.

Olografia – Primo fondamentale elemento del testamento olografo

L'olografia è il primo fondamentale elemento del testamento olografo.

Vi chiederete: "Cosa significa Olografia"? Si tratta di un termine di origine greca che, letteralmente, significa “descrivere tutto”.

L'autore del testamento olografo deve quindi, manifestare per iscritto la propria volontà testamentaria.

A pena di nullità, il testamento olografo deve essere redatto e sottoscritto di pugno dal testatore.

Di conseguenza, il testamento scritto da un terzo, seppure sotto dettatura del testatore, deve ritenersi nullo.

Come è possibile contestare l’autenticità del testamento olografo?

Sul punto, con sentenza n. 12307/2015 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che è necessario proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura. Hanno, altresì, puntualizzato che l'onere della prova è a carico di chi contesta l’autenticità del testamento.

Il requisito dell’autografia non va mai disgiunto dal requisito della completezza di cui abbiamo parlato in una precedente Guida sulla successione testamentaria. Potremmo, infatti, avere un atto scritto di pungo dal de cuius, ma che non contiene, in modo inequivoco, la volontà di istituire erede o legatario uno o più soggetti.

Si pensi al caso, deciso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 8490/2012, riguardante una scrittura privata con cui il de cuius si limitava a riconoscere che tutti i beni a lui intestati fossero di esclusiva proprietà della moglie. La Cassazione ha ritenuto che questa scrittura privata non potesse configurare un testamento olografo, non potendosi ravvisare in essa la volontà attuale del suo autore di compiere non già un mero progetto, ma un atto di disposizione del proprio patrimonio mortis causa.

IL SECONDO REQUISITO DA RISPETTARE – LA DATA

Anche la data, scritta di pugno dal testatore, costituire requisito di validità del testamento olografo. Precisamente, la data deve contenere l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno di redazione dell’atto.

La funzione di questa requisito si spiega agevolmente se si pensa alla possibile esistenza di due o più testamenti olografi. E’ inoltre fondamentale quando si pongono questioni relative alla capacità di testare. Esse, infatti, vanno accertate con riferimento al momento in cui il testatore ha redatto la scrittura privata testamentaria.

L’art. 602 c.c. al 3^ comma stabilisce che "la prova della non verità della data è ammessa soltanto quando si tratta di giudicare della capacità del testatore, della priorità di data tra più testamenti o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento".

LA SOTTOSCRIZIONE DEL TESTAMENTO OLOGRAFO

Il terzo e fondamentale requisito del testamento olografo è costituito dalla sottoscrizione.

La sottoscrizione deve comprendere nome e cognome del testatore ed è richiesta a pena di nullità.

Può comprendere anche lo pseudonimo, e serve ad individuale chi ha scritto il testamento e al pari degli altri elementi dell’atto deve essere apposta di pugno dal testatore.

I VANTAGGI E GLI SVANTAGGI DEL TESTAMENTO OLOGRAFO – BREVI SUGGERIMENTI

Il testamento olografo soddisfa esigenze di celerità, semplicità ed economia. E’, spesso, la forma preferita di testamento ordinario proprio in ragione dell’assenza di costi.

Se, da un lato, costituisce una forma semplice e rapida per manifestare la propria volontà mortis causa, tuttavia presenta non pochi inconvenienti.

Il testamento olografo può essere alterato o falsificato nel suo contenuto.

Inoltre, può andare smarrito o essere occultato da chi ne è entrato in possesso.

Il mio suggerimento è di investire "due lire" per conservarlo in tutta sicurezza. I citati svantaggi del testamento olografo possono essere superati, infatti, depositandolo presso un notaio oppure all'interno di una cassetta di sicurezza bancaria.

E’ vero che si dovrà sostenere la spesa per il notaio o per la cassetta di sicurezza, ma il costo, relativamente basso, consentirà di conservare integro il testamento.

Non mi stancherò mai di ripeterlo. Risparmiare è giusto e sacrosanto. Ma a cosa vale risparmiare ora per subire un danno ancora maggiore un domani.

Il mio consiglio spassionato? Rivolgetevi ad un bravo notaio che saprà come aiutarvi e che potrà, all'occorrenza, suggerirvi eventuali modifiche da apportare al testamento ove ne riscontri difetti tale da poterne determinare l'invalidità.

Mi auguro che questa Guida ti abbia aiutato a fare chiarezza in questioni così complesse. Ricorda, l'informazione è fondamentale per non commettere errori irreparabili. Nella prossima Guida parleremo del testamento pubblico.



UN CARO SALUTO
UN CARO SALUTO FRANCESCO