tradimento virtualeIn questa Guida ci occupiamo del tradimento virtuale, ovvero di quella relazione che si instaura su Facebook o altri social networks. Ci riferiamo propriamente a quelle relazioni che non sfociano nell’incontro diretto tra gli amanti virtuali, ma che restano confinati nell’area dell’amore platonico.

La domanda che ci poniamo è se il tradimento virtuale può avere, in termini giuridici, lo stesso peso del tradimento tradizionale. Quest’ultimo si sviluppa di persona o almeno sfocia nell’incontro tra i due amanti. Nel primo caso, invece, i due amanti virtuali non sono mai giunti al punto di conoscersi e frequentarsi di persona.

In altre Guide abbiamo parlato del tradimento che si consuma attraverso i siti di incontro on line e del tradimento tradizionale ai fini dell’addebito della separazione. Vediamo cosa accade in caso di tradimento virtuale.

Il tradimento virtuale o tradizionale non comporta in automatico l’addebito della separazione

Prima di stabilire se è possibile equiparare il tradimento virtuale al tradimento tradizionale ai fini dell’addebito, dobbiamo fare alcune precisazioni.

Nella Guida sul tradimento tradizionale, abbiamo già detto che l’addebito non è conseguenza automatica del tradimento. Parliamo del tradimento che avviene con la frequentazione di persona tra i due amanti.

Non è sufficiente che il partner dimostri di essere stato tradito, affinché vi sia l’addebito della separazione in capo al partner infedele. L’addebito della separazione per l’infedeltà del partner richiede, infatti, che il tradimento sia stato causa determinante della crisi della coppia. In fondo, se il rapporto tra i partners era, di fatto, naufragato da tempo, il tradimento si configura come mera conseguenza della crisi preesistente della coppia.

Può verificarsi, però, il caso inverso in cui il rapporto tra i partners, al netto delle problematiche comuni, era vivo e solido, nonostante l’infedeltà di uno dei due. Insomma, immaginate una coppia felice, e il partner che non resiste alle avance dello o della spasimante.

In questo caso, non vi è dubbio che il tradimento potrebbe costituire causa determinante nella intollerabilità della convivenza per il partner tradito.

E’ comprensibile che il partner tradito, per quanto sia consapevole dell’amore che esiste nella coppia, non riesca più a guardare con gli stessi occhi il partner che si è reso infedele. Troverebbe, quindi, piena giustificazione l’addebito della separazione al partner che è stato infedele, poiché la sua condotta è stata causa della crisi di coppia.

INFEDELTA’ O AMICIZIA VIRTUALE?

La casistica dei tradimenti virtuali è veramente varia. Alla base di queste situazioni vi è un insoddisfazione di fondo che può avere diverse motivazioni.

Gli anni passano, e non ci si sente più così desiderabili, attraenti e seducenti. Non è detto che questo sia dovuto alla condotta dell’altro partner che potrebbe anche essere pieno di attenzioni e manifestare un grande desiderio. La quotidianità può generare la sensazione di vivere una vita piatta, priva di emozioni così travolgenti.

Quale che sia la motivazione di fondo del tradimento virtuale, diverse persone trovano nel web quel mondo parallelo dove poter sperimentare una diversa realtà.

C’è chi si ferma ad una relazione di amicizia, particolare e profonda, sia pure virtuale, fatta di condivisione di interessi comuni. In questo caso, ci troviamo ancora in una zona di confine, in cui, al più, può assumere rilievo l’aver tenuta nascosta questa relazione virtuale di amicizia al proprio partner. In fondo, è come se ci si ritagliasse uno spazio di vita invalicabile anche al partner.

Nonostante possa non far piacere scoprire relazioni di amicizia non condivise con il partner, tuttavia, appare difficile equiparare questo tradimento virtuale al tradimento tradizionale. Anzi, in verità, non sembra neanche corretto parlare di tradimento virtuale.

Nella mia esperienza professionale, mi sono imbattuto più volte in casi di questo genere. Amicizie, pure e semplici, sia pure fatte di complicità e condivisione, che hanno urtato a tal punto la suscettibilità del partner da rendergli intollerabile la convivenza.

In questi casi, non si è mai giunti all’addebito della separazione per infedeltà coniugale, non solo per l’assenza di frequentazione reale tra gli amici virtuali. Ma anche perché quella in atto non appariva, minimamente, come una condotta di infedeltà verso il partner.

FLIRT VIRTUALE O INFEDELTA’?

 

In altri casi, la realtà parallela del web porta ad avere relazioni virtuali più profonde. Non ci si accontenta di un legame di amicizia a distanza fatto di comunanza di interessi. Spesso, si va oltre, giungendo a sperimentare una stimolazione sessuale attraverso le parole e la fantasia. Talvolta, si arriva al punto di usare webcam per superare la fantasia e trovarsi coinvolti in giochi erotici più diretti.

Direi che, in questi casi, la zona di confine tra amicizia, sia pure segreta, e tradimento virtuale è stata superata. Il tradimento virtuale, con queste modalità, può essere equiparato al tradimento tradizionale?

Non vi è dubbio che, in situazioni di questo tipo, si assiste ad una vera e propria infedeltà del partner. I rapporti erotici in chat anche se alimentati solo da parole stimolanti e fantasia danno luogo ad un tradimento vero e proprio.

Il tradimento virtuale, così concepito, non è, però, causa di addebito della separazione quando il rapporto di coppia era già in crisi. Se la convivenza era già intollerabile, il tradimento virtuale è stato solo una conseguenza della crisi di coppia.

Gli unici casi in cui la giurisprudenza ha ritenuto di poter ragionare diversamente riguardano i tradimenti virtuali resi pubblici. Immagiamo che il partner intrattenga una relazione virtuale su Facebook e condivida i messaggi amorosi tra i due amanti.

Il tradimento virtuale, reso palese agli amici di Facebook, determina un grave pregiudizio per l’altro partner. Non è l’infedeltà sul web ad assumere rilevanza ma le modalità in cui si manifesta pubblicamente e la lesione alla reputazione e alla dignità dell’altro partner. Fatto questo che può giustificare l’addebito della separazione per tradimento virtuale.