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Vendite telematiche: chi risponde dell’integrità del bene venduto?

vendite telematicheLe vendite telematiche, costituiscono, oggigiorno, una grossa fetta del business commerciale. L’e-commerce viaggia su internet a grande velocità. Si moltiplicano i siti, più o meno affidabili, per le vendite online.

Molti di questi sono estremamente affidabili e si basano su sistemi di sicurezza e garanzia del cliente sperimentati. Basta pensare al colosso di Amazon che è diventato mezzo imprescindibile per qualunque commerciante.

Ma le vendite telematiche vedono fioccare sempre nuove figure di venditori improvvisati e di gestori di gruppi, specie su Facebook, che si occupano di compravendite di beni e servizi.

In questa guida proveremo a fare chiarezza sulla responsabilità in capo al venditore o al corriere per le vendite telematiche quando il bene arriva a destinazione danneggiato.

Regole auree per tutelarsi preventivamente nelle vendite telematiche

Proviamo ad impostare il problema. Vogliamo capire se l’acquirente che riceve un bene danneggiato dovrà chiedere il rimborso al venditore o al corriere.

Prima di rispondere a questa domanda, cerchiamo però, anche di fissare alcune regole auree. Esse potranno esservi di grande aiuto nel caso in cui ricevete il bene, oggetto di vendita telematica, danneggiato.

  • L’importanza della bolla di consegna.

Le vendite telematiche rientrano nel genere delle vendite a distanza, per cui sarà il corriere a consegnarvi il bene che avete acquistato. Il corriere, come ben sapete, vi farà firmare un documento, la famosa bolla di consegna.

Prima regola aurea. Al momento della consegna, aprite il pacco in presenza del corriere e se constatate che il bene non è integro, segnalatelo proprio nella bolla di consegna.

  • Attenzione! Potete accettare la spedizione con riserva.

Poniamo che quando il pacco viene consegnato non siete in caso, e che il corriere vi lascia avviso di deposito presso l’Ufficio Postale. Potrete ritirare il pacco contenente il vostro acquisto, ma potrete anche accettare con riserva. Questo significa che vi riservate il diritto di verificare l’integrità del bene acquistato.

Seconda regola aurea. Quando ragioni pratiche vi impediscono di verificare, al momento della consegna l’integrità del bene, accettate solo con riserva.

  • Dotatevi di materiale probatorio.

Ricordate che siamo in presenza di vendite telematiche. Non possiamo andare al negozio e mostrare che il bene appena acquistato è danneggiato.

Terza regola aurea. Volete essere veramente scrupolosi? Fate un video mentre aprite il pacco ed estraete il bene. Documentate lo stato del bene acquistato con file video e con materiale fotografico. Nelle vendite telematiche questo vi renderà la vita più semplice quando si tratterà di dimostrare il danno.

A CHI VI DOVETE RIVOLERE PER CHIEDERE DI ESSERE RIMBORSATI?

Veniamo al nocciolo della questione che affrontiamo in questa Guida sulle vendite telematiche. Molti mi chiedono se dei danni risponde il corriere oppure il venditore. Ecco come rispondo: “con chi avete stipulato il contratto, anche orale, di compravendita?”. Perfetto: il vostro interlocutore è proprio il venditore.

Il venditore è sempre responsabile in caso di danni. Questo anche nel caso in cui lo stesso pacco contenente il bene presenta delle anomalie. Questo significa che, anche se il bene si è danneggiato per imperizia del corriere, nei vostri confronti il responsabile sarà il venditore. Quest’ultimo a sua volta potrà, poi, agire per farsi risarcire dal corriere.

Esiste un solo caso in cui il venditore non risponde dei danni dovuti al corriere. Questo avviene se la scelta del corriere è stata vostra. Mi spiego. Nelle vendite telematiche, di solito, è il venditore che sceglie il corriere.

Ma, a volte, si lascia questa facoltà di scelta all’acquirente. In tal caso, poiché il contratto di spedizione è intercorso tra voi e il corriere, non potrete rivolgervi al venditore.

Attenzione! Queste regole valgono anche per i venditori non professionisti. A poco rileva che il venditore non sia un commerciante. Il contratto che ha stipulato con voi è sempre il contratto di compravendita, nella specie delle vendite telematiche.

Un ultima cosa da ricordare per i venditori non professionisti. Fatevi sempre rilasciare sia una quietanza del vostro pagamento, ma anche una ricevuta fiscale per prestazione occasionale. E’ vero che di sotto di una certa soglia di reddito annuo, il venditore non professionista non è tenuto ad emettere fattura. Ciò non toglie che sia tenuto ad emettere una semplice ricevuta per prestazione occasionale, poiché il prezzo che avete pagato dovrà essere soggetto ad imposizione fiscale.